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title: "Berlinale 74: il docu choc di attivisti palestinesi e israeliani. Italia presente con 4 film e 2 serie TV"
description: "Oggi in anteprima mondiale alla 74esima edizione del festival del cinema di Berlino il docu \"No Other Land\". I film italiani in gara Oggi in anteprima mondiale verrà presentato il documentario \"No Other Land\", durante il primo week end della 74esima edizione del festival del cinema di Berlino, inaug..."
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date: 2024-02-18
author: Claudia Burgio
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, Italia, spettacoli]
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# Berlinale 74: il docu choc di attivisti palestinesi e israeliani. Italia presente con 4 film e 2 serie TV

![festival del cinema di Berlino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/festival-del-cinema-di-Berlino.png)

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2023-03-14 15:21:12

2023-03-14 14:21:12

Alessandro Borghi, ospite ieri all’Università IULM dal Rettore Gianni Canova per parlare con i giovani studenti sul mestiere dell’attore, ripercorre tutti i suoi film e i momenti più iconici della sua carriera, regalando ai ragazzi preziosi consigli ma anche aneddoti divertenti.

Uno tra questi riguarda il suo primo “incontro” con Rocco Siffredi in una chat Whatsapp che lo ha portato poi ad interpretare la vita del pornostar nella serie “Supersex”, prossimamente in uscita su Netflix.

La chat whatsapp "Borghi Vs Rocco"

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2023-03-14 15:21:12

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2023-12-20 18:00:00

2023-12-20 17:00:00

Supersex, serie Netflix ispirata alla vita del pornoattore Rocco Siffredi, ha generato il solito bigottismo. Eppure, i dati del porno in Italia parlano chiaro

Sono bastate una locandina e una data di uscita (il prossimo 6 marzo) per scatenare un’ondata di critiche e relativa pubblicità sulla scelta Netflix di dedicare un biopic a Rocco Siffredi.

Strutturata in sette episodi e interpretata dall’attore Alessandro Borghi, la miniserie "Supersex" punta a indagare il percorso del pornoattore più controverso, acclamato e pop, svelando le luci e le ombre che hanno portato Rocco Tano – nato 59 anni fa a Ortona – a diventare un’icona mondiale del sesso.

Il nocciolo della questione, come spesso accade, risiede in una scala di grigi: dal poco trapelato non si evince alcuna intenzione di glorificarlo o demonizzarlo ma, semmai, di raccontare una vita che incuriosisce più di quanto si voglia ammettere. Tutto in linea con scelte precise di marketing (pensate al documentario “Unica” con Ilary Blasi, che ha ricevuto tante critiche ma raccolto un’ottima audience), senza dimenticare il bigottismo dilagante che fa urlare allo scandalo, soprattutto se a parlare di sesso sono le donne.

Eppure, il recente report di Pornhub – colosso canadese del porno – racconta di un’Italia diversa, al quinto posto nella classifica mondiale per accessi alla piattaforma. Solo tre visite su dieci sono effettuate da donne che (inevitabilmente) restano le protagoniste indiscusse delle clip.

“Supersex” è utile a mostrare la verità, un po’ come a dire: «Udite udite, moralisti da tastiera: anche alle donne interessa il sesso». Nel quasi 2024 sarebbe meglio farsene una ragione.

di Margherita Medici

Supersex, se il sesso (al femminile) fa ancora scandalo

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2023-12-20 08:39:39

2023-12-20 07:39:39

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2023-04-17 11:00:06

2023-04-17 09:00:06

"La recitazione mi ha cambiato la vita" racconta Alessandro Borghi, ospite alla Iulm per una masterclass sul mestiere dell'attore

«Un meraviglioso essere umano» è la frase che Alessandro Borghi – ospite in Iulm per una masterclass sul mestiere dell’attore – utilizza più spesso per raccontare l’entourage di colleghi e amici «che mi hanno fatto capire che avevo dentro qualcosa e che avrei potuto metterla al servizio di questo gioco». Un gioco iniziato a 18 anni quando per caso «la persona che ancora oggi è il mio agente mi ferma nella palestra in cui mi allenavo per diventare pugile professionista e mi fa fare un provino». All’epoca era iscritto a Economia e Commercio, mentre la madre lo spronava a trovare invece un lavoro sicuro alle Poste. «Dopo un giorno solo di set sono corso a fare la rinuncia agli studi. La recitazione mi ha cambiato la vita. Ognuno deve fare la propria strada. La cosa più bella sarà riuscire a gioire per la vittoria anche di qualcun altro» ci confida.

Meraviglioso essere umano è anche Stefano Cucchi, interpretato magistralmente nel 2018 ne “Sulla mia pelle”. Un lavoro intenso ed estremamente faticoso, tanto che ammette di non essere mai riuscito a riguardarsi. Al regista Alessio Cremonini in un primo momento disse di no: «Ero troppo preso dalla storia, ho conosciuto troppi ragazzi come lui e pensavo che quel tipo di coinvolgimento potesse rivelarsi deleterio. Ho cambiato idea leggendo la sceneggiatura di un film rigoroso, il cui obiettivo era costruire un’empatia con il protagonista, senza provocare pena per la sorte da lui subita. Un confine molto labile». Quel film è stato lo spartiacque della sua carriera, Borghi riuscì a incantare tutti. «Il feedback ricevuto mi ha stupito. Ricordo che al mio arrivo a Venezia, in occasione del Festival del Cinema, mi sono ritrovato in stazione davanti a un’immensa gigantografia della locandina del film. Il giorno dopo la presentazione, nello stesso giorno di “First Man” di Damien Chazelle, su tutti i giornali c’era la mia fotografia accanto a quella di Ryan Gosling».

Entrare nell’anima dei personaggi, farli suoi con leggerezza e mai con superficialità. È lo stesso mantra seguito per interpretare Rocco Siffredi nell’attesa serie Netflix “Super Sex”. «Tre anni fa – ci racconta – mi ritrovai in una chat WhatsApp con Rocco che all’epoca stava scrivendo la sua autobiografia. Ricordo che mi disse: “Se diventerà mai un film vorrei che fossi tu a interpretarlo”. Risi, pensando fosse una battuta». La sceneggiatura lo ha colpito, portandolo a innamorarsi nuovamente di un altro essere umano con lati oscuri e fragilità. La scelta di voler interpretare Siffredi è stata però complicata persino per i suoi agenti. «Questa cosa andava fatta proprio per andare sulle palle a qualcuno. In un Paese in cui impera un bigottismo che ti porta via, dove nelle scuole non si fa educazione sessuale, dove se interpreti un malavitoso va tutto bene ma se vuoi fare un pornostar sei pazzo. Ecco, dovevo farlo anche per questo: per litigare con un sacco di gente ed essere in grado di fornire delle buone argomentazioni».

Per Borghi quello dell’attore resta un gioco: «Il giorno in cui non mi vedrete più sarà perché questo mestiere si sarà trasformato in un lavoro come tanti. Mai prendersi troppo sul serio, chi lo fa proprio non lo sopporto».

 Di Raffaela Mercurio

Il meraviglioso gioco dell'attore

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2023-04-17 14:12:01

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