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title: "Da Genova al mondo: 150 anni dei Jeans Levi&#8217;s"
description: "Il 20 maggio 1873, 150 anni fa, un genovese trapiantato negli Usa brevetta il primo Jeans Levi's: la nascita di un mito"
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date: 2023-05-21
modified: 2023-05-20
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/moda/da-genova-al-mondo-150-anni-dei-jeans-levis/
categories: [Moda]
tags: [Evidenza, moda, moda italiana]
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# Da Genova al mondo: 150 anni dei Jeans Levi&#8217;s

![Da Genova al mondo: 150 anni dei Jeans Levi's](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-3-4.jpg)

Il 20 maggio 1873, 150 anni fa, un genovese trapiantato negli Usa brevetta il primo Jeans Levi's con numero 139. È la nascita di un mito del nostro tempo

Nel **1853**, a bordo di una delle tante navi che arrivano a New York cariche di emigranti europei, si trova un ragazzo bavarese di nome Löb Strauß che intende raggiungere i suoi due fratelli nel “Nuovo Mondo”. **Ha con sé una valigia con all’interno una stoffa di colore blu incredibilmente resistente**, realizzata da una ditta di Chieri e in uso presso il porto di Genova, dove viene utilizzata per confezionare le vele e i sacchi che coprono le merci: prende il nome di “Bleu de Gênes”. Ne esiste un’imitazione anche in Francia, realizzata da un’azienda di Nimes che ne realizza una sua versione denominata appunto “De Nimes”. **L’estro dei genovesi ha portato all’intuizione che un simile materiale**, praticamente indistruttibile, possa essere usato anche per confezionare abiti da lavoro e per vestire i marinai.

**Il giovane Löb Strauß intuisce che un prodotto del genere possa piacere agli americani**. Sono gli anni della corsa all’oro e c’è bisogno di vestire gli uomini che lavorano nelle miniere. Apre un piccolo negozio a San Francisco, diviene cittadino statunitense e **si cambia nome, americanizzandolo in Levi Strauss**. Muta anche il nome della stoffa che aveva portato al di là dell’Oceano: “Bleu de Gênes” diventa “Blue Jeans”, mentre “De Nimes” cambia in “Denim”. Per cucire i suoi pantaloni Levi Strauss si rivolge a un sarto, tale Jacob Davis, il quale ha un’idea fulminante: inserire dei rivetti in rame ai bordi delle tasche per rendere più duraturi i punti di maggiore stress del tessuto. Dopo un anno di esperimenti, **il 20 maggio 1873** (giusto 150 anni fa) i due brevettano la loro idea con il numero di repertorio 139. **È la nascita di un mito del nostro tempo**.

Da indumento da lavoro il *jeans* diviene icona. John Wayne **lo rende il capo per eccellenza del *cowboy* mentre James Dean e Marlon Brando ne fanno il simbolo della ribellione giovanile**. A metà degli anni Settanta Calvin Klein lo porta per la prima volta in passerella e, da lì in poi, anche l’alta moda inizia a produrlo in massa. Da noi un giovane Oliviero Toscani realizza nel 1973 una campagna per la marca Jesus nella quale un fondoschiena femminile con indosso un paio di *short* campeggia sui manifesti con la scritta «Chi mi ama mi segua», scatenando l’ira funesta del Vaticano. Il *jeans* entrerà in qualche modo anche nella cronaca politica. Come nel caso del socialista **Bettino Craxi** il quale, recatosi al Quirinale per ricevere l’incarico di formare il governo, **si presenta indossando un paio di *jeans* sotto la giacca e la cravatta**, guadagnandosi così dal presidente Sandro Pertini un invito secco: «Vai a vestirti». O come nel caso di un acceso dibattito parlamentare su una incredibile sentenza in base alla quale una donna che indossava i celebri pantaloni blu non poteva essere considerata vittima di stupro.

Sia come sia, **in 150 anni quel pezzo di stoffa partito da Genova ha segnato il nostro tempo**, regalandoci una splendida metafora: quella di un potenziale straccio capace invece di cambiare la propria forma sino a diventare un simbolo celebrato ovunque. Meglio che nelle favole.

*di Stefano Faina e** Silvio Napolitano*
