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title: "Chiara Ferragni a “Che tempo che fa”: il “caso Pandoro” e la crisi con Fedez"
description: Chiara Ferragni ospite a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Le sue parole sulla questione beneficenza e la recente crisi con il marito Fedez
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date: 2024-03-03
modified: 2024-03-04
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/chiara-ferragni-a-che-tempo-che-fa-il-caso-pandoro-e-la-crisi-con-fedez/
categories: [Spettacoli]
tags: [social, televisione]
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# Chiara Ferragni a “Che tempo che fa”: il “caso Pandoro” e la crisi con Fedez

![Chiara Ferragni a Che tempo che fa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Chiara-Ferragni-a-Che-tempo-che-fa.jpg)

2024-02-22 11:41:03

2024-02-22 10:41:03

Chiara Ferragni e Fedez - i Ferragnez - si sono lasciati. Fedez domenica scorsa sarebbe andato via di casa e non sarebbe più tornato

I Ferragnez si sono lasciati. La conferma ufficiale manca ancora ma la notizia è già stata lanciata da Dagospia e dal Corriere della Sera. Fedez domenica scorsa sarebbe andato via di casa e non sarebbe più tornato. E in effetti le sue ultime storie parrebbero ambientate in un luogo diverso dall’appartamento della coppia.

Secondo i rumors alla base della rottura ci sarebbero gli ultimi guai di lei. Ovvero le vicende legate alle inchieste che la vedono indagata per truffa aggravata. In verità di crisi si era già parlato a più riprese nei mesi scorsi ma ora sarebbe arrivata la svolta. Sembra che la coppia dal Sanremo dello scorso anno fosse in crisi, ma che la Ferragni avesse rimandato qualsiasi decisione per via dei problemi di salute di Fedez. Ora invece, a dire basta sarebbe stato proprio lui. Fine di una coppia e di un impero. A meno di ripensamenti, naturalmente.

di Annalisa Grandi

Chiara Ferragni e Fedez si sono lasciati

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2024-02-22 15:12:50

2024-02-22 14:12:50

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2023-12-17 09:28:15

2023-12-17 08:28:15

La vicenda del pandoro “griffato” da Chiara Ferragni è molto più di uno scivolone. In questo caso converrebbe alzare le mani e ammettere di aver sbagliato

La vicenda del pandoro “griffato” da Chiara Ferragni è molto più di uno scivolone. Non entrerò neanche nel merito del difficile equilibrio fra un brand e il testimonial: chiunque si renderà perfettamente conto che relazioni di questo genere sono sempre una difficile sintesi fra legittimi interessi di parte.

Il problema è capire chi e come abbia giocato sull’equivoco, perché sull’equivoco si è oggettivamente ballato come mai si sarebbe dovuto. Per l’interesse di tutti: dell’azienda, come ovvio, della testimonial che da una vita deve non poco della sua immagine anche a meritorie iniziative di solidarietà e - sopra ogni altra cosa - per il concetto stesso di beneficenza. Quest’ultimo, infatti, resta intimamente legato alla credibilità delle azioni che si annunciano e devono poi realizzarsi. Non staremo neanche qui a fare l’elenco dei casi sconfortanti, che hanno visto gente senza scrupoli approfittarsi vergognosamente nel passato della buona fede dei consumatori minando sino alla radice la bellezza di uno dei gesti più preziosi che esistano: dare una mano al prossimo.

Da quello che abbiamo potuto capire hanno sbagliato tutti, a cominciare dall’azienda. Se anche si fosse trovata “intrappolata“ nel rapporto con una testimonial troppo importante, famosa e ingombrante avrebbe potuto e dovuto gestire in modo decisamente diverso il tutto. Quanto a Chiara Ferragni, l’errore è macroscopico e dispiace, dispiace molto. In questa materia, la mancanza di chiarezza è imperdonabile. Per quel pochissimo che conta, l’ho tante volte difesa e additata a esempio.

Ricordo due casi: quando fu “arruolata” come testimonial degli Uffizi di Firenze e il Festival di Sanremo di quest’anno. Nel primo, contrariamente a quello che sostenevano schiere di benpensanti, l’iniziativa funzionò eccome, generando curiosità per un polo museale in un pubblico normalmente poco attento in materia. Al Festival, senza incantare e pur soffrendo il protagonismo del marito, fece il suo. Lo ricordiamo perché non converrebbe a una star come lei giocare sempre e comunque la carta del preconcetto ai suoi danni. Quando c’è stato, l’abbiamo sottolineato senza farci pregare. In questo caso, converrebbe semplicemente alzare le mani e ammettere che si è sbagliato.

Di Fulvio Giuliani 

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Con la beneficenza non si scherza

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2023-12-17 09:28:15

2023-12-17 08:28:15

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2024-01-02 15:56:00

2024-01-02 14:56:00

Si è scritto di tutto a commento dello scandalo Balocco-Ferragni. Giusto o sbagliato che sia, la lezione di fondo è più semplice di quel che si pensi. E vale per tutti.

Comunque la si pensi sul caso Ferragni e quella che resterà impressa nei manuali di comunicazione d’impresa come una delle più clamorose crisi reputazionali degli ultimi decenni, su un punto l’imprenditrice farebbe bene a riflettere. Lei come tanti altri, sia chiaro. 

C’è un virus che serpeggia nei social network e che non risparmia quasi nessuno, quello che spinge molte persone benestanti a ostentare ciò che hanno, forse perché mostrare ciò che sono sarebbe molto meno interessante per l'osservatore (per non dire noioso).  Del resto, non è un mistero che il loro modo di esistere nel web risponda a una necessità voyeuristica ormai acclarata, per un grande pubblico che più che ammirare ha bisogno di invidiare. E si sa come l’invidia,  sentimento umanissimo che noi italiani proviamo in abbondanza, sia  in grado di generare i peggiori mostri. 

Pochi giorni prima della scandalo Balocco, come del resto aveva già fatto in altre occasioni, la Ferragni non ha mancato di presentare ai propri followers gli sfarzi della propria nuova casa milionaria a Citylife, a Milano. Lo aveva già fatto in passato con altre proprietà, come la meravigliosa villa da 5 milioni di euro acquistata sul lago di Como e mostrata in anteprima solo l’estate scorsa.

Per completezza di pensiero va anche ricordato come l'ostentazione sia una pratica affatto moderna. Nerone, tra tutti, è quello che più amava mostrare la propria opulenza (molto più di Augusto, altro esperto in "materia"). Così nella corte inglese non sono mancati esempi di eccessi: da Edoardo VIII a Giorgio VI. I divi di Hollywood del passato ci hanno abituati a certe stranezze e sfarzi da far sembrare quasi dei pivellini i colleghi più moderni.

Tornando ai nostri tempi e al caso Ferragni, quando un giorno tutta questa bufera sarà finita - perché internet dimentica in fretta - l'influencer farà bene a tenere a mente una lezione per il futuro: la capacità di mostrare ma senza eccedere perché la differenza tra condividere un proprio traguardo e ostentarlo, sbattendolo in faccia a chi è meno fortunato di noi, è molto sottile e come tale può tornare indietro come un boomerang alla prima buona occasione. Si tratta di capire dove stia questo punto di equilibrio onde evitare che, al prossimo flop, il livore latente di quelli che fino a ieri di mostravano followers affezionati esploda e si accenda come un fiammifero tra la paglia. E’ probabile che qualcuno, a Chiara, questa cosa l'abbia già detta e il fatto che in questi giorni sia praticamente sparita dalla pubblica piazza ne è la prova.

Eppure lei non è la sola a cadere in certi errori. Anche molti calciatori non resistono alla tentazione di mostrarsi nelle proprie case ultra lussuose, su roboanti bolidi da 300 km all’ora o mentre prendono il sole in resort da sogno. E’ quanto, per esempio, ha appena fatto Francesco Totti, con la sua Noemi, dalle Maldive dove sta trascorrendo le festività. Non si capisce bene cosa possa spingere il Pupone a mostrarsi con tanta partecipazione sui social, sapendo quanto questi prestino il fianco a polemiche e critiche. La domanda è semplicissima: “Chi glielo fa fare?”.

Eppure chi ha ben compreso che essere sui social con questo approccio porta con sé quasi esclusivamente delle grane c’è.  Lo hanno capito i grandi imprenditori - presenti di solito con pseudonimi per cui è praticamente impossibile risalire a loro - ma anche certi artisti. Sono più furbi o forse più intelligenti? Amadeus o Gerry Scotti, per esempio,  due dei presentatori più pagati della tv italiana, se ne guardano bene dal mostrare i propri beni sui social. Tutti possiamo immaginare quanto possano essere belle e lussuose le svariate dimore che possiedono nel mondo, ma una cosa è ipotizzare, altra cosa è averne certezza.

Il dubbio, in fondo, è un ottimo antidoto all’invidia.  

Di Ilaria Cuzzolin

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Scandalo Ferragni, la clamorosa ovvietà che ancora non è stata detta

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2024-01-03 10:47:42

2024-01-03 09:47:42

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