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title: Alessandra Toni, tra Vienna e i tasti del pianoforte
description: Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la pianista Alessandra Toni sulla sua carriera e sulla sua vita a Vienna
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date: 2025-04-18
modified: 2025-04-22
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/alessandra-toni-tra-vienna-e-i-tasti-del-pianoforte/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Alessandra Toni, tra Vienna e i tasti del pianoforte

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con la pianista Alessandra Toni sulla sua carriera e sulla sua vita a Vienna

Alessandra Toni è una pianista e compositrice italiana, specializzata in musica neoclassica e crossover. Attualmente residente a Vienna, la sua carriera artistica nasce da una passione profonda che supera i confini dei generi musicali, unendo influenze di new age e colonne sonore. La sua musica si distingue per una combinazione unica di audacia melodica, dinamismo e, soprattutto, una intensa profondità emotiva.

Ogni composizione di Alessandra Toni è un'espressione tangibile di emozioni che vanno oltre le parole. Come in un discorso, dove le pause e i cambiamenti di intonazione servono a sottolineare i momenti più significativi, Alessandra utilizza un dinamismo unico per dare risalto a questi istanti cruciali attraverso le sue note.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessandra in occasione per sapere qualcosa di più della sua carriera e del suo ultimo disco "The Best Chapter".

**Come ti sei avvicinata alla musica e alla composizione?**

Ho studiato pianoforte da piccola e sono arrivata a conseguire quella che allora si chiamava "licenza di teoria e solfeggio", l'equivalente di un diploma di scuola media musicale.
Con l'inizio delle scuole superiori, però, studiavo tre lingue più economia, e purtroppo non avevo più il tempo per esercitarmi cinque ore al giorno. Così ho dovuto accantonare il percorso pianistico formale, anche se ho iniziato a comporre musica. Non sono andata avanti a prendere titoli musicali, ma mi sono dedicata invece agli studi universitari: ho conseguito un dottorato in lingue e, successivamente, una laurea in psicologia. Oggi sono anche abilitata come psicologa.

Dal 1º gennaio 2022 mi sono trasferita a Vienna. Qui si è risvegliato il mio lato musicale: in Italia, un amico – che poi è diventato quasi il mio manager, lavorava per Metatron – mi aveva detto che il loro settore "Classic" cercava una pianista. Di solito i pianisti sono uomini, ma stavolta volevano una donna che sapesse suonare bene e avesse anche una certa presenza scenica.
Nel frattempo, vivendo a Vienna e sentendomi più ispirata, avevo composto molti nuovi brani. Inoltre, sempre qui, ho conosciuto quello che poi è diventato il mio produttore: anche lui pianista e compositore, di origini italo-iraniane. Grazie al suo supporto siamo riusciti a realizzare il primo album.

**I tuoi studi paralleli al mondo della musica ti hanno aiutata in qualcosa quando poi hai iniziato a comporre?**

La psicologia mi ha aiutato tantissimo a capire il perché del mio modo di comporre, e soprattutto cosa desidero trasmettere con la mia musica. Ad esempio, in molti dei miei brani — anche se forse non si nota subito — c'è spesso una parte finale, che potremmo chiamare "bridge", dove tutto diventa più esplosivo. È il momento in cui le emozioni raggiungono il picco, una sorta di liberazione emotiva.

La mia musica è molto dinamica proprio per questo: voglio trasmettere una gamma di emozioni che si muove, che evolve, che sorprende. Non è musica da “ascensore”, non è statica o di semplice sottofondo. C’è una ricerca dietro, anche psicologica, per far emergere le sfumature più profonde delle sensazioni.

**Da qualche tempo vivi a Vienna, com'è l'atmosfera per una musicista?**

Diciamo che Vienna è davvero la capitale della musica, la respiri ovunque, la vedi in ogni angolo. C’è stato un evento in particolare — anche se purtroppo non lo rifanno più — che si chiamava *Open Piano*: mettevano un pianoforte a coda in luoghi simbolici, come ad esempio in piazza del Duomo, e chiunque poteva avvicinarsi e suonarlo. È stato proprio lì che ho capito di non volermi più fermare.

Così ho iniziato a fare nuove conoscenze, ho cominciato a pubblicare anche qualche video su YouTube, giusto per iniziare a farmi vedere. Poco dopo è arrivata la proposta di collaborazione. Nel frattempo, quasi per caso, ho conosciuto quello che è poi diventato il mio produttore. È stata una coincidenza fortunata: per lui è stata la prima esperienza da produttore, perché di norma è anche lui un pianista.

E da lì sono partiti anche i primi concerti. Ora, il secondo album è già pronto.

**Qualche altro progetto in cantiere?**

E poi c’è anche un piccolo progetto intermedio. A proposito di uscite — ne avrò ben undici in una sola settimana — tra queste ci sarà un brano che uscirà con un'altra etichetta.
Oltre alle canzoni che pubblico con la mia etichetta principale, ce n’è una in collaborazione con Ad*21*, un’etichetta gestita da un compositore di Barcellona. Lui stava portando avanti un progetto chiamato "*Woman Muse Series*", in cui cercavano solo musiciste donne per pubblicare dei singoli nello stile del pianoforte calmo, musica più da background.

![Alessandra Toni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/Evidenza-sito-2063-1024x639.jpg)

**Pensi che la tua musica funzioni meglio in un contesto come Vienna oppure qua in Italia?**

Forse quello che faccio funziona di più in Italia rispetto a Vienna, perché lì sono molto focalizzati esclusivamente sulla musica classica. Diciamo che le occasioni per proposte un po' più ibride o contemporanee sono meno frequenti, proprio perché c’è un’impostazione molto “old school”.
Però ho avuto l’occasione di suonare anche lì: ho tenuto un concerto a Vienna il 25 gennaio, e durante la serata ho voluto proporre un piccolo esperimento psicologico che avevo già testato a Milano fino a ottobre.

Chi voleva poteva scrivere su un foglio un pensiero legato a quello che aveva ascoltato: un’emozione, un’immagine, un complimento... anche solo per catturare l’attenzione in modo più profondo. È stato davvero bello. Una ragazza, per esempio, mi ha scritto qualcosa per 12 dei 14 brani che avevo suonato. E devo dire che, dai feedback ricevuti, i brani sono stati più o meno tutti apprezzati allo stesso modo, con un livello di risposta molto equilibrato.

**Se dovessi indicarci un paio di brani dal tuo ultimo disco, "The Best Chapter", quali ci sceglieresti?**

"Secret Song", che pur essendo una delle più vecchiotte è anche la più rappresentativa, e "Hidden Answers", che era stato scelto come terzo singolo.

In quella canzone c'è proprio un dialogo interiore: sai già qual è la risposta finale a una determinata situazione, ma ti illudi che possa andare diversamente. Anche la melodia sembra costruita come un botta e risposta tra due persone che parlano per sempre.

Ho avuto anche l’occasione di girare i video in posti diversi, ed è stato strano. Il primo, quello di "Brook of Lies", l’ho girato a Vienna, vicino a un lago. Il video di "Forbidden", invece, è stato girato a Dubai. Mentre per "Hidden Answers", mi trovavo già in Islanda per un altro concerto, nell’ottobre del 2000, e ne ho approfittato per girare lì. È venuto molto bene.
