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title: Il cittadino decide di non curarsi
description: Sono 4 milioni e mezzo gli italiani che rinunciano a curarsi, in due casi su tre per colpa delle lunghe liste d’attesa.
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date: 2024-10-23
author: Valentino Maimone
url: https://laragione.eu/life/salute/il-cittadino-decide-di-non-curarsi/
categories: [Salute]
tags: [diritti, Italia, salute]
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# Il cittadino decide di non curarsi

![Sanità italiana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Sanita-italiana.jpg)

Secondo l'ultimo rapporto di Cittadinanzattiva sono 4 milioni e mezzo gli italiani che rinunciano a curarsi, in due casi su tre per colpa delle lunghe liste d’attesa

**Pensare che l’estenuante chiacchiericcio politico-mediatico sulla sanità e sui fondi assegnati al relativo capitolo di bilancio interessi davvero i cittadini-pazienti, significa essere fuori strada. **O quanto meno ignorare che il primo problema del Servizio sanitario nazionale – visto dalla parte di chi deve utilizzarlo – non sono certo gli euro stanziati, quanto la stessa possibilità di accedere alle cure.

In Italia riuscire a ricorrere alle strutture sanitarie pubbliche sta diventando sempre più difficile**, se è vero quel che riporta il “Terzo rapporto civico sulla salute” appena pubblicato da Cittadinanzattiva: 4 milioni e mezzo di persone rinunciano a curarsi, in due casi su tre per colpa di liste d’attesa ormai divenute bibliche. E non è un’esagerazione: dalle 24mila segnalazioni dei cittadini nel 2023, risulta che per una prima visita oculistica da eseguire entro 120 giorni se ne possono aspettare anche 468; un controllo oncologico può richiedere un’attesa di 480 giorni; un ecodoppler dei tronchi sovraaortici si può fare anche in 526 giorni; un intervento per tumore alla prostata in 159 giorni. **E siccome le attese sono più lunghe al Centro e al Sud, è qui che le rinunce sono aumentate di più.**

Come se non bastasse, peggiora anche il **rapporto col medico di medicina generale e con il pediatra di libera scelta**: in questo caso le **segnalazioni di disservizi sono triplicate negli ultimi cinque anni** (nel 2018 erano il 5,4% del totale, nel 2023 erano al 14,2%).

Di* Valentino Maimone*
