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title: Giornata mondiale per la salute mentale
description: Oggi 10 ottobre è la Giornata mondiale per la salute mentale, un tema di cui si parla ancora troppo poco, persino nella comunità clinica
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date: 2023-10-10
author: Maruska Albertazzi
url: https://laragione.eu/life/salute/giornata-mondiale-per-la-salute-mentale/
categories: [Salute]
tags: [Evidenza, salute]
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# Giornata mondiale per la salute mentale

![Giornata mondiale per la salute mentale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Evidenza-sito-4-3.jpg)

Oggi 10 ottobre è la Giornata mondiale per la salute mentale, un tema di cui si parla ancora troppo poco, persino nella comunità clinica

**La prima volta che ho sentito parlare di pazzia avevo cinque anni.** La pazza in questione era mia zia, ricoverata per un periodo in una clinica psichiatrica sui colli bolognesi. Da che ne ho memoria, la malattia mentale è sempre stata un tabù. Di zia si parlava sottovoce e soltanto in famiglia, sospirando dalla vergogna. **Ammettere di avere un malato psichiatrico in casa veniva percepito come un rischio sociale**, come se si trattasse di una malattia contagiosa, di un qualcosa che generava negli altri una paura irrazionale ma reale.

**Anni dopo è toccato a me**. Prima l’anoressia nervosa, poi un periodo di ciclotimia, le due depressioni post partum, la dissociazione. A far da cappello a tutto una diagnosi di disturbo post traumatico da stress. A leggerle così, in fila, le mie diagnosi psichiatriche fanno una discreta paura. **Eppure io sono qui**, con un titolo di studio, una bella famiglia, un buon lavoro, una vita normale. Sono l’esempio vivente che la malattia mentale non è una condanna e che con la giusta terapia si può guarire dai sintomi, riprendere in mano la propria vita e stare bene.

Nonostante se ne parli di più e meglio, **nominare le patologie psichiatriche è [ancora oggi un tabù](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/quel-matto-di-uno-psicologo/)**, persino nella comunità clinica. Sono molti gli psichiatri e psicoterapeuti che hanno resistenze a restituire le diagnosi ai pazienti e preferiscono parlare di disagio, malessere psicologico, momento difficile. Eppure la diagnosi è un momento fondamentale del processo di cura, perché identifica il problema in modo puntuale e permette al paziente di acquisire consapevolezza. **Nessun medico si sognerebbe mai, davanti a una frattura del femore, di parlare di “malessere dell’osso”**.

Tutta questa segretezza, questo alludere senza mai svelare, non fa che** accrescere invece di alleviare la coltre di paura e mistero che aleggia intorno alla psichiatria**, spaventando a morte chi si trova a sperimentare una patologia della mente a cui non sa dare un nome.

Chiunque abbia sofferto di queste malattie sa bene come **le parole “disagio” e “malessere” non rappresentino per nulla l’entità del dolore, del disorientamento e dei danni che producono**. D’altro canto, se a pronunciarle è un clinico, non possono essere sbagliate. Quella sbagliata, al massimo, sei tu. Così intorno a queste malattie si continua a camminare in punta di piedi, come se fossero gravi a tal punto da non poterle nemmeno nominare.

**La paura dello stigma del mondo fuori**, quello che faceva parlare sottovoce i miei parenti della “zia pazza”, non si combatte sminuendo la portata di una malattia. Al contrario, è dandole dignità, parlandone e migliorandone la comprensione che s’insegna a chi non la conosce a **rispettarla senza averne paura e a chi ne soffre ad affrontarla a testa alta**.

*di Maruska Albertazzi*

 
