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“Voto 10 con riserva”: la lotta ai disturbi alimentari passa per la prevenzione e il superamento del mito della performance

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La Fondazione Bullone ha lanciato “Voto 10 con riserva”, campagna nazionale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari

disturbi

“Voto 10 con riserva”: la lotta ai disturbi alimentari passa per la prevenzione e il superamento del mito della performance

La Fondazione Bullone ha lanciato “Voto 10 con riserva”, campagna nazionale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari

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“Voto 10 con riserva”: la lotta ai disturbi alimentari passa per la prevenzione e il superamento del mito della performance

La Fondazione Bullone ha lanciato “Voto 10 con riserva”, campagna nazionale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari

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Il 15 marzo si è celebrata la Giornata Nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), conosciuta anche come la Giornata del Fiocchetto Lilla. Si è trattato di un momento cruciale per accendere i riflettori su patologie che l’Istituto Superiore di Sanità definisce sempre più diffuse e precoci: se il 59% dei casi riguarda la fascia tra i 13 e i 25 anni, l’allarme maggiore arriva dall’abbassamento dell’età d’esordio, con diagnosi formulate già intorno agli 8-9 anni.

In questo scenario di vera emergenza sanitaria, la Fondazione Bullone — ente che accompagna i giovani oltre la malattia per riscoprire la propria identità — ha lanciato la campagna nazionale di sensibilizzazione «Voto 10 con riserva». Realizzata insieme all’Ospedale Niguarda e all’agenzia Next Different, l’iniziativa punta a scardinare i falsi miti che circondano queste malattie.

La “giungla” della comunicazione e l’importanza della prevenzione

Secondo Sofia Segre, referente del progetto per Fondazione Bullone, il primo ostacolo da abbattere è la confusione informativa. Interpellata sull’obiettivo della campagna, ha spiegato:

“È molto importante su in questo disturbo fare prevenzione e proprio promuovere una cultura della prevenzione proprio per fornire agli adulti le competenze necessarie per identificarne i sintomi latenti. Prima che il disturbo si possa manifestare pienamente e possa diventare molto pericoloso. E infatti i disturbi della nutrizione hanno un’incidenza sulla mortalità dei giovani molto alta. Rispetto a questo, con l’ospedale Niguarda e l’agenzia Next Different abbiamo individuato alcuni segnali dell’insorgenza molto specifici, cioè quello dell’eccessiva ricerca della performance. Questo nei ragazzi può essere proprio il sintomo di un disagio più profondo che provoca isolamento sociale e quel non sentirsi veramente mai abbastanza. Diciamo che la nostra campagna di sensibilizzazione nasce proprio in questo contesto per cercare di identificare tempestivamente la patologia”.

Oltre il corpo: i segnali invisibili

Uno dei messaggi centrali della campagna è che i disturbi alimentari non si riferiscono solo ad una questione estetica o di peso. Spesso, l’eccellenza scolastica o sportiva, se accompagnata da isolamento e insoddisfazione cronica, può nascondere un malessere che non ha ancora lasciato tracce fisiche evidenti. Un intervento precoce è l’unico modo per evitare la cronicizzazione.

Sofia Segre sottolinea come l’aspetto fisico sia spesso l’ultimo tassello di un puzzle drammatico:

“Spesso un intervento precoce può fare veramente la differenza perché poi noi leghiamo magari disturbi alimentari solo a un cambiamento del corpo. In verità il disagio è molto più profondo, per questo motivo occorre sempre adottare un approccio multidisciplinare alla malattia. I primi segnali non sono subito visibili nel corpo. Per questo prevenzione, consapevolezza e i centri di cura qualificati sono i tasselli fondamentali della campagna”.

Il ruolo della scuola e degli adulti di riferimento

La sfida di “Voto 10 con riserva” è coinvolgere attivamente chi sta accanto ai giovani ogni giorno: genitori, allenatori e insegnanti. La scuola, in particolare, rappresenta un osservatorio privilegiato per intercettare il disagio prima che degeneri.

“Sicuramente i docenti passano tantissimo tempo con i ragazzi, per questo motivo possono avere un occhio di riguardo sui segnali e quindi eventualmente affrontarli con i ragazzi e con le famiglie proprio per indirizzarli verso un percorso di cura o comunque di diagnosi. L’importante è accorgersi della situazione e non girarsi dall’altra parte”.

La campagna, sostenuta anche dalla Fondazione Guido Venosta e col patrocinio di Fondazione Italia Patria della Bellezza, rimanda per ogni approfondimento clinico al personale specializzato dell’Ospedale Niguarda, ribadendo che la sensibilizzazione è il primo passo, ma la cura richiede centri qualificati e competenza medica.

Di Catia Demonte

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