---
title: "&#8220;Anora&#8221;, una settimana per sognare"
description: "La nostra recensione di \"Anora\", la pellicola che ha vinto l'Oscar. Articolo pubblicato sull'edizione cartacea il 30 ottobre 2024"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/anora-film-1024x639.jpg
date: 2025-03-03
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/anora-una-settimana-per-sognare/
categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, esteri, Oscar, società, spettacoli]
---

# &#8220;Anora&#8221;, una settimana per sognare

![anora-film](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/anora-film-1024x639.jpg)

La nostra recensione di "Anora", la pellicola che ha vinto l'Oscar per il miglior film, miglior regia, miglior montaggio, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista. Articolo pubblicato sull'edizione cartacea de La Ragione il 30 ottobre 2024

Non esistono scorciatoie: bisogna abbracciare il proprio destino e accettare sé stessi. Arriva il 7 novembre nelle sale italiane **“Anora” del regista statunitense Sean Baker, presentato al 77esimo Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d’oro.** Dal mondo delle prostitute di West Hollywood e dei sogni di bambini tra i *motel* fatiscenti della Florida, Baker torna con una storia di crescita e riscatto. Di tensioni sociali e aspirazioni materiali, narrate con il suo autentico punto di vista.

**Anora (l’attrice Mikey Madison) è una 23enne che si arrangia per poter andare avanti. Cresciuta senza padre e con una madre assente, vive a Brooklyn e si mantiene lavorando in uno *strip club* di Manhattan.** Grazie ai racconti della nonna uzbeca sa parlare anche il russo. Così una sera le viene assegnato un cliente particolare: Vanja (l’attore Mark Ėjdel’štejn), giovane rampollo di un potente oligarca. Emblema della spensieratezza e del privilegio, un 21enne viziato che vive di emozioni frivole e sfuggenti. **L’offerta che le fa – 15mila dollari per fingere di essere la sua fidanzata per una settimana – diventa per Anora una fuga improvvisa dalla realtà. Un biglietto per un inaspettato viaggio da sogno.**

Il rapporto fra i due, inizialmente superficiale, si evolve poi in una dinamica di intimità sottile e complessa. In cui alla risata provocata dal filo narrativo e comico della trama è alternata la tensione di un rapporto squilibrato e non ben definito. **Se da un lato è la possibilità di guadagno a spingere Anora a dire sì, dall’altro emerge una sincerità di sentimenti inattesa. Con il suo spirito giocoso e *naïf*, Vanja risveglia in lei dolcezza e felicità che sembravano dimenticate.** E ciò che doveva essere una settimana di convenienza diventa una proposta di matrimonio a Las Vegas, che Anora accetta senza esitare.

Quando però i genitori di Vanja lo vengono a sapere (e, peggio ancora, quando scoprono il mestiere di ‘Ani’) vanno su tutte le furie. E ordinano al loro faccendiere armeno di risolvere la questione: impegnato altrove, manderà in missione due suoi tirapiedi. **Sulla vena comica che attraversa la sceneggiatura ci sono anche questi personaggi secondari e fondamentali. Che aggiungono un tocco di *black humour* surreale e grottesco ed esaltano la straordinaria capacità della pellicola di equilibrare leggerezza e drammaticità. **Senza perdere questa cifra stilistica, la storia si sviluppa tra adrenalinici inseguimenti e colpi di scena.

**Sean Baker – che ha firmato sceneggiatura, regia e montaggio – riesce a esplorare le pieghe della società americana con profondità e uno stile registico libero, preciso ed efficace. **In scena va una commedia stratificata, tra scene *thriller*, di crudo realismo sociale e di sesso esplicito, che mettono a nudo le illusioni. Visivamente la pellicola è influenzata dai film della New [Hollywood](https://laragione.eu/life/spettacoli/oscar-anora-miglior-film-trionfano-adrien-brody-mikey-madison-kieran-culkin-e-zoe-saldana-delusione-rossellini/)e da quelli europei (soprattutto italiani) e giapponesi. **Ogni fotogramma è illuminato con precisione, elegante ma crudo, e si adatta all’ambiente urbano decadente di Brooklyn e al *kitsch* luminoso di Las Vegas, con una fotografia che alterna le tonalità delle diverse realtà e dei sogni che rappresentano per i protagonisti.** Anche così si gioca con il mito del ‘sogno americano’ e con gli archetipi della commedia romantica: c’è sempre possibilità di riscatto, ma non va costruita su un castello di carta.

*Di Edoardo Iacolucci*
