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title: "&#8220;Amazing Grace&#8221;, storia di un successo natalizio"
description: Negli Stati Uniti la canzone che più è associata al Natale è “Amazing Grace”, scritta dal poeta e sacerdote anglicano John Newton nel 1772
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date: 2023-12-24
author: Alberto Fraccacreta
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categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, spettacoli]
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# &#8220;Amazing Grace&#8221;, storia di un successo natalizio

![Amazing Grace](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-771.jpg)

Negli Stati Uniti la canzone che più è associata al Natale è “Amazing Grace”, scritta dal poeta e sacerdote anglicano John Newton nel 1772

**È stato a dir poco straniante, nel Natale 2009, ascoltare “Adeste Fideles**” (“O’ Come All Ye Faithful”) **dalla voce crocidante di Bob Dylan**: l’album è “Christmas in the Heart”, il trentaquattresimo in studio del vate di Duluth, che negli anni Ottanta – com’è noto – si era convertito al cristianesimo (forse solo per un breve periodo). Fin dall’infanzia nel profondo Minnesota, **Dylan si è sentito parte dell’atmosfera natalizia e ha voluto**, come tanti altri grandi cantautori, **omaggiare questo momento della vita collettiva** così ricco di speranze e proponimenti.

A dir la verità, **negli Stati Uniti la canzone che più è associata al Natale è “Amazing Grace”**, scritta dal poeta e sacerdote anglicano **John Newton nel 1772**, apparsa negli “Olney Hyms” e infine adattata nel **1835 dal compositore William Walker sulla melodia “New Britain”**, probabilmente di origine irlandese. **Da inno cristiano, “Amazing Grace” è diventato nel Novecento un pezzo di culto**, che oggi è eseguito in tutte le salse almeno dieci milioni di volte all’anno, secondo le stime di Jonathan Aitken.

**“Amazing Grace” è alla base del *gospel* ed è stata eseguita dai maggiori interpreti del *rhythm and blues***. Il significato del testo è intimamente legato alla storia personale di Newton. Originario di Wapping, un quartiere londinese, John sin da giovane fu ingaggiato nell’equipaggio delle navi che si occupavano del commercio degli schiavi. **Lui stesso fu venduto come schiavo e costretto a lavorare in una piantagione in Sierra Leone**. Dopo la liberazione salì a bordo del “Greyhound”, facendosi conoscere per la sua dissolutezza verbale, per l’empietà e per l’aperta ostilità nei confronti di chi professava la fede. **Nel marzo del 1748 una tempesta si abbatté sulla nave mentre veleggiava nell’Atlantico settentrionale**; Newton ricorda nelle sue memorie di aver pronunciato a gran voce: «Signore, abbi pietà di noi!».

**A seguito di un viaggio tortuoso durato settimane, il “Greyhound” sbarcò nel fiordo di Lough Swilly in Irlanda e John pensò a lungo alla sua inaspettata esclamazione.** Sì, proprio a lungo: perché passò parecchio tempo prima che, divenuto curato a Olney, fosse sostenitore dell’abolizione della tratta degli schiavi. In quel periodo vergò, assieme ad altri inni, **“Amazing Grace”**: «Grazia meravigliosa! (quanto è dolce il suono) / Ha salvato un peccatore come me! / Una volta ero perduto, ma ora sono ritrovato, / ero cieco, ma ora vedo. // È stata la grazia che ha insegnato al mio cuore a temere, / ed è stata la grazia ad alleviare le mie paure. / Quanto preziosa appariva quella grazia / nell’ora in cui ho creduto per la prima volta!».

**In questi versi riecheggiano vibratili suggestioni dalla Lettera agli Efesini di san Paolo**, dal primo libro delle Cronache e dall’“Imitazione di Cristo” di Tommaso da Kempis che giocarono un ruolo fondamentale nella conversione di Newton, il quale fece incidere sulla sua lapide: «**John Newton, ecclesiastico, un tempo un infedele e un libertino, servo degli schiavisti in Africa, fu, per grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, conservato, redento, perdonato e inviato a predicare quella fede che aveva cercato di distruggere**». Morì nel 1807, l’anno in cui di fatto era stata abolita la tratta degli schiavi. Un consiglio: per Natale ascoltiamo “Amazing Grace” nella versione del gruppo irlandese Celtic Woman.

di *Alberto Fraccacreta*
