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title: Il richiamo
description: Non è stato mai sostenuto che sarebbero bastate due dosi per debellare il virus. La terza dose o boost non è una sconfitta dei vaccini.
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date: 2021-11-17
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/life/salute/il-richiamo/
categories: [Evidenza, Salute]
tags: [covid19, vaccini]
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# Il richiamo

![Il richiamo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Il-richiamo.png)

Non è stato mai sostenuto, né a livello scientifico né politico, che sarebbero bastate due dosi per debellare il virus, dunque sbagliato parlare di una sconfitta del vaccino. Prendiamo esempio da Paesi come Regno Unito e Israele che, dopo aver accelerato sulla terza dose, ora stanno contenendo i contagi.

Scrivere che **la terza dose** sarà per tutti e inevitabile non basta più. Drammatizzare, del resto, non serve. Puntare a ‘far paura’ ancor meno, finendo per cristallizzare posizioni e resistenze. **È la scienza a doverci venire in soccorso**, per sostenere una capillare opera di informazione e convincimento. Dovremmo anche saper sfruttare gli esempi virtuosi di almeno due Paesi, **Regno Unito e Israele**.

Prima di parlare di questi ultimi, è bene sottolineare come **la terza dose o boost** che dir si voglia **non è una sconfitta dei vaccini**. Al contrario, **la campagna di richiamo era nell’ordine delle cose**. Non è stato mai sostenuto, né a livello scientifico né politico, che avremmo chiuso la partita con le prime due dosi e oggi vaneggiare di un buco nell’acqua dei vaccini è concettualmente disonesto. Possiamo discutere e anche dividerci su tutto, considerando più o meno sensato l’uso del **Green Pass** e le **nuove norme varate per i mezzi di trasporto**, ma sui vaccini no.

Dividersi sulla campagna per i richiami sarebbe intollerabile, perché finirebbe per mettere in discussione lo **straordinario risultato ottenuto dall’Italia e dagli italiani**. Dicevamo degli esempi che abbiamo dall’**estero**. La **Gran Bretagna**, davanti a una oggettiva e forte risalita dei nuovi contagi ha fatto solo una cosa: accelerare sui richiami, arrivando a 2 milioni di terze dosi in una settimana.

In occasione della **13ª edizione di Science for Peace and Health**, organizzata annualmente dalla **Fondazione Umberto Veronesi**, abbiamo potuto incontrare **Arnon Afek**, vice direttore dello **Sheba Medical Center di Tel Aviv**, una delle più importanti strutture sanitarie del Paese, da tre anni inserita da “**Newsweek**” nella **Top Ten degli ospedali al mondo**. Il professor **Afek** – ricordato come la stessa abitudine a vivere in uno stato di emergenza continua abbia determinato un istintivo rispetto delle indicazioni del governo – ha sottolineato gli elementi decisivi della campagna di contrasto al Covid-19 in **Israele**: una vaccinazione di massa veloce e capillare e l’attento studio della tenuta della copertura. Studiandola giorno per giorno, si è osservata una decisa decrescita dal sesto mese in avanti. Accertato questo calo, si è partiti all’istante con i richiami di massa e gli effetti sono stati subito visibili, con una protezione diffusa nelle diverse fasce d’età.

Commentando **i dati italiani**, il professor Afek ha giudicato estremamente positivo il lavoro svolto fino a oggi, aggiungendo che con un forte impegno nelle **terze somministrazioni** dovremmo poter gestire senza difficoltà la **quarta ondata**. Nessun dubbio, da parte sua, sul momento che si sta vivendo a livello globale: «Siamo di fronte, senza alcuna discussione possibile, alla pandemia dei non vaccinati» ha sottolineato. Non un è politico a sostegno delle misure di contenimento più dure, ma uno scienziato davanti all’analisi della realtà sanitaria del proprio Paese.

 

di *Fulvio Giuliani*
