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title: Cambiare Napoli si può, parla Lorenzo Giroffi
description: "\"Napoli dovrebbe sfruttare le potenzialità dei giovani\": parla Lorenzo Giroffi, regista del docufilm \"Il vicolo dei sogni\""
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date: 2023-12-28
modified: 2023-12-29
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/cambiare-napoli-si-puo-parla-lorenzo-giroffi/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, il personaggio, intervista, napoli]
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# Cambiare Napoli si può, parla Lorenzo Giroffi

!["Il vicolo dei sogni"](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-4-4.jpg)

"Napoli dovrebbe sfruttare le potenzialità dei giovani": parla Lorenzo Giroffi, regista del docufilm "Il vicolo dei sogni" vincitore del Procida Film Festival

I [fatti di cronaca di Caivano](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/caivano-e-i-bambini-orchi/)(lo stupro di gruppo subìto da due ragazzine) hanno portato alla luce cosa voglia dire vivere costantemente a contatto con la criminalità. Sognare il proprio futuro quando la quotidianità è costellata di ricchezza – e di conseguenza di opportunità – è un gioco da ragazzi. Più difficile farlo se si vive in contesti simili a Caivano, anche se **Napoli non è soltanto l’incubo della criminalità e della violenza**. Uno spiraglio di luce c’è sempre, basta solo cercarlo.

A raccontare questo spicchio di realtà silenziosa ma carica di dignità è **Lorenzo Giroffi con il suo docufilm “Il vicolo dei sogni”, prodotto da Lunia Film, vincitore del premio Procida Film Festival** e di altri concorsi come il Festival Salerno in CortoCircuito. Un lavoro arrivato per caso o forse proprio per destino.

Febbraio scorso,** Napoli trepida per i possibili festeggiamenti del tanto atteso terzo scudetto del calcio**. Nei quartieri l’aria che si respira è tesa ma allo stesso tempo carica di speranza: sono molte le strade della città già allestite per la possibile vittoria, tranne vicolo San Mandato: nessuno striscione, nessuna bandiera. Quando nove ragazzini (dai 9 ai 17 anni) bussano alla porta di Giroffi, nessuno di loro né tantomeno lo stesso regista sa che quell’incontro è destinato a cambiarli per sempre. Da giorni Amir, Andrea, Carlo, Francesco, Ivan, Mattia, Rafael e Rayene bussano di casa in casa per chiedere **qualche spicciolo e racimolare una colletta che servirà a comprare tutto il necessario per allestire anche il loro vicoletto**. Bussano anche alla porta di Lorenzo, che decide di seguire i ragazzi nella loro avventura per tre lunghi mesi, **fino alla vittoria dello scudetto del Napoli**.

«La preparazione della festa era un modo per raccontare cosa sognano questi ragazzi, al di là delle disgrazie di una vita da strada» racconta Giroffi. «Era **l’opportunità per vedere questo sogno negli occhi di ragazzini che non possono mai sognare**, che pur essendo giovanissimi non conducono certo una vita da ragazzi. La vittoria dello scudetto era secondaria, in primo piano c’era il sogno che stavano vivendo assieme».

**A Napoli qualsiasi cosa è fatta come una grande famiglia**, come conferma lo stesso regista: «Vivono nello stesso vicolo: si arrangiano fra di loro, hanno creato una piccola comunità in cui fanno tutto assieme. **Sono proprio fratelli di vicolo**». Giroffi mostra così il rapporto dei più giovani con la propria città, un po’ segregata: «Non hanno la possibilità di andare a Mergellina al mare, per esempio. Grazie allo scudetto i ragazzi sono usciti dal loro vicolo e grazie al docufilm hanno visto altre città, per la prima volta si sono sentiti dei veri protagonisti: visti, ascoltati, hanno capito di avere un potenziale». **Una quotidianità cruda e difficile a cui i giovani erano ormai abituati** reagendo con rassegnazione: smettendo di sognare o di immaginare una vita diversa. Un problema che andrebbe risolto alla radice offrendo un’alternativa alla ‘vita di strada’, come spiega lo stesso regista: «**Napoli dovrebbe sfruttare questo potenziale di giovani**. La città è piena di ragazzi ma non offre spazi adeguati. Molti di loro non possono permettersi nemmeno l’iscrizione a una squadra di calcio».

C’è un comune denominatore fra il docufilm “Il vicolo dei sogni” e altri lavori del regista: una sensibilità che cerca di guardare oltre. Su questa sua passione Giroffi conclude: «**Mi piace raccontare l’etica delle vite normali, credo sia un modo di guardare il mondo che purtroppo spesso si perde**. Chi ha il compito di raccontare queste storie lo fa scimmiottando altri oppure cercando lo scandalo, senza guardare in maniera umana quello che accade». Per riuscire davvero a cambiare la vita di chi vive nelle zone più dimenticate d’Italia, c’è bisogno di concretezza e più strutture. Ma soprattutto, di tanta umanità.

*Dal 2 all'8 gennaio è possibile guardare gratuitamente il docufilm "Il vicolo dei sogni" su Mymovies, per prenotarti.

*di Claudia Burgio*

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