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title: Tod’s e il nodo dei terzisti. Il lato fragile del Made in Italy
description: Le contestazioni non riguardano la produzione interna di Tod’s, ma la condotta di terzisti esterni. L’azienda non risulta indagata
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date: 2025-10-16
author: Serena Parascandolo
url: https://laragione.eu/life/moda/tods-e-il-nodo-dei-terzisti-il-lato-fragile-del-made-in-italy/
categories: [Moda]
tags: [Italia, moda]
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# Tod’s e il nodo dei terzisti. Il lato fragile del Made in Italy

![Tod's](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Tods-1024x639.jpg)

Le contestazioni non riguardano la produzione interna di Tod’s, ma la condotta di terzisti esterni. L’azienda non risulta formalmente indagata

**Il Made in Italy del lusso si regge su un equilibrio particolare**, da un lato i grandi marchi conosciuti in tutto il mondo, dall’altro una rete meno visibile di laboratori esterni, i cosiddetti terzisti.

**Si tratta di piccole e medie imprese** che curano fasi specifiche della produzione — dal taglio alla cucitura, fino all’assemblaggio di accessori e componenti.

**È un modello che ha garantito per decenni flessibilità e specializzazione**, ma che oggi si trova al centro di un acceso dibattito.

## Il caso del brand Tod’s ha riportato il tema in prima pagina

Negli ultimi giorni **il caso del** [brand Tod’s](https://www.tods.com/it-it/home/) **ha riportato il tema in prima pagina.**

**La Procura di Milano** ha chiesto di sottoporre il gruppo a misura di amministrazione giudiziaria, nell’ambito di un’indagine che riguarda fornitori esterni.

**Le accuse**, contenute negli atti investigativi, parlano di turni estenuanti, salari bassissimi — in alcuni casi attorno ai 2,75 euro all’ora — e trattenute per vitto e alloggio nei laboratori coinvolti.

**Secondo le ispezioni**, in alcune strutture produzione, vitto e alloggio si sarebbero svolti negli stessi spazi, con macchinari segnalati come privi di adeguati dispositivi di sicurezza.

È fondamentale **distinguere i livelli di responsabilità.**

## Le contestazioni non riguardano la produzione interna di Tod’s

**Le contestazioni non riguardano la produzione interna di Tod’s, ma la condotta di terzisti esterni.** L’azienda non risulta formalmente indagata.

**La richiesta dei magistrati milanesi**, inoltre, è subordinata a un ricorso pendente in Cassazione che dovrà chiarire quale procura sia effettivamente competente — Milano o Macerata.

**Tod’s ha respinto con fermezza ogni addebito**, sottolineando di selezionare i laboratori con criteri rigorosi e di effettuare controlli costanti.

## Diego Della Valle ha definito le accuse “vergognose”

[Diego Della Valle](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/diego-della-valle-a-quel-vecchietto-di-montezemolo-e-ai-miei-azionisti-dico/) **ha definito le accuse “vergognose”**, invitando a verificare direttamente i processi produttivi e rivendicando che la reputazione del marchio si fonda su valori etici e sulla centralità della manodopera italiana.

Il nodo principale, dunque, non è accusare indiscriminatamente un settore che resta trainante per l’economia, ma capire **quanto il sistema di subfornitura possa esporre le grandi maison a rischi reputazionali.**

## Confindustria Moda: "Circa il 70% delle aziende della filiera lusso in Italia si affida a terzisti"

**Secondo stime di** [Confindustria Moda](https://www.confindustriamoda.it/it/)**, circa il 70% delle aziende della filiera lusso in Italia si affida a terzisti**, spesso localizzati in distretti produttivi ad alta intensità artigianale come Marche, Toscana e Veneto.

**È un tessuto imprenditoriale che vale miliardi di fatturato e occupa decine di migliaia di addetti**, ma che può trasformarsi nel punto debole di un intero comparto se non monitorato con strumenti adeguati.

**Il dibattito resta aperto**, le indagini faranno il loro corso e solo i tribunali potranno stabilire eventuali responsabilità.

**Sul piano economico e sociale**, però, la questione tocca un punto nevralgico: quello di un lusso che perde in trasparenza e tutela del lavoro rischia di compromettere la propria credibilità internazionale.

In un mercato globale già instabile, dove la concorrenza asiatica è forte e il valore aggiunto del Made in Italy si fonda su qualità e immagine, **l’assenza di garanzie rischia di tradursi in un danno collettivo.**

Il tema, quindi, non è opporre mercato e regole, ma **rafforzare gli strumenti che consentano alle imprese di vigilare davvero lungo tutta la filiera**, distinguendo tra responsabilità dirette e indirette.

È una questione di **sostenibilità economica oltre che etica.**

Senza meccanismi credibili di controllo e salvaguardia, **a pagare non sono solo i lavoratori più fragili, ma anche i brand stessi** e, in ultima analisi, l’intero sistema-Paese.

di *Serena Parascandolo*
