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title: L’app che ti tiene lontano dal Covid (ovvero dagli altri)
description: Google Maps ha potenziato la  funzione “Busy Areas”, in cui è possibile vedere le aree più affollate per permetterci di evitarle.
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date: 2022-01-12
modified: 2022-01-14
author: Raffaela Mercurio
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categories: [Salute]
tags: [salute, tecnologia]
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# L’app che ti tiene lontano dal Covid (ovvero dagli altri)

![App Covid](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-9.png)

**Google Maps ha potenziato la funzione “Busy Areas”, in cui è possibile vedere le aree più affollate per permetterci di evitarle. La tecnologia diventa alleata preziosa contro la pandemia, capace di decifrare anche la tosse.**

Esisteva già nel 2016 **Busy Areas**, **funzione di Google Maps** che permetteva di scoprire il grado di affluenza in attività come bar o ristoranti o sui trasporti pubblici. Oggi l’indicatore è stato potenziato ed esteso ad un numero maggiore di aree aggiungendo altre informazioni come “*Di solito questo è il momento in cui è più affollato*” e “*Di solito è meno affollato*” sotto i nomi delle località. In altre parole, ha reso possibile uno **slalom preventivo di assembramenti e folle** che non sono venuti a mancare neanche in queste seconde festività pandemiche.

Proprio nei giorni a cavallo tra Natale e Capodanno **la mappa di Milano risultava**, ad esempio, come **un enorme agglomerato di puntini arancioni lampeggianti** (questo il simbolo scelto da Google). Una città quasi pronta ad esplodere secondo Maps, il ché rendeva lo stato d’animo di chi si apprestava a metter piedi fuori casa un mix tra angoscia e senso di sollievo per il pericolo scampato perché predetto dalla tecnologia.* "Raccogliamo le tendenze dirette dell’occupazione di alcune aree (come negozi, ristoranti, parchi, caffè) e la evidenziamo come “area occupata” su Google Maps. Per proteggere la privacy dei nostri utenti, i nostri sistemi non calcolano le informazioni sull’occupazione per luoghi residenziali come un appartamento"*, ha affermato il gigante della tecnologia nella sua pagina di supporto.

## Dalla dimenticata App Immuni alla sperimentale Hyfe

**La tecnologia ancora una volta anticipa alcune tendenze o le cavalca** e Busy Areas è solo uno dei tanti esempi. Sulla già dimenticata **App ****Immuni**, il primo prototipo italiano di tracciamento Covid, si sono già sprecate innumerevoli parole, molte di più della sua effettiva durata nei nostri *device*. **Altre App sono nate però *ad hoc***** in epoca pandemica**, molte ai più ancora da scoprire perché in fase di sperimentazione.

Una fra queste è **Hyfe**, l’App che sfrutta l’intelligenza artificiale per registrare e **rilevare colpi di tosse sospetti** indicando possibili portatori Covid-19 paucisintomatici. Sviluppata dall’epidemiologo Joe Brew del Dipartimento di Salute della Florida insieme a Carlos Chaccour del Barcelona Institute for Global Health, **Hyfe è ancora in fase sperimentale** ma, secondo le prime analisi, permetterebbe di associare diversi colpi di tosse ad altrettante patologie (non solo Covid ma anche tubercolosi e broncopneumopatia) trasformando **il colpo di tosse registrato in immagine 3D** -per gli esperti uno “spettrogramma” - a sua volta elaborato da un algoritmo addestrato ad un set di oltre 2.700 suoni diversi. Il progetto è ancora in fase di svolgimento a Pamplona, in Spagna.

## Tosse da Covid o no? Ci pensa l'App VoiceMed

**VoiceMed** è un’altra App sperimentale dedicata alle “cinquanta sfumature di tosse” e **vincitrice di innumerevoli premi** tra cui "COVID-X" e il 1° premio "StartCup2020" promosso dal Politecnico Di Milano e Regione Lombardia.

*"Tramite una web app intuitiva e accessibile da device, si **registra un colpo di tosse e in poco meno di 2 minuti è possibile sapere se si è positivi o negativi al Covid-19**. Inoltre il costo medio di un test è di circa 1 euro l'uno, il che permetterebbe di far risparmiare milioni di euro a strutture pubbliche e private"*, ha dichiarato la startup produttrice.

Come la precedente, anche Voice Med è in **fase di sperimentazione clinica**: presso l’Asl di Torino e nel National Laboratoire Santé del Lussemburgo, "*con l'obiettivo di aumentare la banca dati e le performance, puntando sulla qualità del dato, sull'applicabilità del modello e sulla trasparenza *".

Troppo spesso ci siamo chiesti quanto abbia influito una pandemia che si autoalimenta con i contatti nel nostro paradigma di esseri umani; quanto influirà, soprattutto, quando ne verrà decretata la “fine” sul nostro già da tempo zoppicante umanitarismo. Protetti e sicuri, quindi, grazie alla tecnologia.

Sempre più soli e distanti, urla però quella vocina nella nostra testa.

 

*di Raffaela Mercurio*

 
