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title: "Così nacque l&#8217;idea del cerotto"
description: "Grazie alla moglie di Earle Dickson, il 18 maggio 1921 entra in commercio il \"primo\" cerotto o meglio il Band-Aid."
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date: 2024-05-20
modified: 2024-05-21
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/salute/cosi-nacque-lidea-del-cerotto/
categories: [Salute]
tags: [salute, storia]
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# Così nacque l&#8217;idea del cerotto

![Earle Dickson invenzione cerotto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Earle-Dickson-invenzione-cerotto.jpg)

Grazie alla moglie di Earle Dickson, il 18 maggio 1921 entra in commercio il "primo" cerotto o meglio il Band-Aid. L'evoluzione dello storico dispositivo medico

**Josephine Dickson** è la classica casalinga americana degli anni Venti del secolo scorso. Sempre presa da mille faccende, a volte si distrae e rimane vittima dei tipici incidenti domestici: piccoli tagli, qualche bruciatura e ferite di poco conto. Per fortuna suo marito, il signor **Earle Dickson**, è uno che con garze e bende ci vive quotidianamente a contatto.** Lavora infatti alla Johnson & Johnson**, colosso industriale nel campo dei farmaci, delle apparecchiature mediche e dei prodotti per la cura personale. Così** inizialmente aiuta la moglie applicandole garze e piccoli bendaggi**, ma alla lunga** si rende conto che c’è bisogno di trovare una soluzione più pratica ed efficace**. Inizia quindi a ragionarci su e partorisce l’idea: applicare due pezzi di garza sterile piegati in modo da realizzare un tampone spesso e stretto, al centro di alcune strisce di nastro chirurgico a cui aggiunge un piccolo pezzo di stoffa piuttosto rigida, intessuta di crine per evitare che il nastro si attacchi a sé stesso. La cosa pare funzionare e la nostra storia potrebbe finire qui, fra le quattro mura di casa Dickson. Ma** Earle si rende conto che quella soluzione può davvero rappresentare una grande novità nel campo degli ausili sanitari.** Allora ne parla con un collega che lo esorta a illustrare la sua invenzione ai vertici dell’azienda. Non appena l’idea viene presentata, alla Johnson & Johnson ne rimangono folgorati al punto da far partire subito la produzione.

**Il 18 maggio 1921 entra in commercio il cerotto o meglio il Band-Aid. **Gli inizi non sono facili. I primi esemplari vengono realizzati in formati troppo grandi, poco pratici e ingombranti, tutti fattori che concorrono al mancato successo. Ma il marketing trova la chiave. Le famiglie, quelle nelle quali i figli tornano a casa con le ginocchia sbucciate dopo pomeriggi passati a giocare, divengono il target principale. Si decide allora di distribuire un numero illimitato di cerotti gratuiti alle truppe di boy scout in tutto il Paese. Il gioco è fatto: in poco tempo il Band-Aid diviene prodotto di massa, raggiungendo picchi di vendita inimmaginabili.** Allo scoppio della Seconda guerra mondiale anche il cerotto va al fronte** e, dopo la fine del conflitto, la sua popolarità fra i reduci è tale da garantirne la definitiva affermazione.

Quando negli **anni Cinquanta** le vendite iniziano fisiologicamente a calare, la dirigenza dell’azienda escogita un altro stratagemma.** Vengono messi in commercio cerotti decorati con le immagini di personaggi come Topolino e Superman**, legittimando ancor di più l’ingresso del prodotto nella cultura popolare. A proposito: alla vicepresidenza della compagnia in quegli anni c’è proprio il signor Dickson che, forte della spinta commerciale della sua creatura, ha raggiunto i vertici dell’azienda. Ci resterà fino al pensionamento nel 1957. Quattro anni dopo, al momento della sua scomparsa,** il fatturato annuo proveniente dalla vendita dei cerotti è pari a 30 miliardi di dollari**. Dopo di lui quel pezzetto di stoffa adesiva si è ulteriormente adeguato ai tempi, divenendo sempre più versatile. Sono arrivati gli esemplari per smettere di fumare o per prevenire le rughe, oggi esistono quelli in grado di misurare la pressione sanguigna o la glicemia e altri nuovi possibili impieghi sono allo studio. **E dire che tutto ebbe inizio per via di una moglie distratta. **È proprio vero che l’ispirazione per un’idea geniale può nascondersi ovunque. Anche dentro la propria casa.

Di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
