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title: "Al cinema con &#8220;Diva Futura&#8221; l’ascesa e il crollo di Riccardo Schicchi "
description: Una rivoluzione nega sé stessa nel momento in cui si compie. “Diva Futura”, il nuovo film di Giulia Louise Steigerwalt
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date: 2025-02-16
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/al-cinema-con-diva-futura-film-l-ascesa-e-il-crollo-di-riccardo-schicchi/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, film]
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# Al cinema con &#8220;Diva Futura&#8221; l’ascesa e il crollo di Riccardo Schicchi 

![Diva Futura film](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/Diva-Futura-film-1024x639.jpg)

Una rivoluzione nega sé stessa nel momento in cui si compie. Quando diventa sistema, la libertà si trasforma in nuove catene. “Diva Futura”, il nuovo film di Giulia Louise Steigerwalt

**Una rivoluzione nega sé stessa nel momento in cui si compie. Quando diventa sistema, la libertà si trasforma in nuove catene. “Diva Futura”, il film di Giulia Louise Steigerwalt** (ispirato dal romanzo “Non dite alla mamma che faccio la segretaria” di Debora Attanasio), racconta l’utopia libertaria di [Riccardo Schicchi](https://laragione.eu/life/spettacoli/venezia81-diva-futura/) (interpretato da Pietro Castellitto) e la sua parabola: un sogno nato come sfida al moralismo, finendo con un’onda d’urto mediatica così potente da portare Ilona Staller – per tutti soltanto Cicciolina – a sedere in Parlamento con il Partito radicale e spingere Moana Pozzi a candidarsi come sindaco di Roma.

Attraverso gli occhi di Debora (impersonata da Barbara Ronchi), la segretaria dell’agenzia porno Diva Futura fondata da Schicchi, si entra in un mondo di eccessi e fragilità, di contraddizioni tra emancipazione e sfruttamento. Negli anni Ottanta e Novanta la pornografia in Italia diventa spettacolo, cultura *pop*, fenomeno di massa. Ilona Staller, Moana Pozzi ed Eva Henger diventano dive di un’industria che promette libertà, ma costruisce un nuovo sistema di controllo. **Schicchi, visionario e abile imprenditore, trasforma il desiderio in intrattenimento e la trasgressione in *brand*. Ma se l’ascesa è folgorante, la caduta è vertiginosa.**

**Dietro i lustrini, rivalità, invidie e illusioni spezzate.** Debora ha lo sguardo dello spettatore: pragmatico, affascinato, a tratti distaccato. Inizia a lavorare nell’agenzia per necessità – tra il mutuo da pagare e una carriera giornalistica da inseguire – e resta lì per dieci anni. Assiste alla nascita di un impero che, mentre rompe i tabù, ne crea di nuovi. Scopre che la libertà sessuale, trasformata in prodotto di consumo, rischia di diventare una trappola. Il film si inserisce quindi nella stessa riflessione del regista Ti West: l’evoluzione del porno come specchio di un’illusione perduta. Se negli Usa la pornografia *post* Sessantotto era liberazione, negli anni Ottanta diventa industria, incatenando la donna anziché emanciparla. Un fenomeno che in Italia si ripete un decennio dopo.

**Steigerwalt evita moralismi. Guarda ai suoi personaggi con rispetto.** Schicchi vive in un suo mondo – geniale, ambiguamente sbadato e spregiudicato – convinto di difendere la libertà mentre costruisce un sistema che finirà per sfuggirgli di mano. Visivamente, il film gioca con i contrasti. La regia e la fotografia dai colori accesi, più che essere un’immersione fedele in quel periodo, optano per una stilizzazione quasi eccessiva, più vicina a un’estetica patinata in stile mondo [Netflix](https://laragione.eu/life/spettacoli/spellbound-e-i-divorzi-di-cartone-genitori-contro-il-nuovo-film-netlix/). La narrazione alterna dramma e ironia, fascinazione e disincanto. Ma, seppur ben armonizzata, non scava abbastanza nella psicologia dei personaggi.

**Il film è un ritratto affascinante ma non si addentra davvero nei demoni.** L’intento rimane quello di rappresentare i protagonisti e gli eventi come oggetti di cronaca, a volte anche cedendo all’epica. Come *biopic* erotico, il confronto con “[Supersex](https://laragione.eu/life/cultura/supersex-se-il-sesso-al-femminile-fa-ancora-scandalo/)” (la serie tv sul pornodivo [Rocco Siffredi](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/questa-societa-mi-spaventa-c-e-un-ritorno-alla-chiusura-parla-rocco-siffredi/)) è inevitabile. Quest’opera è sì più raffinata – meno porno – ma rimane su quella scia. Il mondo di "Diva Futura" non era immorale ma amorale, privo di giudizio, mosso da una sola legge: il desiderio. Un’epoca in cui i limiti erano labili, in cui la trasgressione vendeva e l’illusione della libertà bastava a celare le sue contraddizioni. Il porno, oggi più accessibile e violento, è ancora uno specchio della società. Chissà cosa resta di quella rivoluzione.

di *Edoardo Iacolucci*
