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title: Blob, il mostro che tritura la tv compie 34 anni
description: "Blob, il programma tv creatura di Ghezzi e Giusti ha compiuto 34 anni: la televisione che si nutre di sé stessa e si rigetta"
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date: 2023-04-19
author: Silvio Napolitano
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categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, televisione]
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# Blob, il mostro che tritura la tv compie 34 anni

![Blob Rai](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-3-6.jpg)

Blob, il programma tv creatura di Ghezzi e Giusti ha compiuto 34 anni: la televisione che si nutre di sé stessa e si rigetta

Nel **1989 RaiTre**,** considerata al tempo la rete più “intellettuale” nel trittico delle tv di Stato, si lancia in un’impresa**. A promuoverla è l’allora direttore Angelo Guglielmi che già da un paio d’anni ha iniziato un processo di trasformazione dei palinsesti che ha come obiettivo quello di provare a tramutare il terzo canale in un elemento televisivo culturalmente audace, in contrasto con quanto fatto dalle altre due consorelle.

In questo contesto si inseriscono i due **critici cinematografici Enrico Ghezzi e Marco Giusti**, che già qualche tempo prima avevano realizzato un esperimento con “Schegge” e “Fuori Orario”. Entrambi hanno un’idea fulminante: realizzare **un montaggio di spezzoni audio e video tratti dalle programmazioni delle emittenti televisive italiane** del giorno precedente e inserirli all’interno di un unico contenitore di durata variabile fra i dieci e i trenta minuti, apparentemente senza soluzione di continuità e senza un filo conduttore preordinato. Come titolo scelgono **“Blob”, il nome del mostro gelatinoso protagonista del film “Fluido Mortale” (1958)**.

Il **17 aprile 1989 la loro creatura approda per la prima volta sui nostri schermi**, dando inizio a una vera e propria rivoluzione. “Blob” diventa un elemento anomalo all’interno della tv di quegli anni, una sorta di bestiario ironico, disturbante e irriverente di ciò che il piccolo schermo ha da offrire. **È la televisione che si nutre di sé stessa** e che, in un certo senso, si rigetta. La creatura di Ghezzi e Giusti ottiene un inaspettato successo di pubblico e intacca pesantemente tutto il mondo televisivo circostante: questo dapprima la guarda con diffidenza e poi ne diviene ostaggio, consapevole che finire su “Blob” assume un valore – in termini di riconoscibilità e legittimazione – che i freddi dati Auditel non riescono a catturare.

In quel contenitore di pochi minuti finiscono tutti (dai politici ai conduttori), **in una sorta di anarchia catodica nella quale non esistono barriere**, dove a un discorso del presidente del Consiglio si sovrappone uno spezzone di un vecchio *cartoon* di Paperino, apparentemente senza un senso compiuto ma in realtà seguendo un filo logico ineccepibile. Negli anni non sono mancate le polemiche, come quando in occasione **dell’attacco alle Torri Gemelle furono montate in successione le immagini dello schianto degli aerei e una pubblicità del Grana Padano** in cui si vedeva un coltellino da formaggio che come un proiettile andava a colpire dei frutti, così causando le proteste dei benpensanti e le ire degli inserzionisti pubblicitari. Ma è innegabile che l’influenza di “Blob” sul linguaggio televisivo e sulla percezione del mezzo stesso sia stata enorme.

**Il ‘mostro’ di Ghezzi e Giusti ci ha insegnato a guardare al piccolo schermo con un occhio meno passivo** e, seppure non tutti paiono averne compreso appieno la rilevanza, perlomeno ha insegnato a ridere delle brutture che ci circondano. Anche e soprattutto delle proprie.

*di Stefano Faina e Silvio Napolitano*
