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description: "Ci ha lasciati ieri Jane Birkin: attrice, cantante, modella, icona indiscussa. Incarnò l'anima più libera degli anni '60"
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date: 2023-07-17
author: Maria Francesca Troisi
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categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, spettacoli]
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# Addio a Jane Birkin, la leggenda che visse tra scandali, eccessi e passione

![Addio a Jane Birkin](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-18.jpg)

Ci ha lasciati ieri Jane Birkin: attrice, cantante, modella, icona indiscussa. Incarnò l'anima più libera degli anni '60

Qualche anno fa, a settantatre anni per l'esattezza, **Jane Birkin pubblicò Munkey Diaries, una raccolta di confessioni e ricordi scritti da quando aveva 11 anni**, indirizzandoli a Munkey (la sua scimietta di peluche). Un flusso di pensieri che rivelano a sorpresa una donna audace e autentica, ben lontana dall'immagine di Lolita fragile con la frangetta che i media continuano ad appiccicarle addosso (anche dopo morta).

**Attrice, cantante, scrittrice, modella, musa degli uomini che ha amato** (ognuno dei quali le ha dato una figlia, di cui una morta prematuramente), in un certo senso anche designer (è lei l’ideatrice della borsa più preziosa di tutti i tempi: la Birkin di Hèrmes), nel corso della sua carriera Jane è passata con disinvoltura dal set fotografico alla recitazione e musica, lasciandoci alcune testimonianze immortali. **Lei che ha incarnato l’anima più libera degli anni '60**, è stata anche preda di gelosie e ossessionata dal sesso. Già con il marito John Barry (che aveva sposato, contro il parere della famiglia, a soli 17 anni). Un uomo che lascia, insoddisfatta, nel 1968, come da sue confessioni.

Poi, **l'incontro leggendario con Serge Gainsbourg**, che nel frattempo aveva chiuso una travagliata relazione con Brigitte Bardot. Un amore trasgressivo e fuori dagli schemi, il loro, che scandalizza i benpensanti dell’epoca. Jane non nasconde alla scimmietta Munkey i desideri più arditi che realizza con lui, compreso quello di sentirsi, per una notte, “una sordida puttana”. Nella storia entrano però grazie alla canzone-scandalo che li vede protagonisti: **Je t’aime moi non plus**, una melodia fatta di sospiri e gemiti tra due amanti durante un amplesso.

“L’ho fatta – dice della canzone – perché non volevo che lui (Gainsbourg ndr.) la cantasse con altre, stretto in una cabina di regia con una bella attrice…”. **Fu bandita da tutte le radio d’Europa** (in Francia si poteva ascoltare solo dopo le 23) e denunciata persino dal Vaticano.

Ne seguiranno altri, di scandali e canzoni, ma prima **Serge e Jane avranno il tempo di concepire (nel 1971) la loro unica figlia: la futura attrice Charlotte Gainsbourg**. L’alcolismo di lui la costringerà a lasciarlo fino al nuovo amore con il regista Jacques Doillon, da cui avrà la terza figlia Lou. “Possibile vivere in tre?”, si domanderà nelle memorie, sognando un ménage à trois. Tuttavia il legame con il cantautore (che poi si consolerà con la modella Bambou) non si spezzerà mai.

È così che una ragazza inglese è diventata per tutto il mondo la quintessenza dello stile, incarnando un ideale di bellezza rimasto scolpito nella memoria.

*di Maria Francesca Troisi*
