---
title: Hikikomori, un male da cui uscire
description: Gli hikikomori, quei giovani che si rinchiudono in casa per stare in disparte dal mondo, sono in aumento anche in Italia. l casi del Piemonte
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Hikikomori-1.jpg
date: 2023-10-31
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/life/salute/hikikomori-un-male-da-cui-uscire/
categories: [Salute]
tags: [covid19, Evidenza, giovani, lavoro, scuola]
---

# Hikikomori, un male da cui uscire

![Hikikomori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/Hikikomori-1.jpg)

Gli hikikomori, quei giovani che si rinchiudono in casa per stare in disparte dal mondo, sono in aumento anche in Italia. È il caso del Piemonte

**Non vanno a scuola e non cercano lavoro**. Non sono soltanto [Neet](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/ragazzi-neet-un-fallimento-italiano/) ma si trovano in una condizione ben peggiore. Stiamo parlando dei cosiddetti hikikomori: il termine, coniato dallo psicologo giapponese Tamaki Saito, significa “stare in disparte”.

Si tratta di **giovani fra i 14 e i 30 anni** (maschi nel 70-90% dei casi) che si rinchiudono nella propria abitazione ed evitano qualsiasi contatto con il mondo esterno, talvolta – nei casi più gravi – anche con gli stessi familiari. Se fino a poco tempo fa potevano apparirci un fenomeno distante, così purtroppo non è più. **Nei Paesi più industrializzati (Italia compresa) il numero degli hikikomori continua infatti ad aumentare**.

Secondo i recenti risultati del questionario sul “ritiro sociale” realizzato dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, è emerso come i**n una scuola della regione su tre ci sia almeno un alunno hikikomori o a forte rischio di diventarlo**. Ragazzi già ‘invisibili’ in classe e che poi lo diventano veramente, poiché decidono di abbandonare gli studi e rinchiudersi in camera. Questa condizione non è ancora considerata una vera e propria patologia bensì un fenomeno psicosociale, che ha visto **aumentare i casi dopo l’arrivo del Covid-19** e il tempo sempre maggiore trascorso nel mondo virtuale.

Perché li si è ‘cercati’ nelle scuole piemontesi? Forse per studiare l’influenza dei social, ma la **dipendenza da Internet spesso non è la causa del fenomeno**, piuttosto ne rappresenta una possibile conseguenza.

 

*di Filippo Messina*
