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title: "Caroline Pagani racconta &#8220;Pagani per Pagani&#8221;"
description: "Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Caroline Pagani sul disco \"Pagani per Pagani\", un incontro tra musica e teatro"
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date: 2024-12-06
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/caroline-pagani-racconta-pagani-per-pagani/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Caroline Pagani racconta &#8220;Pagani per Pagani&#8221;

![Caroline Pagani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/Evidenza-sito-1820-1024x639.jpg)

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Caroline Pagani sul disco "Pagani per Pagani", un incontro tra musica e teatro con le canzoni di suo fratello Herbert Pagani

Dopo le reinterpretazioni di brani come *Palcoscenico*, *Albergo a ore* e *Ti ringrazio vita*, dal 29 novembre scorso è disponibile in formato digitale, CD e vinile "*PAGANI PER PAGAN"I*, **il doppio album omaggio a Herbert Pagani realizzato dalla sorella,** attrice e cantante, **Caroline Pagan**i.

**Frutto di due anni di intenso lavoro**, l’album raccoglie collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di **Danilo Rea, Fabio Concato, Giorgio Conte, Shel Shapiro, Alessandro Nidi, Moni Ovadia, Francesca Della Monica **e altri. Questo progetto celebra l’amore in tutte le sue forme, intrecciando musica, poesia, teatro e pittura, **e rendendo omaggio a Herbert Pagani come artista visionario e poliedrico.**

**Con una sorprendente capacità di anticipare i tempi, Herbert Pagani aveva già affrontato temi di grande attualità come pandemie,** guerre, cambiamenti climatici e la necessità del riciclo, trasmettendo messaggi di umanità e fratellanza. Le sue canzoni raccontano passioni profonde e sentimenti autentici.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Caroline per sapere da lei qualcosa di più di questo progetto

**Come mai hai scelto di dar vita a questo disco?**

"Ho sempre avuto questa idea, fin da quando ero giovane. Tuttavia, per realizzarla, erano necessari mezzi tecnici, espressivi ed economici che allora non possedevo.

Ho lavorato intensamente su questo progetto, studiando a fondo le canzoni insieme a Francesca Della Monica, vocal performer e pedagoga della voce, che insegna in tutte le principali scuole di teatro in Italia, come il Piccolo di Milano, Siracusa, Torino e il Teatro Nazionale di Genova. Francesca si è innamorata del progetto e ho deciso di coinvolgerla. Allo stesso modo, ho coinvolto altri artisti che stimo, amo e apprezzo, alcuni incontrati casualmente, altri scelti intenzionalmente. Ho deciso di riarrangiare le canzoni, dando loro una veste più moderna ma evitando una strumentazione troppo invadente, per mantenere i testi – che sono la parte più importante – al centro."

**Parallelamente a questo doppio album hai dato vita anche a uno spettacolo-concerto, "Per amore dell'amore", che di fatto da corpo ulteriormente alle anime diverse che albergano nel progetto. Come ci hai lavorato?**

"Per la veste grafica, mi sono affidata alle sue opere, bellissime sculture. Lo spettacolo 'Concerto' è il progetto parallelo a questo disco, e sono due iniziative che ho curato, incubato e realizzato insieme, parallelamente. Durante le canzoni si vedono in scena le opere che lui realizzava per i suoi concerti: scenografie, dipinti, disegni e video proiezioni, tutte sue creazioni. Inoltre, ho sicuramente attinto dalle mie peculiarità di attrice, visto che molte canzoni sono proprio teatro-canzone. Alcune si prestano particolarmente a essere interpretate da un'attrice oltre che da una cantante. 'Palcoscenico' è un esempio di questo tipo di canzone, ed è per questo che l'ho scelta come primo singolo. Per il videoclip, girato a Venezia, ho fatto riferimento ai miei studi su Shakespeare, al tragicomico, e al mescolare fonti alte con quelle basse, popolari. Ho voluto creare un prodotto che arrivasse a tutti, ma che fosse anche ricco, con tanti livelli e strati. Il teatro, infatti, unisce tutte le arti: scenografia, pittura, parola, corpo e immagine."

**Proprio "Palcoscenico" tuo fratello cantava "Perché in TV non c'è rubrica per cantautori rompiglioni"... non è cambiato molto**

"Ma certo, è sempre così, nulla è cambiato. È quello che gli disse il suo primo discografico. Sai, è come quando a me certi registi hanno detto: *'Questo è un mestiere da puttane, attrice.'* Sono quelle cose che si sentono dire da sempre, le solite frasi fatte."

**Com'è stato gestire l'emotività nel cantare canzoni così profonde, ancor di più perché scritte da tuo fratello?**

"Sì, infatti, ho dovuto imparare a tenerla a bada, perché nel canto l'emotività può giocare brutti scherzi. Anzi, a volte può fregarti. Per la tecnica, l'emotività può aiutare nell'interpretazione, ma non bisogna lasciarsi sopraffare. Per fortuna, sono riuscita a imparare a non farmi sopraffare dall'emotività."

**Cosa manca di più di un cantautore come tuo fratello oggi?**

"Probabilmente il suo impegno civile e politico, il suo approccio poliedrico alla comunicazione tra le arti, e la sua capacità di essere così semplice, senza concentrarsi troppo sulla sua figura di cantante o cantautore. Amava profondamente ciò che faceva, e credo che sentisse di avere una sorta di missione: quella di trasmettere messaggi di pace, sostenibilità, cura per il nostro pianeta, amore per le città in cui viviamo e per le vocazioni che scegliamo di seguire. La sensibilità, la cura e l'attenzione per il nostro pianeta erano temi che gli stavano molto a cuore. Ad esempio, in 'Megalopoli', un'opera rock che aveva avuto molto successo in Francia, trattava della fine del mondo causata dai cambiamenti climatici, dalle pandemie, dalle guerre e da un uso irresponsabile e perverso della tecnologia."

**Non trovi che oggi si parli sempre meno d'amore?**

"Sono d'accordissimo. Infatti, ho intitolato lo spettacolo *Per amore dell'amore*, che potrebbe sembrare un titolo un po' demodé, ma poi il Teatro Franco Parenti ha scelto *La bella stagione* e *E se tornassimo a parlare d'amore?*. E allora, per amore dell'amore, scusami, sai? Basta. *L'amore* è un adattamento di una canzone famosissima di Jacques Brel, cantata da molti, che si intitola *Quand on n'a que l'amour*. Amo molto questa versione perché è molto meno melodrammatica. Rimane una canzone intensa e bellissima, ma più leggera. E poi sì, è semplice: parla della forza dell'amore che vince su tutto. Ecco."

**Ci racconti qualche aneddoto sulla registrazione di questo disco?**

"Morgan mi disse: *'Voglio fare Lombardia, perché sono milanese e perché piaceva molto a Battiato.'* Per un po' sembrava che dovessimo farla insieme, ma alla fine non siamo riusciti a concretizzare, quindi l'ho registrata io. Volevo rifare l'arrangiamento ad hoc per lui, era pronto, l'avevamo già preparato. Però era un po' difficile da gestire tra i suoi impegni etc. Comunque, lui voleva farla, gli piaceva tantissimo".

di *Federico Arduini*
