---
title: Come un fratello con Jovanotti
description: Saturnino Celani (bassista che da sempre accompagna Lorenzo Cherubini) è il samurai del firmamento musicale italiano.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-53-1.png
date: 2023-01-12
author: Renata Sortino
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/come-un-fratello-con-jovanotti/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica, Musica italiana]
---

# Come un fratello con Jovanotti

![Saturnino Celani e Jovanotti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-53-1.png)

Saturnino Celani (bassista che da sempre accompagna Lorenzo Cherubini) è il samurai del firmamento musicale italiano

**Se Jovanotti è il *guru* della musica *pop*, Saturnino è il *samurai *del firmamento musicale italiano.** Artista eclettico e dal carattere complesso,** Saturnino Celani (il bassista che da sempre accompagna Lorenzo Cherubini)** ammette di essere stato influenzato dall’etica dei nobili guerrieri giapponesi. «Ho sviluppato – ci confida – un sistema di autocorrezione, che mi permette la sopravvivenza. Non mi sono mai interessato alla droga, non ho mai perso il controllo. Per fare un esempio, a 17 anni sono andato in coma etilico e poi non ho più bevuto. Mi resetto in continuazione, mi evolvo. Magari sbaglio, ma aggiusto il tiro».

Quando gli chiediamo se grazie a questa tecnica abbia avuto momenti difficili, ci risponde candidamente: «Difficili no, complessi sì. Quando avevo 14 anni sono stato vittima di un incidente abbastanza grave, rimasi otto mesi su una sedia a rotelle. Con il rimborso assicurativo decisi di investire tutto nell’acquisto di strumenti musicali». Quell’anno per amore della musica lasciò tutto, scuola compresa. **«Ho però sempre frequentato gente più grande di me, di una certa caratura, che mi ha stimolato e inevitabilmente arricchito»** tiene a sottolineare subito dopo. **Nel ventaglio di queste frequentazioni può vantare Franco Battiato, che nel 1996 lo volle per registrare il basso dell’intero album “L’imboscata”, con i testi del filosofo Manlio Sgalambro.** Il cantante e compositore lo accolse con queste parole, per lui indelebili: «Saturnino, sei attore in questo teatro. Mi raccomando, recita bene». Ancora adesso ricorda: «Eravamo a Parigi e tutte le sere andavamo a mangiare a cena prestissimo perché Battiato mi convocava alle 8 per suonare. Considero quei 15 giorni trascorsi con lui e Sgalambro l’equivalente del migliore *master* della migliore università del mondo».

Parlando invece di mediocrità, tocchiamo il tasto dei *reality show*: **«Nel 2014 ho fatto un provino per “X Factor”. All’ultimo minuto hanno preferito un altro artista perché era appoggiato da un *manager* con un forte potere politico»**. Parliamo dell’edizione con Victoria Cabello e Morgan e l’*identikit* dell’artista sembra essere quello di Fedez… **«Se fai “X Factor” la *star* è il programma» osserva. «A te regalano una popolarità effimera, servi solo per far funzionare il programma. Stop»**.

Saturnino inizia quindi a parlare con disinvoltura del regista e drammaturgo Alejandro Jodorowsky, per poi passare da George Harrison a Paolo Sorrentino e a Gino Paoli. Cerchiamo di arginarlo interrogandolo sul futuro. «**Vent’anni fa Lorenzo e io ci siamo chiesti come ci immaginavamo a cinquant’anni.** La verità è che non ha senso farsi delle domande. Uno vuole continuare a fare quello che fa, e infatti siamo ancora qui». Nessuna gelosia per il ruolo di Jovanotti: «**Conosco Lorenzo da 33 anni.** Ho portato con lui la bara di suo fratello Umberto, morto in un incidente aereo. Ero con lui quando è andato a fare il riconoscimento del corpo carbonizzato. C*’*ero quando è nata sua figlia Teresa. **Il nostro è un rapporto di profonda intimità.** Puoi avere degli alti e bassi, ma poi uno dei due deve tenere. Io ho contribuito a tenere, perché mantengo ciò che costruisco. **Perché se fai parte di una band(a) musicale lo spirito dev’essere quello del gruppo, non certo quello di una monarchia**».

Si considera un *samurai* fortunato: «Ho ancora i genitori (mio papà ha quasi novant’anni, mamma ne ha 80), c’è ancora chi si preoccupa per me. Ho trovato la persona giusta (la produttrice Rai Alberta Bargilli, *ndr.*). Posso ritenermi soddisfatto, vado avanti giorno dopo giorno. **Il Covid è stato rivelatore perché in quel periodo** – esclusi gli affetti – **l*’*unico che mi abbia chiesto realmente se avessi bisogno di qualcosa è stato Claudio Cecchetto**. Posso dirvi però che la cosa di cui sono certo è che la definizione che maggiormente mi corrisponde è quella di “testimone di nozze richiestissimo”».

Di *Renata Sortino*
