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title: Scambio di biopsie al Policlinico Umberto I, danni irreversibili a un 35enne sano operato per errore
description: Gli viene diagnosticato un osteosarcoma in forma grave, ma era sano. Paralisi facciale dopo l’operazione al Policlinico Umberto I
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date: 2025-02-21
modified: 2025-02-24
author: Angelo Annese
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categories: [Salute]
tags: [Italia, salute]
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# Scambio di biopsie al Policlinico Umberto I, danni irreversibili a un 35enne sano operato per errore

![policlinico-umberto-i](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/policlinico-umberto-i-1024x639.png)

Gli era stato diagnosticato un osteosarcoma in forma grave, ma in realtà era sano. Paresi facciale dopo l’operazione al Policlinico Umberto I, sul caso indagano i pm

Un tragico errore diagnostico al **Policlinico Umberto I di Roma** ha rovinato per sempre la vita di un 35enne al quale hanno asportato la mandibola. I [chirurghi](https://laragione.eu/life/salute/la-sanita-pubblica-italiana-e-le-visite-a-cronometro/)hanno rimosso l’osso impiantando al suo posto una placca e dopo l’intervento invasivo l’uomo ha riportato una paresi facciale. La diagnosi era di **tumore maligno**, ma il campione di tessuti esaminato non era il suo. La conferma dello scambio di vetrini della biopsia è arrivata solo mesi dopo grazie a un’analisi genetica indipendente. Di contro, resta ancora da scoprire a chi appartenga quel vetrino e se, come dubbio, la persona in questione sia riuscita a portare avanti un percorso di cure adeguato.

L’amara vicenda risale allo scorso 20 maggio, quando il paziente si era recato all’Istituto Eastman, la clinica odontoiatrica dell’Umberto I, per **rimuovere un dente del giudizio e una fastidiosa cisti**. In questi casi, il protocollo esige che la cisti venga inviata al laboratorio di analisi. Lì è accaduto l’irreparabile. Il 10 giugno l’uomo raggiunto da una telefonata riceve la notizia che nessuno vorrebbe sentire, l’esito è **positivo**. La settimana seguente, dopo un'approfondita indagine, il 35enne riceve la diagnosi di **osteosarcoma** (tumore alle ossa) ad **alto grado di malignità**.

“È una diagnosi gravissima. Mi dicono che non ho alternative: subito demolizione della mandibola e poi via con 9 cicli di chemio. Io e la mia compagna ci siamo sentiti devastati”. L’unico modo per debellare la malattia, dunque, è quello di **distruggere letteralmente la mandibola e poi sottoporsi alla chemioterapia**. L’uomo finisce in sala operatoria per **direttissima** e per il mese successivo viene fissata una nuova operazione. Questa volta l’intervento è atto a sostituire l’osso asportato con una placca. Dopo diverse ore sotto i ferri, però, al suo risveglio **l’uomo si ritrova con la parte destra del viso paralizzata**. È il 22 luglio e il danno è irreversibile. La sua faccia era "come deformata".

Passa poco più di un mese e, il 9 settembre, un **nuovo esame** istologico sull’osso asportato risulta “**negativo**”. Confusi, lui è la compagna decidono di confrontarsi con l’equipe medica che gli comunica di essere riuscita a prendere il tumore in tempo, prima che attecchisse. **Erano stati molto fortunati**. Dopodiché, insospettito dai continui rinvii della chemioterapia “non più così necessaria…” e dall’atteggiamento ambiguo dell’ospedale, l’uomo decide di portare i vetrini all’Università Cattolica di Roma per un’analisi indipendente.

Qui l’amara scoperta: “Mi hanno diagnosticato un cancro che non avevo. Ho saputo che ero sano facendo il Dna dei vetrini, ma ormai mi avevano operato” – ha detto al Corriere della Sera – “Ancora adesso non so descrivere il mio stato d’animo. Sono vivo, sono sano, non ho alcuna malattia mortale, ma ho sofferto moltissimo.” A seguito dei risultati inconfutabili delle nuove analisi, i pm hanno aperto un’indagine e sul caso l’uomo è assistito dagli avvocati Andrea Bertolini e Giacomo Gaudenzi.

*Di Angelo Annese*
