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title: "Al cinema &#8220;The legend of Ochi&#8221; di Isaiah Saxon"
description: "Per amare la natura bisogna aprire i sensi, non c’è niente da capire. “The Legend of Ochi”, l'opera prima di Isaiah Saxon"
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date: 2025-05-07
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/al-cinema-the-legend-of-ochi-di-isaiah-saxon/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, film]
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# Al cinema &#8220;The legend of Ochi&#8221; di Isaiah Saxon

![The Legend of Ochi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/The-Legend-of-Ochi-1024x639.jpg)

Per amare la natura bisogna aprire i sensi, non c’è niente da capire. È questo il patto sensoriale ed emotivo che “The Legend of Ochi”, opera prima di Isaiah Saxon, stringe con lo spettatore dai primi fotogrammi

**Per amare la natura bisogna aprire i sensi, non c’è niente da capire. È questo il patto sensoriale ed emotivo che “The Legend of Ochi”, opera prima di Isaiah Saxon, stringe con lo spettatore dai primi fotogrammi.** Una favola scura di muschio e silenzi, ambientata in un villaggio nordico sperduto, dove la comunicazione è nello sguardo, nel suono gutturale, nelle vibrazioni condivise. Qui il linguaggio cede il passo all’empatia sonora.

**Nel suo impermeabile giallo – omaggio evocativo a** [Greta Thunberg](https://laragione.eu/esteri/greta-thunberg/) **– la protagonista Yuri (interpretata con profondità e magnetismo da Helena Zengel) è una ragazza chiusa in sé stessa. Educata da un padre guerrigliero (Willem Dafoe, straordinariamente eccentrico, tenero e disturbante) a temere gli Ochi.** Creature leggendarie che abitano le foreste circostanti al calar del sole. Ma quando un cucciolo smarrito si infila nel suo zaino, Yuri sceglie l’istinto invece della paura. Fuga e missione si fondono. Restituire l’Ochi alla sua famiglia diventa quindi un viaggio di riconnessione con sé stessa, con la madre fuggita e scomparsa tempo fa (Emily Watson, una sorta di Obi-Wan pastorale) e con un mondo che le è sempre stato precluso.

**Girato tra le foreste incontaminate dei** [Carpazi](https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/antiche-faggete-primordiali-dei-carpazi-e-di-altre-regioni-deuropa-sito-transnazionale-in-italia-13-faggete/)**, in una Romania arcaica e fiabesca, il film firmato A24 (casa di produzione statunitense indipendente) costruisce un universo estetico che fonde Medioevo e mitologia, spiritualità e artigianato.** La fotografia di Prosofsky dipinge il mondo degli uomini con colori poco intensi, rigido, fatto di divise e comandi, in opposizione a quello degli Ochi che è invece colorato, vivace, costruito con effetti pratici, pupazzi, *stop-motion* e *matte painting *(tecnica antica usata negli effetti speciali per creare scenari o paesaggi, dipingendo gli sfondi su lastre in vetro, per porle sulla pellicola) realizzati dallo stesso regista. Niente *green screen* fino al terzo atto: Saxon, ex* videomaker *di culto, crede nella magia tattile del cinema fatto a mano.

**Gli Ochi comunicano con un suono che diventa musica.** Fischi gutturali, canto animale, ritmi che attraversano la colonna sonora dove etnomusicologia, flauti di Pan e persino il brano “Sarà” del cantautore italiano Franco Simone convivono in un’armonia improbabile e misteriosa. Questa scelta non è un vezzo: è la chiave del film, che mette al centro una protagonista che ‘urla’ con il* black metal *e poi impara a ‘cantare’ senza parole con un cucciolo che ricorda E.T. a pelo lungo. La sua chiusura emotiva si dissolve nel contatto con l’alterità. È l’opposto del linguaggio convenzionale: è pura connessione.

**La narrazione scorre in un registro favolistico.** Il montaggio di Paul Rogers (premio Oscar per “Everything Everywhere All At Once”) è rapido e ironico, alternando scene di tenerezza a esplosioni di surreale violenza infantile (come la squadra di *baby*-soldato cacciatori). Finn Wolfhard (il Mike della serie tv “Stranger Things”) è Petro, fratello adottivo di Yuri, spaesato e diviso, soldato controvoglia dal cuore autentico.

**Perdita e ritrovamento, linguaggi perduti ed educazione emotiva.** La trama segue binari archetipici – la bambina ribelle, il mostro buono, il viaggio iniziatico – e talvolta manca di guizzi veramente sorprendenti, su cui Saxon reinventa ogni dettaglio con un approccio sperimentale che non ha paura di osare: nel tono, nelle immagini e nella materia. È un racconto tramandato attorno al fuoco e ogni imprecisione è parte della magia. Un’opera ambientalista e apertamente anticaccia. Il rapporto che si crea tra Yuri e l’Ochi cucciolo non è ‘politico’, ma sensoriale. “The Legend of Ochi” è una storia di frontiera tra infanzia ed età adulta, tra umano e animale, tra reale e fantastico. In un’epoca in cui tutto va spiegato, c’è ancora un mondo che non vuole essere capito ma semplicemente vissuto e ascoltato. Come musica.

di *Edoardo Iacolucci*
