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title: "Bambole di Pezza, Morgana: &#8220;Le donne dovrebbero essere rappresentate di più nella musica&#8221;"
description: "Bambole di pezza, Morgana: \"Siamo amazzoni del punk rock\". Intervista alla chitarrista e fondatrice della band punk totalmente femminile."
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date: 2025-04-03
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/bambole-di-pezza-morgana-siamo-amazzoni-del-punk-rock/
categories: [I personaggi, Spettacoli]
tags: [donne, intervista, Italia, musica]
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# Bambole di Pezza, Morgana: &#8220;Le donne dovrebbero essere rappresentate di più nella musica&#8221;

![Bambole di pezza Morgana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/Bambole-di-pezza-Morgana-1024x639.jpg)

Intervista alla chitarrista e fondatrice delle Bambole di Pezza, band punk totalmente femminile, esempio di come la musica possa veicolare messaggi importanti

Fra le realtà più interessanti del panorama *rock* nostrano, è impossibile non pensare alle Bambole di Pezza – *band* tutta la femminile di matrice *punk* e perfetto esempio di come la musica possa essere veicolo di messaggi importanti – che hanno da poco pubblicato il loro quarto *album* in studio: “Wanted”. L’occasione perfetta per scambiare quattro chiacchiere con Morgana (chitarrista e fondatrice del gruppo) e sapere qualcosa di più su questo disco e sul loro progetto.

«Abbiamo lavorato tantissimo a questo disco, per oltre un anno. “Wanted” significa proprio “voluto”, nel senso di “desiderato”, perché desideriamo la musica più di ogni altra cosa. Un amore che giustifica tutti i sacrifici e tutta la tensione che mettiamo nel nostro lavoro» ci ha confidato Morgana. Rispetto ai dischi precedenti, questo ha un *sound* più contaminato e uno sguardo più ampio, in cui il *punk rock* resta sì spina dorsale, ma lascia anche spazio a diverse sonorità: «È un *album* che evolve, proprio come le emozioni che esprime. Ci sono momenti più intimi, altri più rabbiosi, altri ancora più ribelli. La ribellione è sempre parte di noi. È un dipinto di emozioni, sempre con una forte impronta femminile, come piace a noi, ma capace di includere tutti».

Una *band* nel 2025, non proprio una scelta facile: «In effetti oggi avere un gruppo, in Italia in particolare, significa affrontare continue montagne russe. Ma noi teniamo duro. Credo ci sia un disperato bisogno di *band* in questo momento. Ce ne sono sempre meno rispetto al passato perché vengono spesso sostituite dal cantante solista con le basi sotto. Non solo nella *trap*, ma anche in altri generi. Ed è un vero peccato, perché suonare insieme è qualcosa di unico».

Il fatto che una realtà come la loro – tutta al femminile – rappresenti ancora oggi un’eccezione fa pensare a quanto ancora ci sia da fare: «Noi crediamo molto nell’importanza della musica suonata e, soprattutto, nella rappresentazione delle donne che suonano. Però ci sono tante cantanti, ma ancora troppo poche musiciste: la percentuale di strumentiste è bassissima. Per questo ci sentiamo portatrici di un messaggio importante: le donne dovrebbero essere rappresentate di più nella musica».

In attesa del *tour* estivo, le Bambole di pezza stanno per terminare quello primaverile con l’ultima data ai Magazzini Generali di Milano, in programma proprio oggi. Per una *band* il *live* è ossigeno puro: «Siamo davvero felici, perché anche se il sistema mediatico a volte ci ostacola un po’, il pubblico no. Anzi, è l’aspetto più bello. Il contatto diretto con le persone è ciò che ci gratifica di più. Vedere così tanta gente ai nostri concerti in giro per l’Italia è un’emozione indescrivibile. Ti fa sentire che tutto ha un senso, che quello che fai arriva davvero alle persone. Ogni volta che saliamo sul palco e sentiamo il pubblico cantare le nostre canzoni è un’esperienza incredibile. E poi ci sono quei momenti ancora più speciali, come quando vediamo bambine che ci dicono di aver iniziato a suonare uno strumento dopo averci viste. Quelle sono le emozioni più grandi».

Fra i brani del disco c’è “Senza permesso”, un inno alla possibilità di essere sé stesse senza dover chiedere il permesso a nessuno, presentato a Sanremo, ma purtroppo scartato: «È stata la prima volta che ci siamo messe in studio con l’intento preciso di scrivere un brano rappresentativo. Il messaggio è chiaro: la libertà di essere sé stessi. Per noi il tema della parità è fondamentale: siamo femministe, ma soprattutto crediamo nella parità dei diritti in ogni senso, dagli stipendi alle opportunità. Questo è un disco che porta avanti questi valori e lo fa con forza. Sapevamo che il percorso sarebbe stato pieno di ostacoli, ma siamo comunque soddisfatte del risultato. E ci riproveremo».

Di *Federico Arduini*
