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title: "Terapie alternative, la frequenza dell&#8217;illusione"
description: Internet permette a chiunque di accedere a informazioni mediche. Questo porta a seguire terapie alternative, scelta non scevra di rischi
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date: 2023-01-29
author: Massimiliano Fanni Canelles
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categories: [Salute]
tags: [Evidenza, medicina, scienza]
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# Terapie alternative, la frequenza dell&#8217;illusione

![Terapie alternative](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-183.jpg)

L’era di Internet permette a chiunque di accedere a informazioni mediche in autonomia. Questo porta a seguire terapie alternative, scelta non scevra di rischi

Ha fatto scalpore la notizia della condanna all’ergastolo di **una dottoressa che curava i tumori con ultrasuoni e terapie alternative**. L’era di Internet permette a qualsiasi persona di accedere a informazioni mediche in autonomia. **Questo porta a seguire percorsi sanitari che spesso non sono corrispondenti alla migliore soluzione del problema.** Il rischio che un individuo, con una malattia potenzialmente mortale, venga trattato con una terapia di efficacia non comprovata è quindi elevato.

**Ci sono molte terapie non riconosciute dalla scienza**: alcune di recente ideazione; altre risalgono ad antiche tradizioni come quelle cinesi, indiane, tibetane, africane e delle Americhe.** Tutte si inseriscono nel calderone delle “terapie non convenzionali”**. Termine che indica le discipline che si servono di strumenti non analizzati scientificamente: quel procedimento in cui l’innovazione è ottenuta grazie a un metodo oggettivo e verificabile. **Si definiscono “olistiche” perché considerano la malattia come mancanza di equilibrio tra stato fisico, emotivo e spirituale,** in antitesi con la medicina che la considera invece un evento provocato da agenti esterni o dalla senescenza, affrontando solo la fisiopatologia organica. **La situazione è tale che il 38% degli adulti e il 12% dei bambini utilizzano pratiche non convenzionali**. Le più impiegate, secondo il National Health Interview, sono esercizi di respirazione, yoga, terapia manipolativa, omeopatia, fitoterapia, meditazione, ma anche naturopatia e varie tipologie di “terapia energetica”. **Possiamo escludere da questa lista l’agopuntura e gli integratori alimentari, che invece hanno un supporto scientifico ben strutturato.**

**L’utilizzo di terapie non riconosciute non è comunque scevro di rischi.** Spesso non c’è un’adeguata analisi degli effetti collaterali **ma soprattutto è risultato che chi le utilizza abbandona maggiormente le terapie con efficacia comprovata.** Questo è quanto documentato in uno studio pubblicato sulla rivista “Jama Oncology”. L’analisi è stata condotta su 1.290 pazienti oncologici**. Si è notata una ridotta sopravvivenza in chi si era rivolto a terapie alternative** rispetto a chi, con la stessa diagnosi, si era affidato a cure riconosciute dalla comunità scientifica. Le terapie non convenzionali si basano infatti su risultati **che la maggior parte delle volte corrispondono all’effetto placebo**: un evento emotivo che porta a un miglioramento clinico solo grazie **a un atteggiamento psicologicamente positivo**.

L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha pubblicato un compendio di 20 pagine in cui descrive i rischi – fisici e psicologici – del provare terapie cosiddette “alternative”, “miracolistiche” o comunque non verificate. **Si tratta della traduzione in italiano della pubblicazione “I’ve got nothing to lose by trying it”** curata da Sense about Science, una *charity* inglese impegnata nella corretta informazione scientifica. Può essere interessante leggerlo. Si trovano alcune indicazioni su come destreggiarsi nel ginepraio delle informazioni *online* per chi cerca la migliore soluzione al proprio problema sanitario.

di* Massimiliano Fanni Canelles*
