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Blanco ha vinto. Suo il record su Spotify Italia

Chi è il ragazzo che ha stregato la Generazione Z e che fino a ieri faceva il calciatore professionista. Il suo singolo con Mahmood lo ha portato alla vittoria del Festival di Sanremo.

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Un pianoforte, archi, batterie, mood un pizzico malinconico e voci complementari. Ecco gli ingredienti che sono bolliti in pentola e hanno dato vita a “Brividi”, il singolo di successo di Mahmood e Blanco, presentato per la prima volta lo scorso martedì a Sanremo. Caratteristiche che hanno portato alla vittoria del Festival.

I numeri dimostrano quanto il pubblico abbia apprezzato la canzone che ha raggiunto la prima posizione su tutte le piattaforme digitali, quinta nella Global Chart di Spotify.  Ma non sono i soli traguardi raggiunti. “Brividi” è stata la canzone più ascoltata di sempre in 24 ore nella storia di Spotify Italia, raggiungendo oltre i 3 milioni di ascolti in un giorno. 

Il fenomeno Blanco ha già conquistato la Generazione Z e dopo Sanremo non sembrerebbe passare inosservato anche da un pubblico ormai affezionato al Festival da anni.

Riccardo, questo il suo nome di battesimo; un semplice ragazzo della provincia di Brescia che ha appena compiuto 18 anni e che da piccolo aveva due grandi passioni: il calcio e la musica.

Infatti in pochi sanno che la musica non è la prima strada che il cantante ha intrapreso nella sua seppur giovane vita.  

Difensore centrale della squadra Feralpi Salò (attualmente in serie C), fino a al 2019 aveva avuto l’occasione di poter fare del calcio il suo mestiere.

Ma qualcosa lo ha spinto a buttarsi nella musica. Una scelta più che azzeccata.

Perché Blanco piace così tanto ai giovani

I ragazzi si rispecchiano molto nei suoi testi, che sono dei palesi riferimenti alla propria vita.

La sua particolarità è la grinta con cui canta, che sembra quasi un “urlo liberatorio”. Le voci sono trattate con molta distorsione per rendere questo effetto.

Gran parte del suo successo è ovviamente dovuto anche al suo producer Michelangelo, (il pianista e direttore d’orchestra di Blanco e Mahmood al Festival di Sanremo) che cita sempre nei suoi tag all’inizio delle sue canzoni. “Blanchito babe, Michelangelo mettimi le ali” .

Grazie alle sue basi e al suo modo di mixare i vocal sono riusciti a creare uno stile unico e particolare che ad oggi molte persone vogliono imitare. 

Pochi ce ne saranno ancora di ragazzi che in poco tempo riusciranno a crearsi un’identità così riconoscibile. Blanchito fa venire i brividi.

 

di Marta Melarato

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