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title: Aretha Franklin, the Queen of Soul
description: Aretha Franklin ha scavalcato artisti come Ray Charles, Elvis Preseley e John Lennon grazie alla tecnica degli interpreti.
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date: 2022-10-02
author: Alberto Fraccacreta
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/aretha-franklin-the-queen-of-soul/
categories: [Spettacoli]
tags: [donne, musica, società]
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# Aretha Franklin, the Queen of Soul

![Aretha Franklin, the Queen of Soul](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-17-5.png)

Aretha Franklin ha scavalcato artisti come Ray Charles, Elvis Preseley e John Lennon grazie alla tecnica degli interpreti.

Si è parlato molto in questi giorni di regine, eredi, *royal family *e tanto altro. **Ma riguardo al *soul* – quel genere musicale che mescola il *gospel* con sonorità *jazz*, *pop* e *rhythm & blues* – di *queen* ce n’è soltanto una e irripetibile: Aretha Franklin**. Timbro acre e purissimo, *enfant prodige *(il primo album, “Song of Faith”, registrato nella New Bethel Baptist Church, è del 1954, quando aveva appena quattordici anni) con un’adolescenza difficile e dolorosa, la Franklin è al primo posto nella lista – compilata nel 2010 – dei cento migliori cantanti della storia secondo la rivista “Rolling Stone”.

**Il criterio principe della classifica, che vede Aretha scavalcare artisti come Ray Charles, Elvis Presley, Sam Cooke e John Lennon, è la tecnica degli interpreti: insuperabile nel coniugare note altissime e un groviglio inestricabile di trame musicali, la voce di “Sister of Soul” è stata proclamata dallo Stato del Michigan (lei era nata a Memphis, ma ha vissuto gran parte della vita a Detroit) «una meraviglia della natura».** Questo è già evidente nei grandi successi, come “Respect”, “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman”, “Chain of Fools”. Ma, per rendersene ulteriormente conto, basta anche solo ascoltare un pezzo tipo “Ac-cent-tchu-ate the Positive”, canzone del 1944 scritta da Harold Arlen e Johnny Mercer, incisa dalla cantautrice afroamericana nel disco “The Electrifying Aretha Franklin”, pubblicato dalla Columbia nel 1962, esattamente sessant’anni fa.

Composta secondo lo stile assertivo dei sermoni, “Ac-cent-tchu-ate the Positive” intende offrire la chiave per raggiungere l’autentica felicità: «Devi ac-cen-tua-re il positivo, e-li-mi-na-re il negativo / e attenerti all’affermativo. / Non scherzare con il Signore In-Mezzo! // Devi diffondere la gioia fino al massimo, / ridurre la malinconia al minimo, / e aver fede, o il pandemonio / rischierà di camminare sulla scena. // Per illustrare la mia ultima osservazione: / Giona nella balena, Noè nell’arca, / cosa hanno fatto proprio quando tutto sembrava così buio?». Queste semplici e incisive raccomandazioni sono espresse dalla Franklin prima in maniera brillantemente esplicativa, poi sempre più grintosa e carica di ‘sentimento’ con una dizione cristallina, capace di toccare una gamma straordinaria di tonalità. **Ciò che impressiona è l’estrema plasticità, l’elastica coesione dell’estensione vocale, dalle note più profonde fino a quelle di testa.** L’effetto immediato nell’ascoltatore è di misurarsi con una cantante che ha un’assoluta padronanza della materia musicale e una rapidità quasi allarmante nel cambiare ‘colore’ interpretativo, creando e ricreando sensazioni inedite, vorticose.

**In “The Electrifying Aretha Franklin” compare anche “That Lucky Old Sun (Just Rolls Around Heaven All Day)”, un pezzo commovente di Beasley Smith e Haven Gillespie, registrato da Louis Armstrong, Frank Sinatra, Ray Charles e, di recente, Bob Dylan. «Buon Dio lassù, non puoi sapere che sto versando / tutte le lacrime dagli occhi, / manda giù quella nuvola rivestita d’argento, / portami in Paradiso».** E intanto noi ci struggiamo, ci rallegriamo con Aretha.

Di *Alberto Fraccacreta*
