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Addio a David Riondino, l’attore aveva 73 anni. Il ricordo del Club Tenco: “Intellettuale e un artista raffinato”

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È morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952

David Riondino

Addio a David Riondino, l’attore aveva 73 anni. Il ricordo del Club Tenco: “Intellettuale e un artista raffinato”

È morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952

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Addio a David Riondino, l’attore aveva 73 anni. Il ricordo del Club Tenco: “Intellettuale e un artista raffinato”

È morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952

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È morto a 73 anni David Riondino. Lo si apprende da fonti vicine al cantautore e attore nato a Firenze il 10 giugno 1952. I funerali si terranno martedì 31 alle 11, presso la Chiesa degli artisti a Roma.

Il grande pubblico lo ricorda in particolar modo per le sue celebri e frequenti apparizioni al Maurizio Costanzo Show, dove si distinse per la sua eccezionale capacità di improvvisazione: interpellato a caldo dal conduttore, era in grado di inventare su due piedi brevi e ironiche storielle cantate accompagnandosi con la chitarra, spesso parodiando i cantautori brasiliani. Memorabile anche la sua interpretazione della celebre “Maracaibo”, che contribuì a rendere iconica.

Negli ultimi anni, nonostante la malattia, Riondino aveva continuato a dedicarsi alle sue passioni. L’ultimo suo grande progetto, rimasto purtroppo incompiuto, era la “Scuola dei Giullari”: un centro di formazione diffuso sul territorio pensato per tramandare la composizione delle canzoni, unendo la tradizione della poesia orale alle eccellenze musicali contemporanee.

Di seguito il ricordo del Club Tenco

Ci ha lasciato anche David Riondino. 

Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso.

Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso.

In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis.

Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni.

Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini.

Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica.

Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine.

Ma a noi mancherà, tanto.

Sit illi terra levis

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