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title: "&#8220;Adolescence&#8221;, avere un figlio omicida a 13 anni"
description: "\"Adolescence\" mette in luce alcune delle problematiche più preoccupanti legate ai giovani, tra cui l’uso dei social media per aggressione"
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date: 2025-03-23
author: Melania Guarda Ceccoli
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/adolescence-avere-un-figlio-omicida-a-13-anni/
categories: [Spettacoli]
tags: [serie tv]
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# &#8220;Adolescence&#8221;, avere un figlio omicida a 13 anni

![Adolescence](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-49-1024x639.jpg)

"Adolescence" mette in luce alcune delle problematiche più preoccupanti legate ai giovani, tra cui l’uso dei social media come strumento di aggressione

Londra – Fra tre mesi mia figlia compirà 11 anni e come regalo ha chiesto il cellulare. **Un passaggio ormai normale tra i ragazzi, anche se le abbiamo già detto che non avrà accesso ai *social media***. Una decisione presa con fermezza, perché possiamo sapere cosa c’è fuori casa ma non possiamo sempre controllare cosa si nasconde dentro a quel piccolo dispositivo che portiamo ovunque, anche in bagno. **Basterà a tenerla al sicuro? Probabilmente no. E qui non si tratta soltanto di essere presenti come genitori. **«Pensavamo fosse al sicuro in camera sua» dice Eddie Miller, interpretato da Stephen Graham, nella miniserie “Adolescence”, creata dallo stesso Graham insieme a Jack Thorne. **«Non possiamo controllarli tutto il tempo. Non lo possiamo fare».**

**Il 13enne Jamie è un ragazzino normale, in una famiglia normale. Ma una mattina la polizia irrompe in casa e lo accusa di omicidio.** Ha ucciso una sua coetanea e compagna di scuola. **I genitori sono increduli: non può essere stato il loro bambino, dev’esserci stato un errore. **Da lì iniziano quattro puntate di angoscia e paura, che portano lo spettatore a riflettere: quella famiglia potrebbe essere la mia.

**Il primo episodio segue in tempo reale la cattura del ragazzo. In centrale, Jamie viene perquisito, esaminato e interrogato. **«Papà, ti giuro, non sono stato io». E tu, genitore, vuoi non credere a tuo figlio? Certo. Perché quello che hai al tuo fianco è un bambino che ama disegnare, mangiare il gelato e va anche bene a scuola. Il secondo episodio si concentra sul *detective* Bascombe (l’attore Ashley Walters), impegnato nella ricerca dell’arma del delitto nella scuola di Jamie. Qui assiste inorridito alla reazione superficiale e derisoria dei ragazzi di fronte alla tragedia. La terza puntata – quella più traumatica – si focalizza sull’intensa e rivelatoria sessione tra Jamie e la psicologa Briony (l’attrice Erin Doherty), mentre l’episodio finale si svolge nel giorno del 50esimo compleanno di Eddie, quando i Miller vengono messi davanti alla cruda verità.

**La serie mette in luce alcune delle problematiche più preoccupanti legate ai giovani, tra cui l’uso dei *social media* come strumento di aggressione e la crescente diffusione di episodi di violenza con armi bianche tra i minorenni**. Secondo gli ultimi dati dell’Office for National Statistics, il numero di ragazze sotto i 16 anni uccise con un coltello in Inghilterra e Galles è più che raddoppiato in un anno, passando da 3 a 7, il livello più alto dell’ultimo decennio.

**Anche per i ragazzi sotto i 16 anni la situazione è drammatica: i casi di omicidio con coltello hanno raggiunto un massimo storico, con un aumento del 300% rispetto a dieci anni fa. **Ancora più preoccupante è il tasso di omicidi tra i *teenager* (13-19 anni), cresciuto nello stesso periodo del 240% (da 22 a 53 vittime), un incremento molto più rapido rispetto al 30% registrato tra gli adulti. Ma l’allarme riguarda anche l’Italia. **Nel 2024, l’11% del totale degli omicidi è stato commesso da persone con meno di 18 anni, un dato quasi triplicato rispetto al 4% del 2023.**

**“Adolescence” è una serie che costringe lo spettatore a confrontarsi con una realtà scomoda, ma necessaria da affrontare.** Non sappiamo davvero cosa fanno i nostri figli quando sono chiusi in camera con il cellulare in mano, mentre scrollano video su TikTok o commentano la foto di un amico. Non comprendiamo appieno il loro modo di comunicare e persino la scuola fatica a stare al passo. E questo mi spaventa a morte. Siamo davvero in grado di capire cosa vivono i nostri figli *online*?** E soprattutto, sappiamo come aiutarli?**

di *Melania Guarda Ceccoli*
