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title: Contaminazioni, fuoco e incontro
description: "Enzo Avitabile, uno dei più grandi maestri viventi della musica che ci racconta del suo passato, l'amore per Napoli e i progetti futuri"
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date: 2023-01-03
modified: 2023-03-06
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/contaminazioni-fuoco-e-incontro/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, il personaggio, interviste, musica]
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# Contaminazioni, fuoco e incontro

![Enzo Avitabile](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-2.jpg)

Contaminazioni, fuoco e incontro: i tre pilastri imprescindibili per Enzo Avitabile, uno dei più grandi maestri viventi della musica che ci racconta del suo passato, l'amore per Napoli e il mondo e un futuro sempre in musica.

Persino il suo amato Vesuvio fatica a reggere il confronto. **Enzo Avitabile, classe 1955, resta uno dei più grandi maestri viventi della musica, quella nel senso più primordiale del termine**. Come un eroe dei due mondi, al pari del suo amico e collega Pino Daniele **è sempre riuscito nell’intento di generare una contaminazione di culture e suoni senza confini**. I risultati raggiunti finora – un David di Donatello, due premi Tenco e un Nastro d’argento, solo per citare i riconoscimenti formali – non lasciano dubbi.

Nel tradizionale appuntamento natalizio del “Dono di No’hma del Teatro Teresa Pomodoro” alla città di Milano, **Avitabile si è reso protagonista insieme a I Bottari di Portico di uno spettacolo genuino e tribale, accompagnato dagli amici di sempre Tony Esposito e Peppe Servillo**. «Con Peppe abbiamo fatto un Sanremo insieme e siamo molto amici. L’ho voluto con me in questo spettacolo che conferma quanto **l’asse Napoli-Milano sia molto forte**. Ad esempio, il 19 luglio 1980 il mio concerto con Bennato al San Siro è stato il primo a ottenere un *sold out* negli stadi. Nella musica ho avuto e ho i miei migliori amici. **Non amò i *clich**è***».

**Se si potesse racchiudere la sua idea artistica in una sola parola, quella sarebbe di certo “incontro”**: «La prima parte della mia vita l’ho dedicata a incontrare tutti **quelli che da piccolo ascoltavo in una scatola magica dal nome *jukebox*, in una periferia di Napoli che conosciamo tutti: Scampia**» ci racconta. «Ascoltavo le *band* storiche di allora, come gli Equipe 84 o I Camaleonti ma anche una parte di musica afroamericana con artisti come James Brown o Tina Turner. Non capivo una parola ma ero affascinato da quei suoni, da quel sassofono: da lì è nato il sogno di imparare a suonarlo e incontrare tutti quei maestri della *soul music*».

È lui stesso ad ammettere di aver vissuto **anni di inquietudine artistica**, una fame di connessioni che lo ha portato a duettare con i più grandi artisti mondiali. «**James Brown**, ad esempio, mi presentò il *rapper* americano Afrika Bambaataa con cui mi lanciai nel primo “*rapper* contaminato”. **Lo portai nel cuore di 167 Scampia e andai con lui nel Bronx**». In quella terra un tempo di nessuno è stato «piantato un seme che adesso sta generando i suoi frutti: i Co’Sang, Rocco Hunt, Gue Pequeno», quelli che lui definisce «i miei nipotini della nuova generazione».

**Napoli è sempre stata il suo punto di partenza ma è il mondo la sua destinazione**. Come nel caso del suo amico Pino Daniele, la lingua napoletana non viene mai utilizzata in modo retorico ma è uno strumento per parlare di tematiche importanti a cui Avitabile non si è mai sottratto: «i bimbi-soldato, la guerra dei diamanti, la questione palestinese. In contemporanea, ho recuperato le melodie e le scale di provenienza greca, i ritmi mediterranei con I Bottari di Portico e la tammurriata». È il folklore, sono le nostre radici più profonde che esplodono in musica e che non conoscono confini se non quelli che gli attribuiamo. «**Vivo costantemente nell’idea di una contaminazione felice. Non credo che il ritmo abbia un colore**. Ogni realtà culturale ha un suo fascino e una sua sensualità. Ci sono danze del Nord Europa meravigliose tanto quanto quelle tribali in Africa. **La musica napoletana è italiana, la musica italiana è anche napoletana. Non esistono schemi rigidi**».

Lo sguardo che Enzo Avitabile rivolge al passato è gonfio di gratitudine. Non possiamo però non fargli due domande sulla già chiacchieratissima **prossima edizione di Sanremo. «Quest’anno tiferò Giorgia – ci confida – perché è una mia amica, sono di parte, ma trovo interessante anche Ultimo**. Entrambi hanno una grande forza comunicativa».

Su quanto la musica, il Festival e i suoi protagonisti siano cambiati anche grazie ai *social*, non si sbottona: «Ci sono diverse novità e ben venga che alcune siano trainate dai *social* e dai *like*. **Ma Sanremo è il Festival delle sorprese e sono convinto che anche quest’anno ne ascolteremo di molto belle**».

 

*di Raffaela Mercurio*
