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title: La fuga dei camici bianchi italiani (anche in Arabia Saudita)
description: Mancano sempre più medici all’appello e quelli che ci sono rischiano di lasciare il Belpaese, attratti da offerte migliori
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date: 2023-11-16
modified: 2023-11-17
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/life/salute/la-fuga-dei-camici-bianchi-italiani-anche-in-arabia-saudita/
categories: [Salute]
tags: [economia, Evidenza, lavoro, salute]
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# La fuga dei camici bianchi italiani (anche in Arabia Saudita)

![camici bianchi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-687.jpg)

Mancano sempre più medici all’appello e quelli che ci sono rischiano di lasciare il Belpaese, attratti da offerte migliori: dalla Svizzera all’Arabia Saudita

È un paradosso: di medici c’è bisogno e ce ne sarà ancora di più nei prossimi anni, fra pensionamenti e scarso *turn over*. **Eppure i camici bianchi italiani sono sempre più tentati di lasciare il Belpaese **alla ricerca di condizioni lavorative (e compensi) migliori.

**Insomma, alla ‘fuga di cervelli’ si aggiunge quella dei professionisti della sanità**. «A pesare è certamente la condizione economica in cui si trovano i nostri professionisti sanitari, che sicuramente non è paragonabile a quella di altri Stati europei e non. Ma **c’è anche una grave criticità organizzativa nei contesti nei quali lavora il personale italiano**» conferma **Teresa Calandra, presidente della ****Federazione nazionale degli Ordini dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) **che comprende tecnici di radiologia medica, assistenti sanitari, logopedisti, igienisti dentali, ortottisti, ma anche esperti della riabilitazione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

In questi giorni tengono banco da un lato** l’annunciato sciopero del personale sanitario** (gli infermieri scenderanno in piazza già domani in occasione dello sciopero generale del pubblico impiego, i medici pensano a un’agitazione *ad hoc* il 5 dicembre), dall’altro **il piano saudita per l’assunzione di 44mila medici e 88mila infermieri entro il 2030**.

Secondo l’agenzia “Agi”, **da maggio del 2022 già 1.650 italiani hanno fatto le valigie per Riad e dintorni**. Di questi 800 sono medici specialisti, 600 sono infermieri e 250 sono fisioterapisti e osteopati; nell’80% dei casi si tratta di personale che lavorava per il Servizio sanitario nazionale. Ad attrarre questi lavoratori sono stati, come prevedibile, **stipendi più alti che partono da 3.400 euro e possono arrivare a 5mila euro**. A chi si trasferisce sono offerti anche alloggio e trasporti (compresi due voli all’anno per tornare in Italia), scuole in caso di professionisti con la famiglia e i figli al seguito, ma anche *benefit* come l’accesso a piscine e centri sportivi oltre naturalmente all’assistenza medica.

**Difficile dire di no**, specie se si pensa anche ai livelli di stress del lavoro in Italia. «L’offerta è senza dubbio attrattiva, ma non dimentichiamo che da noi manca la valorizzazione che questi professionisti ricevono all’estero. **I nostri sanitari sono competenti, escono da un percorso di studi universitari che li formano adeguatamente**. Il fatto che siano fortemente richiesti all’estero ne è una dimostrazione e la loro decisione di partire purtroppo conferma anche che cercano un riconoscimento che spesso in Italia manca» aggiunge Calandra.

Ad allettare i camici bianchi, però, non è soltanto l’offerta di Riad. **In molti semplicemente varcano il confine per lavorare, ad esempio, in Svizzera**: «In moltissimi Paesi europei l’organizzazione e la retribuzione sono migliori. Quello che deve far riflettere è che a lasciare il Paese sono soprattutto i giovani, che rappresentano il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale. Questo è un grosso problema» osserva Calandra.

Ora **il personale sanitario è in agitazione per la riforma delle pensio**ni che, secondo i sindacati, penalizzerebbe ulteriormente la categoria. **Ma non va meglio se si pensa ai giovani**: si chiede la fine del numero chiuso nell’università o nelle scuole di specializzazione, anche se il vero problema riguarda l’offerta di una formazione idonea che in caso di apertura a un numero eccessivo di studenti non sarebbe possibile. **Pesano anche i ritmi frenetici di lavoro** (basti pensare ai Pronto soccorso) **e appunto le retribuzioni inferiori rispetto alla media europea**, che non attraggono i giovani. Problemi non da poco visto che, solo limitandosi ai medici di base, già oggi ne mancano poco meno di 3mila.

*di Eleonora Lorusso*
