Chester Bennington, 50 anni e quella voce che è ancora casa
Oggi Chester Bennington avrebbe compiuto 50 anni e per molti come me nati negli anni ’90 la sua voce significa ancora casa
Chester Bennington, 50 anni e quella voce che è ancora casa
Oggi Chester Bennington avrebbe compiuto 50 anni e per molti come me nati negli anni ’90 la sua voce significa ancora casa
Chester Bennington, 50 anni e quella voce che è ancora casa
Oggi Chester Bennington avrebbe compiuto 50 anni e per molti come me nati negli anni ’90 la sua voce significa ancora casa
Oggi Chester Bennington avrebbe compiuto 50 anni e per molti come me nati negli anni ’90 la sua voce significa ancora casa. Basta già questo dato per misurare quanto la sua figura continui a sembrare sospesa, fermata in un punto che non si è mai davvero chiuso.
Chester è stato una delle voci che più hanno definito l’inizio degli anni 2000, non solo per il successo enorme dei suoi Linkin Park, da poco rinati con un’altra voce solista, ma perché aveva una capacità rara: trasformare il proprio dolore, i propri fantasmi, in un racconto comune, senza renderlo mai finto. In lui convivevano fragilità e potenza, confessione e un’incredibile presenza scenica e proprio questa tensione ha reso canzoni come quelle di “Hybrid Theory” e “Meteora” così durevoli nel tempo, colonna sonora della vita di tanti.
La sua voce era ed è riconoscibile in pochi secondi: poteva essere abrasiva, rotta, quasi disperata e subito dopo aprirsi in una linea melodica limpida, vulnerabile ed eterea. Non metteva in scena un’invincibilità: esponeva ferite, paura, ma anche speranza e lo faceva davanti a milioni di persone. In questo senso la sua eredità non è solo musicale, ma anche emotiva e culturale. C’è poi un altro aspetto: Chester appartiene a quel gruppo ristretto di artisti che hanno saputo rendere popolare un linguaggio ibrido, portando un genere come il nu metal e l’alternative rock dentro il mainstream globale. E quel tipo di impatto continua ancora oggi a essere un riferimento, ad essere ancora casa.
di Federico Arduini
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- Tag: musica
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