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Claudia Cardinale, il volto che si fece leggenda

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Claudia Cardinale è stata molto più che una delle più celebri attrici italiane del cinema del Novecento

Claudia Cardinale, il volto che si fece leggenda

Claudia Cardinale è stata molto più che una delle più celebri attrici italiane del cinema del Novecento

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Claudia Cardinale, il volto che si fece leggenda

Claudia Cardinale è stata molto più che una delle più celebri attrici italiane del cinema del Novecento

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Claudia Cardinale (nata a Tunisi nel 1938) è stata molto più che una delle più celebri attrici italiane del cinema del Novecento. È morta ieri sera a 87 anni «circondata dai suoi figli» a Nemours, vicino Parigi, dove viveva.

Di origini siciliane, si impose sulla scena internazionale grazie alla sua bellezza mediterranea e al talento interpretativo. Dopo aver vinto un concorso di bellezza in Tunisia, fu portata in Italia dove iniziò la carriera cinematografica alla fine degli anni ’50.

Negli anni ’60 e ’70 divenne un’icona del grande schermo europeo e mondiale, lavorando con grandi registi come Luchino Visconti (Il Gattopardo, Rocco e i suoi fratelli), Federico Fellini (8½), Sergio Leone (C’era una volta il West) e Mauro Bolognini (Il bell’Antonio).

Di fascino magnetico, ha avuto la capacità di interpretare ruoli complessi. Claudia Cardinale ha saputo unire eleganza e forza drammatica. diventando un volto riconosciuto a livello internazionale.
Era una delle ultime grandi dive del cinema classico, simbolo di un’epoca irripetibile della cultura cinematografica italiana.

L’entrata in scena di Claudia Cardinale in C’era una volta il West (girato nel 1968) è considerata una delle più iconiche della storia del cinema.
Sergio Leone, maestro nel costruire momenti indimenticabili attraverso tempi dilatati, musica e inquadrature, le dedicò una presentazione memorabile.

Il personaggio di Jill viene introdotto nella stazione ferroviaria: il treno sbuffa, la macchina da presa indugia, e improvvisamente compare il suo volto, illuminato. Bellissimo.
Sono i primi piani irripetibili di Leone. Il regista utilizza la cinepresa come se fosse un sipario che si apre montata sul dolly, lasciando spazio non solo a un personaggio ma a un mito.

L’accompagnamento della colonna sonora di Ennio Morricone, con un tema musicale costruito intorno a Jill, contribuisce a fissarla nell’immaginario collettivo come simbolo di femminilità forte, sensuale e al tempo stesso misteriosa.
È l’arrivo della modernità, del denaro, della civiltà, incarnata in una donna che diventa protagonista in un genere tradizionalmente dominato dagli uomini.

Quella scena segna un punto di svolta: Claudia Cardinale non entra nel film, entra nella leggenda.

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