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title: Salone del Mobile e Fuorisalone. Disegnare l’Italia più bella
description: Il Salone del Mobile e Fuorisalone a Milano 2022. La straordinarietà di questa eccellenza del nostro Paese.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/interviste-DEF-55.png
date: 2022-06-08
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/moda/salone-del-mobile-e-fuorisalone-disegnare-litalia-piu-bella/
categories: [Moda]
tags: [Evidenza]
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# Salone del Mobile e Fuorisalone. Disegnare l’Italia più bella

![Salone del Mobile e Fuorisalone. Disegnare l’Italia più bella](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/interviste-DEF-55.png)

Il Salone del Mobile e Fuorisalone a Milano. La straordinarietà di questa eccellenza del nostro Paese, che è ovunque intorno a noi, senza neppure andarsela a cercare. È così ed è un valore inestimabile, unico al mondo.

**Se deciderete di visitare (è un consiglio) il nuovo Adi, il Design Museum di Milano in zona cimitero monumentale, vi regalerete un viaggio sensoriale in quella che è stata ed è la nostra vita di tutti i giorni.** Dalle sedie ai tavoli e alle lampade delle nostre case, dalle automobili che ci hanno scorrazzato e in cui siamo letteralmente cresciuti ai telefoni che ci hanno accompagnato dall’era analogica a quella digitale (passando anche per luoghi a cui non abbiamo mai prestato particolare attenzione, come le stazioni di una metropolitana): basteranno pochi minuti per captare il valore del *design* nella vita degli italiani. La straordinarietà di questa eccellenza del nostro Paese, che è ovunque intorno a noi, senza neppure andarsela a cercare. È così ed è un valore inestimabile, unico al mondo. Perché negli anni del *boom* economico questo Paese non si “accontentò” di diventare una potenza industriale e una società ricca. Grazie a un’incredibile combinazione di cervelli e talenti, scelse di (ri)percorrere le strade del bello. Una caratteristica irrinunciabile dell’Italia dalla notte dei tempi e che la magnifica generazione dei nostri padri ebbe la capacità di aggiornare alla contemporaneità.

**La settimana del *design* di Milano è l’eredità di tutto questo, la versione Terzo millennio di una naturale ossessione per la nostra specificità.** Solo da noi, a Milano in particolare, la Fiera del Mobile poteva trasformarsi nel manifesto della *way of life* all’italiana, in una gigantesca *kermesse* a cielo aperto in cui per una volta gonfiare il petto e sentirsi di un’altra categoria. In una parola, *leader*. Solo da noi una fiera poteva generare un fuori-fiera (il famosissimo Fuorisalone) ormai importante quanto lo stesso iconico appuntamento con il meglio dell’arredo e del *design* tricolore.

**Non tutto è straordinario, tantomeno coerente con la storia del *design* e la nostra eredità, ma tutto si incastona in un’idea di Italia.** La casa del bello, dell’eccellenza e della capacità di saper fare. Di una manualità artigiana elevata ad arte che sarebbe semplicemente un delitto disperdere, per incapacità nella formazione ma anche nella narrazione. Il Salone del Mobile e il Fuorisalone offrono la straordinaria opportunità di raccontare ai nostri ragazzi che il bello può essere in tutte le cose e tutti possono goderne. Chiunque può imparare, con spirito di sacrificio e dedizione, lavori che sono meraviglia applicata. Bisogna sempre ricordare l’importanza del mercato del lusso per i *brand* italiani, ma altrettanto che il bello non è sinonimo di lusso. Anzi, quest’ultimo ne può essere la volgare antitesi.

**Il ritorno di Salone e Fuorisalone non deve essere solo un’occasione per un ciclo di *happy hour*, deve essere la settimana in cui tutto il Paese sappia riprendere coscienza di un pezzo di sé.** Senza negare il ruolo specifico di Milano, la città che progettò l’Italia della modernità anche attraverso la Fiera campionaria: quella Milano non aveva gli *smartphone*, non era ancora una capitale mondiale della moda e dello stile e aveva molti meno soldi di oggi, ma disponeva di cervello e anima da vendere. Gli stessi che vediamo far capolino nei mille angoli del Fuorisalone.

Respiriamo quest’aria e poniamoci solo grandi obiettivi. È il nostro destino.

 

Di Fulvio Giuliani
