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title: “Better man”, dalla scimmia a Robbie Williams
description: “Better Man” porta sul grande schermo la vita straordinaria e tormentata di Robbie Williams, rappresentato da una scimmia
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date: 2024-12-31
author: Edoardo Iacolucci
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/better-man-dalla-scimmia-a-robbie-williams/
categories: [Spettacoli]
tags: [better man, Cinema, musica, robbie williams]
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# “Better man”, dalla scimmia a Robbie Williams

![better-man-film](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/better-man-film-1024x639.jpg)

“Better Man” porta sul grande schermo la vita straordinaria e tormentata di Robbie Williams, rappresentato da una scimmia

Ha sempre voluto sentire l’amore, quello vero. Che sia un uomo o una scimmia a volerlo poco importa. **“Better Man”, il nuovo film diretto da Michael Gracey, porta sul grande schermo la vita straordinaria e tormentata di Robbie Williams, in un *biopic* musicale che non segue i canoni propri del genere.** Gracey sceglie di raccontare l’ascesa, la caduta e la rinascita della *popstar* britannica con uno stile visivamente innovativo e profondamente personale.

**Nella pellicola Robbie è rappresentato da una scimmia, realizzata in Cgi** (Computer Generated Imagery: le immagini virtuali da *computer*). Farsi finalmente vedere per come ci si vede. **Una scelta stravagante che diventa simbolo dell’essenza: spogliarsi di ogni sovrastruttura.** E indagare così nelle contraddizioni di un uomo intrappolato fra il desiderio di approvazione e il peso delle aspettative altrui. In equilibrio sopra la follia, la vita dell’artista è stata un numero da funambolo senza rete di sicurezza. “Better man” riesce a incarnare questa tensione con intreccio narrativo che armonizza realtà e metafora.

Il lungometraggio non si limita a celebrare il talento musicale di Robbie Williams ma illumina anche gli angoli bui della celebrità. Le dipendenze, le crisi personali e un costante confronto con le proprie fragilità. Il rapporto complesso con il padre, quello amorevole con la nonna, il desiderio di sentirsi amato e l’eterna inquietudine fra narcisismo e vulnerabilità. **La storia è una continua evoluzione – come quella dalla scimmia all’uomo – e non si limita a mettere in scena il lato *glamour*. Ritrae un uomo in lotta, soprattutto con sé stesso. **La trama segue l’arco classico delle biografie musicali. Il *pub* da piccolo, l’infanzia difficile, il debutto folgorante con i Take That e gli straordinari successi da solista – fra i *live* a Knebworth Park e alla Royal Albert Hall – che gli hanno conferito lo *status* di leggenda.

Il regista Gracey, che ha scritto la sceneggiatura insieme a Oliver Cole e Simon Gleeson, bilancia spettacolo e introspezione con abilità. **“Feel”, “Angel”, “She’s the one”. Le sequenze musicali sono visivamente straordinarie e coinvolgono il pubblico fino a doversi trattenere dal cantare.** Un film, da vedere se possibile in versione originale, che si trasforma in un concerto cinematografico. La stessa *performance* dell’attore Jonno Davies, che interpreta virtualmente il giovane Robbie, è impeccabile. La sua mimica e i suoi movimenti danno vita a un personaggio credibile, ironico e commovente. **Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Williams si è affermato come una delle *popstar* più iconiche degli ultimi decenni.** Su queste basi la pellicola trova il momento di soffermarsi sulla “sindrome dell’impostore” e sull’importanza della ricerca paziente della serenità.

L’uso della Cgi non è soltanto un espediente visivo ma una chiave per esplorare in modo più distaccato e meno egocentrico l’identità frammentata dell’artista, rendendo la sua vulnerabilità universale e umana. **Lo stesso musicista ha definito il *biopic* una sorta di [terapia](https://laragione.eu/life/spettacoli/parthenope-di-sorrentino-non-va-capito-va-vissuto/), un’occasione per confrontarsi con il proprio passato e con le proprie fragilità. **Piccole rocce vulcaniche che vengono a galla nella narrazione. Un viaggio di speranza, crescita e trasformazione di un uomo che come ognuno ha sempre cercato di essere migliore.

*Di Edoardo Iacolucci*
