Lidl e moda: la borsa più desiderata? Quella del supermercato
Lidl firma con Nik Bentel una borsa-carrello in acciaio, completa di catena, gettone e dust bag. Non si compra, si vince (o si tenta) tra pop-up londinese ed estrazione online
Lidl e moda: la borsa più desiderata? Quella del supermercato
Lidl firma con Nik Bentel una borsa-carrello in acciaio, completa di catena, gettone e dust bag. Non si compra, si vince (o si tenta) tra pop-up londinese ed estrazione online
Lidl e moda: la borsa più desiderata? Quella del supermercato
Lidl firma con Nik Bentel una borsa-carrello in acciaio, completa di catena, gettone e dust bag. Non si compra, si vince (o si tenta) tra pop-up londinese ed estrazione online
Ormai, con i prezzi in costante aumento dei prodotti quotidiani, entrare al supermercato dà la stessa adrenalina di una boutique.
Guardiamo il costo dell’ammorbidente e ci viene da dire: “Grazie, sto solo dando un’occhiata”.
Lidl, evidentemente, ha deciso di giocare proprio su questo cortocircuito.
Dopo le sneaker finite ovunque — tra ironia, collezionismo e l’eterna domanda “ma davvero le stai mettendo?” — il discount torna a fare ciò che gli riesce meglio quando esce dalla corsia dei “prodotti del mese” ed entra nel feed: prende un oggetto normalissimo e lo trasforma in argomento.
In pratica, ci vende un meme, e noi ringraziamo.
Nel pieno clima della London Fashion Week rilancia con una nuova collaborazione, stavolta con Nik Bentel Studio: protagonista la “Trolley Bag”.
E qui il casting è perfetto, perché Bentel lavora da anni sul confine tra design e cultura pop, creando oggetti memetici, sì, ma progettati sul serio.
Le sue “food bag” — croissant, spaghetti, pacchi di pasta — non inseguono la funzionalità, quella arriva dopo, puntano sulla riconoscibilità immediata.
Accessori che si capiscono in mezzo secondo, la valuta più spendibile del nostro tempo.
E infatti qui non si strizza l’occhio al quotidiano, lo si prende di petto.
La Trolley Bag riprende la parte anteriore di un classico carrello della spesa, con struttura metallica, manico arrotondato con il logo Lidl ed estetica tutta industriale.
Sono i dettagli a far scattare la scintilla social, la tracolla a catena rimovibile e il gettone.
Tradotto? Sì, stiamo scherzando, ma con la serietà con cui il lusso custodisce i suoi feticci.
Perché la moda, quando vuole, sa essere serissima anche mentre fa la spiritosa — ed è proprio lì che diventa pericolosamente convincente.
Se questo oggetto ci ha conquistati, non lo troveremo sul volantino delle offerte.
Il lancio è costruito come un rituale perfettamente contemporaneo, la borsa, infatti, sarà svelata al pop-up “Lidl Fresh Drop” a Londra il 20 e 21 febbraio, e chi vorrà, potrà sperare di “vincerla” tramite una fruit machine creata apposta per l’occasione.
Per chi in quei giorni non passa di lì, c’è il canale online.
Un numero limitato di borse sarà disponibile gratuitamente tramite estrazione sul sito di Nik Bentel il 26 febbraio 2026 alle ore 10.
Anche qui, non serve “metterla nel carrello”: il carrello si vince.
Una genialata di marketing, va detto, scarsità e gamification per far salire il desiderio sono un duetto perfetto.
Il valore non è nel prezzo, è nell’accesso.
Insomma, dal carrello alla Borsa, con la “B” maiuscola.
E senza neanche passare dalla cassa, usciamo col carrello vuoto, ma con la storia piena.
Sembrerebbe che le nuove frontiere della moda abbiano allentato la presa sui salotti luxury a ingressi selezionati, preferendo territori ibridi fatti di retail pop, cultura del meme e community.
I codici elitari non sono morti, si stanno trasformando.
E sì, il quiet luxury impostato può anche indignarsi, ma mentre è ancora lì a pettinarsi, Lidl gli ha appena sfilato la spazzola e l’ha messa in borsa — anzi, nel carrello.
E noi, in tutto questo? Osserviamo, certo, con sorriso, con distacco ma nel mentre proviamo a cliccare “partecipa”, con la stessa naturalezza con cui diciamo: “no no, stavo solo guardando” in boutique.
di Serena Parascandolo
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