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title: 90 anni di Woody Allen
description: A novant’anni Woody Allen è ancora lì, con il suo sguardo esitante e le battute che sembrano arrivare un secondo prima della malinconia
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date: 2025-11-30
author: Margherita Medici
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema]
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# 90 anni di Woody Allen

![Woody Allen](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/UNA-FOTO-697-1024x639.jpg)

A novant’anni Woody Allen è ancora lì, con il suo sguardo esitante e le battute che sembrano arrivare sempre un secondo prima della malinconia

**Da decenni Woody Allen attraversa il cinema come una presenza inconfondibile, capace di trasformare insicurezze**, paure e piccole manie in materia narrativa. La sua fragilità è diventata uno strumento creativo, la sua nevrosi un modo per dialogare con il pubblico di ogni generazione.** A novant’anni - compiuti mentre le sue biografie continuano a oscillare tra il 30 novembre e il 1° dicembre 1935 - resta una figura cardine della cultura contemporanea, uno di quegli autori che ha saputo unire mondi lontanissimi: Bergman e i fratelli Marx, Freud e Gershwin, il dramma esistenziale e il sorriso improvviso.**

Cresciuto a Brooklyn con il nome di Allen Stewart Konigsberg, **non ha mai tagliato il cordone che lo lega a New York**. Le sue strade, i suoi caffè, le sue notti e i suoi silenzi compaiono in gran parte dei suoi film. *Manhattan* è diventato un manifesto estetico e sentimentale: **una città filmata come si filma una persona amata**, con la consapevolezza che anche la meraviglia può essere fragile.

**Prima di diventare l’autore che conosciamo, Allen aveva calcato palchi minuscoli e scritto battute per altri**. L’umorismo era il suo mestiere molto prima che la regia diventasse la sua casa. Negli anni Settanta, tra satire scatenate e commedie surreali, ha creato un linguaggio personale che mescolava filosofia e farsa, citazioni colte e comicità fisica. *Prendi i soldi e scappa*, *Bananas*, *Il dormiglione*, *Amore e guerra*: tasselli di un percorso che aveva già una direzione precisa.

**Poi arrivò *Io e Annie*. Quella storia sentimentale piena di paure e analisi infinite gli diede gli Oscar e lo consacrò come autore vero e proprio**. Da lì in avanti Allen ha iniziato a scandagliare temi più intimi, più cupi, più complessi: l’identità, l’arte, la nostalgia, la solitudine, il caso. Film come *Interiors*, *Zelig*, *La rosa purpurea del Cairo* e *Hannah e le sue sorelle* hanno mostrato una profondità inattesa sotto la superficie umoristica. **Nel suo cinema, la salvezza arriva spesso da una risata inattesa o da una canzone jazz che improvvisamente cura un’anima in difficoltà.**

**Negli anni successivi la sua ricerca non si è fermata**. Tra commedie brillanti (*Pallottole su Broadway*, *La dea dell’amore*) e drammi morali (*Crimini e misfatti*, *Mariti e mogli*), Allen ha attraversato epoche e stili. **Poi l’Europa gli ha offerto nuove strade: *Match Point*, *Vicky Cristina Barcelona*, *Midnight in Paris*, *To Rome with Love*. **Ogni volta un nuovo tentativo di guardare la vita da un’altra prospettiva, di raccontare il caos delle scelte e delle passioni.

**La sua figura pubblica, negli ultimi decenni, è stata segnata da conflitti familiari e accuse che hanno diviso pubblico e critica.** Allen ha sempre negato ogni addebito, sostenendo di essere stato vittima di un processo mediatico; le inchieste che lo riguardavano non hanno portato a condanne, ma la sua immagine rimane controversa, soprattutto nell’epoca del #MeToo.** Eppure, la sua filmografia - oltre cinquanta film - continua a occupare un posto di rilievo nella storia del cinema.**

Nei lavori più recenti, da *Café Society* a *Coup de chance*, sopravvive la stessa domanda di sempre: **come si sopravvive al miscuglio di caso, amore, colpa e desiderio che chiamiamo vita? **La sua autobiografia, *A proposito di niente*, racconta con tono ironico un’esistenza passata tra set cinematografici, nevrosi dichiarate e ostinata voglia di capire il mondo attraverso le storie.

**A novant’anni Woody Allen è ancora lì, con il suo sguardo esitante e le battute che sembrano arrivare sempre un secondo prima della malinconia**. È rimasto un artigiano che lavora senza clamore, convinto che la vita, pur piena di imperfezioni e inciampi, meriti di essere osservata con un briciolo di stupore. E qualunque sarà la domanda sul tempo che passa, è facile immaginare la risposta: una battuta sussurrata, un sorriso obliquo, e** l’ennesimo invito a non prendersi troppo sul serio.**
