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title: Quando il lavoro c’è ma non c’è la testa
description: "Secondo una ricerca il 50% degli italiani soffre di problemi di ansia per il lavoro, in particolare i giovani. Le aziende corrono ai ripari."
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date: 2021-10-14
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/life/salute/quando-il-lavoro-ce-ma-non-ce-la-testa/
categories: [Salute]
tags: [giovani, Italia, lavoro]
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# Quando il lavoro c’è ma non c’è la testa

![Quando il lavoro c’è ma non c’è la testa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Lavoro-2.png)

Secondo una recente ricerca quasi il 50% degli italiani soffre di problemi di ansia legati al lavoro, in particolare i giovani. Le aziende corrono ai ripari con politiche ad hoc: il gruppo Atlantia, per esempio, pagherà i propri dipendenti attivi nel volontariato.

Uno sguardo amico con il collega, quattro chiacchiere alla macchinetta del caffè, un ambiente lavorativo sereno in cui ci si sente bene è **più importante del lavoro stesso**.

**I più giovani** hanno le idee chiare a riguardo, anche quando si tratta del primo impiego: tra una mansione che piace molto in cui però ci si trova male e una meno apprezzata, in cui però **in ufficio ci si sente a proprio agio**, meglio la seconda!

E’ quanto emerge da una [ricerca condotta da BVA Doxa a Settembre 2021 e presentata da Mindwork](https://blog.mindwork.it/la-salute-mentale-in-un-mondo-diseguale/), prima società italiana di consulenza psicologica online specializzata in ambito aziendale, sul **benessere psicologico dei lavoratori italiani**.

**Quasi l’85% degli intervistati** pensa che il **benessere psicologico** generale sia strettamente correlato al **proprio lavoro** e viceversa.

Nonostante la ricerca faticosa per trovare impiego, soprattutto in questi ultimi anni segnati da **crisi economiche e pandemia**, c’è chi lo trova ma si licenzia a causa di problemi psicologici che derivano proprio dal lavoro stesso. L’ambiente, il proprio capo, i colleghi, la mole lavorativa: tante possono essere le cause del **malessere mentale** e dello **stress** che ne deriva.

**Quasi il 50%** è la percentuale di persone che soffre di frequenti **problemi di ansia e insonnia per motivi legati direttamente al mondo lavorativo**. Spesso l’eccessivo stress deriva dalle richieste troppo elevate rispetto alle capacità reali del lavoratore, in particolar modo quando si fa riferimento a un **giovane**, magari alle prime armi e con il carattere non ancora ben formato.

Ciò non significa che il capo dia eccessiva fiducia ai propri dipendenti sopravvalutandoli ma che molte volte **le troppe richieste** portano il lavoratore a fare le cose velocemente e male. Frustrazione, stress e senso di inadeguatezza si accumulano, **segnali che non debbono essere sottovalutati** perché possono portare alla depressione.

**Il malessere** non rimane confinato però solo allo **stato mentale** ma può diventare estremamente pericoloso anche per la **salute fisica delle persone**; infatti, rischiano di esserci **incidenti sul lavoro** dovuti alla poca concentrazione durante il turno. In certi casi, come purtroppo si è visto, questi infortuni possono portare addirittura **fino alla morte**.

**La sicurezza** non deve quindi riguardare solo la **manutenzione degli strumenti** ma anche, ad esempio, l’**avere una persona che segue i dipendenti** aiutandoli e motivandoli come accade nello sport dove i **mental coach** sono fondamentali per il benessere degli **atleti**. Si pensi a quanto sia stata importante questa figura per l’oro olimpico **Marcell Jacobs** che grazie agli sforzi fatti è riuscito a raggiungere la vetta della classifica dei **100 metri a Tokyo 2020**.

Questo avviene anche quando **non si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati**. **Le aspettative**, infatti, sono estremamente importanti poiché esse possono diventare un punto di svolta per la buona riuscita dei propositi. Fondamentale per le aziende deve essere **la produttività dei propri lavoratori**, essi lavorano meglio se hanno maggiore motivazione.

Questi discorsi valgono, in modo particolare, **per i più giovani**.

### Giovani: il benessere mentale e il lavoro. La pandemia ha peggiorato la situazione.

**Gli adolescenti**, più soggetti rispetto agli adulti a **continui e bruschi sbalzi d’umore**, sono coloro che rischiano maggiormente di [demoralizzarsi quando le cose non vanno nel verso giusto](https://laragione.eu/life/editoria/le-verita-nascoste-dai-social-network/).

**Il Covid 19 non ha di certo aiutato** a migliorare l’umore delle persone, soprattutto dei più **giovani**, costretti a stare chiusi in casa e con maggiore difficoltà a trovare impiego. Sempre secondo la ricerca BVA Doxa, **in Italia il 49% degli under 34 si è dimesso almeno una volta proprio per problemi derivanti dalla salute mentale**. La tendenza è in aumento di 5 punti percentuali rispetto al 2020, anno in cui è scoppiata la pandemia.

**In America i numeri sono ancora più allarmanti**: **l’81% della Gen Z** (Generazione Z - persone nate dal 2000 in poi), infatti, ha lasciato il proprio lavoro perché non si trovava bene psicologicamente. Certamente la giovane età e, spesso, gli studi fatti portano anche a una più ampia scelta rispetto, ad esempio, ad un adulto per il quale è molto complicato trovare un altro impiego.

Non va meglio la situazione negli **Stati Uniti** per i **Millenials** (i nati tra il 1990 e il 1999), con la percentuale che arriva fino al **68%**.

**Queste percentuali aumentano**, anche nel nostro Paese, se si fa riferimento all’**assenteismo dovuto al malessere psicologico**.

### Le aziende devono trovare una soluzione adeguata

**Il 92%** delle persone credono sia **essenziale che l’azienda si occupi attivamente del benessere dei lavoratori**. **Una su tre** dichiara di essersi **assentata dal lavoro** a causa del malessere emotivo. **Il 42%** di queste però ritiene **inefficaci le iniziative** promosse dalla propria azienda per arginare tale grave problema.

**I dipendenti spesso non riescono a parlare del proprio malessere nel luogo di lavoro**. **ll 40%**, infatti, si sente più tranquillo ad esprimere i propri sentimenti e problematiche ai familiari o agli amici all’interno delle mure domestiche o, ad esempio, a persone come gli psicologi.

### Le aziende in aiuto dei dipendenti

**Molte aziende** cercano di **migliorare la situazione lavorativa** dei propri dipendenti andando incontro alle loro esigenze fisiche e mentali.

Un esempio recentissimo è **Atlantia**, società per azioni italiana attiva nel settore delle infrastrutture autostradali, aeroportuali e dei servizi legati alla mobilità, che ha concesso ai propri dipendenti fino a **dieci giornate per fare volontariato senza perdere nulla dallo stipendio**. Scelta non casuale questa perché è un modo per uscire dal contesto lavorativo e, come ben sappiamo, compiere buone azioni aiuta per il benessere mentale.

**Google** in questi anni ha lavorato molto per i propri dipendenti. In **Alphabet**, la società a cui fa capo Google, i propri dipendenti hanno molti benefici per trovare un **equilibrio tra vita privata e lavorativa**. **Smartworking e turni flessibili** sono solo alcune tra le possibilità dei dipendenti. Inoltre il venerdì **aperitivo** in ufficio servito gratuitamente dall’azienda.

Gli aiuti possono riguardante anche la maggiore conoscenza dei **lavoratori** per **migliorarne la professionalità**: **STMicroelectonics**, colosso dei semiconduttori, per esempio, va incontro ai propri dipendenti offrendo loro percorsi di formazione come quella in aula o online con **eLearning e webinar**.

In maniera simile si comporta **Accenture**, società di consulenza, che, con i suoi oltre 17 mila dipendenti in Italia, ha investito a livello globale oltre 830 milioni di euro in **programmi di formazione** mirati ai lavoratori.

**I bonus**, poi, possono essere anche **economici**: **Lavazza**, nonostante le difficoltà dettate dal Covid 19, ha riconosciuto ai propri dipendenti un premio che arriva **fino a 3500 euro** legato al raggiungimento degli obiettivi di produzione.

I lavoratori della **Ferrari** riceveranno un premio competitività da **7500 euro lordi** legato ai risultati del 2020 a cui si affiancano i **1370** destinati ai lavoratori Stellantis.

**Unicredit** invece ha dato **1000 euro** rivolti ai lavoratori, in relazione allo scorso anno.

Anche **Barilla** aveva premiato i dipendenti con **1000 euro** a testa per gli sforzi fatti durante la pandemia.

Ancora più ricco il premio rivolto ai lavoratori **Ferrero**, relativo in parte proprio ai risultati conseguiti nel 2020, con fino a **2200 euro** extra in busta paga.

 

di *Filippo Messina*
