Bruce Springsteen torna in Europa dopo 6 anni: pronte 3 date in Italia
Dopo 6 anni di assenza, nel 2023 Bruce Springsteen e la E Street Band torneranno in Europa e in Italia con 3 date nel Bel Paese. Un’esperienza tanto attesa dai fan che sanno di poter contare su 3 elementi principali nei concerti del rocker di Freehold.
Bruce Springsteen torna in Europa dopo 6 anni: pronte 3 date in Italia
Dopo 6 anni di assenza, nel 2023 Bruce Springsteen e la E Street Band torneranno in Europa e in Italia con 3 date nel Bel Paese. Un’esperienza tanto attesa dai fan che sanno di poter contare su 3 elementi principali nei concerti del rocker di Freehold.
Bruce Springsteen torna in Europa dopo 6 anni: pronte 3 date in Italia
Dopo 6 anni di assenza, nel 2023 Bruce Springsteen e la E Street Band torneranno in Europa e in Italia con 3 date nel Bel Paese. Un’esperienza tanto attesa dai fan che sanno di poter contare su 3 elementi principali nei concerti del rocker di Freehold.
AUTORE: Alberto Fraccacreta
Bruce Springsteen e la E Street Band torneranno in Italia nel 2023 con tre date, il 18 maggio a Ferrara, il 21 maggio a Roma e il 25 luglio a Monza. È una splendida notizia per i sostenitori del Boss perché si tratta del primo tour europeo (che parte il 28 aprile da Barcellona e si conclude proprio a Monza) dopo sei anni di assenza. «Sono ansioso di rivedere i nostri lealissimi fan – ha commentato Bruce – e non vedo l’ora di condividere ancora una volta il palco con la leggendaria E Street Band. Ci vediamo là, il prossimo anno».
Chi ha assistito ai concerti del rocker di Freehold sa benissimo che sono tre gli elementi principali dell’esperienza: il dono (quasi agapico) di sé; le canoniche tre ore di musica ad altissimo livello; il momento juke-box con canzoni arrangiate a richiesta del pubblico. Springsteen, nei suoi live, è anche un ottimo esecutore di cover: da “Twist and Shout” dei Beatles a “Jersey Girl” di Tom Waits, da “Purple Rain” di Prince a “Follow That Dream” di Elvis Presley. Il pezzo è completamente riadattato ai tempi e allo stile del cantautore, e può valere come una vera e propria riscrittura.
È il caso di “Dream Baby Dream” dei protopunk Alan Vega e Martin Rev, che composero il brano nel 1979: Bruce ha cominciato a suonarla, ovviamente a modo suo, durante il Wrecking Ball Tour (2012-2013). Il 13 ottobre 2013 è stato caricato sul canale youtube di Springsteen il singolo con un video di ringraziamento ai supporter per la calorosa partecipazione. “Dream Baby Dream” è incisa come dodicesima e ultima traccia di “High Hopes”, diciottesimo album in studio, uscito nel gennaio 2014. Titolo dickensiano a parte, è un disco davvero unico nella produzione springsteeniana: presenta infatti cover, outtake (cioè materiale non utilizzato in raccolte precedenti) e versioni alternative.
La title-track, che apre l’opera, è un brano di Tim Scott McConnell già incluso da Bruce nell’EP “Blood Brothers” (1996): «Datemi amore, datemi pace, / non sai che al giorno d’oggi si paga per tutto? / Ho grandi speranze». Significativa è la presenza di “American Skin (41 Shots)”, scritta nel 2000 per la morte di Amadou Diallo, della quale esisteva soltanto una versione dal vivo. “The Ghost of Tom Joad” è invece qui registrata in formato elettrico ed è cantata con Tom Morello. Joad è il protagonista del romanzo “Furore” di John Steinbeck: «L’autostrada è viva stasera / ma nessuno sta scherzando su dove vada a finire, / sono seduto qui alla luce del fuoco / cercando il fantasma di Tom Joad». “Dream Baby Dream” è simile a una preghiera, a una litania ipnotica: è un’insistita apostrofe rivolta a una ragazza perché possa «aprire il cuore» e «continuare a sognare». «Dobbiamo tenere il fuoco acceso, / vieni e sogna, piccola, sogna».
Di Alberto Fraccacreta
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