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title: "Baglioni:&#8221;Sono un venditore ambulante di suggestioni&#8221;"
description: Cinquant’anni di carriera in musica scandiscono storie che scivolano fra balli, passi di tip-tap e assoli di chitarra. Parla Claudio Baglioni
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date: 2023-05-16
author: Giacomo Chiuchiolo
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categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica, Musica italiana]
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# Baglioni:&#8221;Sono un venditore ambulante di suggestioni&#8221;

![Baglioni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-355.jpg)

Cinquant’anni di carriera in musica scandiscono storie che scivolano fra balli, passi di *tip-tap* e assoli di chitarra. Parla Claudio Baglioni

**Dopo cinquant’anni di carriera può capitare che un classico concerto non basti più a soddisfare la voglia di esplorare e stupire**, sé stessi prima di tutto. E allora ci si mette dentro altro: la musica, certo,** ma anche la danza, la recitazione e storie da raccontare**, persino attraverso il cinema. C’è questo e altro nei 12 eventi che **Claudio Baglioni ha portato l’estate scorsa sul palco delle Terme di Caracalla** e che ora sono diventate un film: “Tutti su! Buon compleanno Claudio”, nelle sale italiane fino a domani.

«**È un percorso che ho iniziato trent’anni anni fa**, quello di tentare come forma espressiva dal vivo un’operazione in cui mettere insieme più discipline. **Un sogno vagheggiato anche da alcuni dei più grandi compositori, come Richard Wagner**. È una continua ricerca, in cui tento di individuare sia negli spazi che nei contenuti un racconto multidisciplinare» ci dice Baglioni. **Lui al centro del palco, intorno dodici artisti**. Tutti protagonisti allo stesso modo. **Cinquant’anni di carriera in musica scandiscono storie che scivolano fra balli, passi di *tip-tap* e assoli di chitarra**. Non un concerto qualsiasi: «**Non amo più il concerto di per sé, a meno che non abbia qualcosa di singolare**» racconta ancora Baglioni. «L’idea è quella di affascinare le persone, cercare quel senso di meraviglia che deve cogliere innanzitutto noi sul palco, che siamo bambini che non cresceranno mai. **D’altronde gli artisti sono venditori ambulanti di suggestioni**».

Baglioni è ancora un ostinato esploratore dell’ignoto artistico: «**Se c’è un po’ di vanità in me è quella dei primati, vorrei fare qualcosa che non è ancora stato esplorato del tutto**. La cosa positiva del successo è che mi ha dato la possibilità di far succedere altre cose». Da qui è nata l’idea di fondere musica dal vivo e cinema: «**Ho sempre invidiato quel mondo**. È difficile trovare un palco così grande, **perché dentro c’è la possibilità di far funzionare tutti i sensi**». C’è tutto Claudio Baglioni nello spettacolo in sala. Anche quello degli anni Settanta, di “Passerotto non andare via” e “Quella sua maglietta fina”, da cui il cantante per un po’ ha tentato di prendere le distanze. Con quel passato, però, si è rappacificato: «**Quelle sono canzoni popolari che hanno il pregio e il difetto di esserlo,** perché poi diventano degli altri, non soltanto degli autori». E guai a cambiarle: «Una volta, alla fine degli anni Ottanta, durante un concerto modificai l’arrangiamento di “**Questo piccolo grande amore”. Una *fan* si è avvicinata e mi ha detto che non avrei dovuto farlo**, perché ormai quella canzone era di tutti».

di Giacomo Chiuchiolo
