---
title: I medici da professionisti a impiegati
description: I medici di famiglia potrebbero passare dallo status di liberi professionisti a dipendenti del Servizio sanitario nazionale
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/adnkronos-images/medici_adobe_free.png
date: 2025-02-06
author: Enrico Galletti
url: https://laragione.eu/life/salute/i-medici-da-professionisti-a-impiegati/
categories: [Salute]
tags: [Italia, politica, salute, sanità]
---

# I medici da professionisti a impiegati

![I medici da professionisti a impiegati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/adnkronos-images/medici_adobe_free.png)

I medici di famiglia potrebbero passare dallo *status* di liberi professionisti a dipendenti del Servizio sanitario nazionale

I**l dibattito sulla sanità italiana è un [cantiere aperto](https://laragione.eu/life/salute/sanita-2/) e tocca sfaccettature diverse.** ‘Rinverdite’ talvolta da fatti di cronaca che sembrano rendere più o meno urgente il cambiamento di un sistema che zoppica. Si va dalla sicurezza del personale sanitario al destino di interi reparti ospedalieri, fino a liste d’attesa, medici di base e personale che scarseggia.

**In queste ore il *focus* è sulla trasformazione significativa che, con la prossima riforma, interesserebbe i camici bianchi. I medici di famiglia potrebbero passare dallo *status* di liberi professionisti a dipendenti del Servizio sanitario nazionale, con contratti da 38 ore settimanali. **La riforma punta a rafforzare l’assistenza territoriale e a rendere operative le 1.350 Case della Comunità finanziate con 2 miliardi di euro dal Pnrr. Non una novità (la stessa idea era stata avanzata anche dal governo precedente, ma si era conclusa in un nulla di fatto). **Più che contrarie le associazioni di categoria, che parlano di un modello «non sostenibile dal punto di vista economico e funzionale».**

E in effetti si è più volte parlato di come il lavoro dei medici di base sia cambiato. Di come questi ultimi siano quotidianamente alle prese con incombenze burocratiche.** Alle visite, alla diagnostica, alle vaccinazioni e alla refertazione di visite specialistiche si sommano i certificati, le cartelle cliniche, la compilazione di infiniti moduli. Tutto questo per quasi 2mila pazienti, cinque giorni su sette, con giornate lavorative che arrivano anche a superare le undici, dodici ore.** Uno studio di Assinform ha quantificato nel 58% la quota di tempo lavorativo dedicato dai medici di medicina generale alla gestione di burocrazia e documentazione. In altre parole, su una settimana di lavoro di (ipotizziamo) 38 ore, 23 vengono spese per attività non cliniche.

**Perché, insomma, questa riorganizzazione dovrebbe cambiare le cose e non invece accentuare ancor di più gli effetti della burocrazia?** Senza contare che, dopo la lunga formazione universitaria per diventare un medico, riteniamo sia legittimo dare a quest’ultimo la possibilità di avere ambizioni, distinguendosi dagli altri per come e per quanto lavora. Obiettivo vagamente impossibile da perseguire seguendo orari d’ufficio. Dietro i quali già alcuni dipendenti pubblici si nascondono ‘tirando a campare’, sicuri di non essere soggetti a particolari valutazioni di merito.

**Oltretutto la transizione implicherebbe una revisione delle normative vigenti.** Un passaggio o fusione tra le casse di previdenza (Enpam e Inps). E, non ultimo, un grande impegno finanziario per ferie retribuite, malattia e tredicesima. Bene le Case della Comunità, che avrebbero l’obiettivo di potenziare l’assistenza territoriale garantendo una presenza medica costante, ma siamo convinti che i medici-impiegati non sposterebbero la situazione: se un libero professionista oggi sbaglia la diagnosi di una malattia, con ogni probabilità continuerà a errare anche da dipendente pubblico. **Se non può precipitarsi a casa dell’assistito perché impegnato su altri fronti, l’ammalato continuerà ad attendere. Per non dire di quei cittadini che lamentano anche solo la difficoltà di mettersi in contatto telefonicamente con i propri medici di famiglia. **Che cambierebbe sapere che il camice bianco è fuori ufficio oppure in pausa caffè?

*Di Enrico Galletti*
