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title: Uscire dall’ombra e lenire il dolore
description: Quello sul fine vita è un dibattito mai davvero sopito. Il tema è molto complesso e resiste tuttora un grande tabù culturale.
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date: 2021-11-23
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/life/salute/uscire-dallombra-e-lenire-il-dolore/
categories: [Evidenza, Salute]
tags: [Italia]
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# Uscire dall’ombra e lenire il dolore

![Uscire dall’ombra e lenire il dolore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Fine-vita.png)

Quello sul fine vita è un dibattito mai davvero sopito. Il tema è molto complesso, puntualmente si ricade in un limbo normativo e resiste tuttora un grande tabù culturale. La questione deve necessariamente essere affrontata.

**Un dibattito mai davvero sopito, quello sul fine vita**. L’ultimo caso è quello di **Samantha D’Incà**, 31 anni, in coma irreversibile dopo un’operazione. **Suo padre** è stato nominato amministratore di sostegno ma **non potrà decidere in autonomia** se far staccare le macchine che tengono in vita la figlia. **L’ultima parola spetta ai medici**.

**Il tema è complesso** e puntualmente si ricade in un limbo normativo. **L’Italia non è la Svizzera**, ma la questione deve necessariamente essere affrontata, come da più parti e a più riprese è stato chiesto. Chi decide per coloro che non possono più decidere? Nel **2018** è entrata in vigore **la legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento**: prevede il diritto di ciascuno di conoscere le proprie condizioni di salute e i trattamenti a cui deve essere sottoposto così come le possibili alternative e le conseguenze di un eventuale rifiuto delle cure. Una norma che solleva i medici dalla responsabilità in caso di rifiuto delle cure, ma che prescrive anche l’«astensione da ogni somministrazione irragionevole». La norma prevede anche la possibilità di far depositare presso un notaio e in Comune le Disposizioni anticipate di trattamento: una persona può stabilire se, in caso di perdita della capacità di autodeterminazione, vuole essere sottoposta o meno a trattamenti che ne prolunghino la vita.

Pochissimi in realtà lo fanno, anche perché **il tema è tuttora molto difficile da affrontare**. Lo racconta anche chi ha scelto di lavorare accanto a persone che hanno malattie in fase terminale: **sul fine vita e sulle cure palliative resiste tuttora un grande tabù culturale**. Per questo è importante parlarne. Esistono realtà che si adoperano per cercare di rendere più dignitosi gli ultimi mesi di vita delle persone. A **Melegnano**, un paesino di appena 20mila abitanti in provincia di Milano, è stata per esempio creata una struttura – composta da medici, infermieri, psicologi e volontari – che si occupa di cure palliative a domicilio. Laddove non si può più curare, spiega **il dottor Chiesa** che guida l’équipe, è importante garantire sostegno e assistenza tanto al malato quanto alla sua famiglia. Perché davanti a condizioni terminali è anche **tutto il sistema familiare che spesso crolla**. Figli, mariti, mogli, nipoti vengono travolti da un qualcosa che è ancor più devastante se affrontato in solitudine e diventa fondamentale poter chiedere aiuto.

Perché anche laddove non si può curare, è possibile **garantire dignità al malato in primis e anche a tutti coloro che gli stanno accanto**. Anche se fa paura, anche se voltarsi dall’altra parte è umanamente più facile e forse più comprensibile, affrontare il dolore appoggiandosi all’aiuto di qualcuno può renderlo meno devastante.

 

di *Annalisa Grandi*
