“Così Vero”, Erick Panini si mette a nudo: “La musica è stata la mia salvezza”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Erick Panini sul suo singolo “Così Vero”, sulla sua storia e sul suo progetto
“Così Vero”, Erick Panini si mette a nudo: “La musica è stata la mia salvezza”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Erick Panini sul suo singolo “Così Vero”, sulla sua storia e sul suo progetto
“Così Vero”, Erick Panini si mette a nudo: “La musica è stata la mia salvezza”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Erick Panini sul suo singolo “Così Vero”, sulla sua storia e sul suo progetto
“Così Vero” è il nuovo singolo di Erick Panini, cantautore rap nato a Rio de Janeiro nel 1996 e cresciuto in Italia, brano che unisce canto, cantautorato e rap per raccontare un amore che cura e fa crescere. Prodotta da Pierpaolo Guerrini e scritta insieme a Maurizio Martellini, la canzone è una dichiarazione d’amore fra due persone che si riconoscono come parti di uno stesso tutto, dove il superamento delle fragilità individuali passa attraverso un legame autentico. Nel videoclip ufficiale, online sul canale YouTube dell’artista, questa dimensione di verità è raccontata con una scelta visiva essenziale, che mette al centro la sua presenza e la forza del brano senza sovrastrutture. Una coerenza profonda con la storia di Erick Nicolas Sousa Panini, abbandonato da neonato sui gradini di una chiesa a Rio e poi adottato in Italia, che ha trovato nella musica la propria via di salvezza e di espressione. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare nascita, senso e futuro di “Così Vero”.
“Così Vero” apre il tuo album in lavorazione. Che canzone è per te?
È il primo brano che apre il disco su cui sto lavorando ed è anche la prima canzone con cui parlo davvero di me, in modo diretto. È il punto da cui inizio a raccontare la mia visione delle cose, soprattutto dell’amore e dei legami. Da qui, pian piano, andrò a disegnare un quadro più completo del mio mondo.
Una sera Pierpaolo Guerrini mi ha mandato una bozza registrata al volo e mi ha detto di sistemare il testo e presentarmi in studio due giorni dopo. Appena l’ho ascoltata ho capito che quella melodia aveva qualcosa di speciale e le parole sono arrivate in modo naturale: in una notte “Così Vero” ha preso forma e anima. Io tengo molto a scrivere cose che mi riguardino in prima persona, e anche questa canzone descrive una realtà che ho vissuto e che sento mia.

La racconti come una “dichiarazione d’amore intensa” fra due persone che si riconoscono come parti di uno stesso tutto. Come altro la descriveresti?
Per me è la fotografia di un amore che ti ripara e ti rimette in piedi, un amore in cui due persone si riconoscono davvero, con le loro fragilità e le loro paure. È un legame in cui ti senti parte di un tutto e non un pezzo isolato: uno spazio autentico in cui puoi essere te stesso, fino in fondo.
Nel testo insisti molto su corpo, mente, fragilità. È un modo anche per parlare di te?
Assolutamente sì. Io cerco sempre di non indossare maschere quando scrivo: il mio obiettivo è, per quanto possibile, vivere tutto quello che scrivo e scrivere tutto quello che vivo. Credo che il valore aggiunto di una canzone stia proprio lì: se ci metti dentro te stesso, chi ascolta lo percepisce.
Come avete lavorato sul videoclip?
Con la mia squadra abbiamo deciso di valorizzare me come immagine e come voce, senza costruire intorno troppi “contorni”. La canzone, nella sua semplicità, non aveva bisogno di grandi effetti. Abbiamo puntato sul diretto: chi si riconosce in quello che racconto deve poterlo fare senza filtri, con naturalezza. Penso sia uno dei lati più belli della musica.
Nel brano mescoli canto, cantautorato e rap, muovendoti tra registri diversi. È la direzione in cui ti riconosci di più?
Sì, credo che rappresenti bene quello che sono oggi. Ho un background rap molto forte, ma mi piace lavorare sulla melodia, sulle sfumature emotive, su una scrittura che sia anche cantautorale. In “Così Vero” queste cose convivono: ci sono parti più cantate, altre più vicine al rap, ma il centro resta sempre il modo in cui racconto le emozioni.
Nel tuo percorso ci sono già tappe importanti, come Castrocaro nel 2014. Cosa ti sei portato dietro da quelle esperienze?
Il 2014 è stato l’anno dei miei 18 e l’anno in cui ho partecipato a Castrocaro: sono stato premiato e lì ho capito che volevo davvero fare musica nella vita. Da allora ho messo il focus sull’apprendimento: ho studiato, ho ascoltato tanti esperti, ho scritto moltissime canzoni, mi sono confrontato continuamente. L’obiettivo era uno: arrivare a esprimermi esattamente come volevo io, con un canto pulito, testi morbidi ma pieni di significato.
Hai parlato di continua evoluzione. Quanto è difficile, per te, scrivere rispetto a interpretare?
Sono due difficoltà diverse. Interpretare bene un brano non è semplice, ma scriverlo lo è altrettanto, perché tutto è sempre in movimento. Chi fa musica, secondo me, dovrebbe provare ogni volta ad alzare l’asticella, a sorprendere e a sorprendersi. È faticoso, ma è anche quello che rende vivo il percorso artistico.
La tua storia personale è molto forte. Quanto ha contato la musica nel trovarti una “quadra”?
All’inizio la musica è stata una vera salvezza. È stata il mezzo con cui ho iniziato a buttare fuori e a dare un senso a emozioni che non erano sempre belle o facili da gestire. Mi ha aiutato a leggermi dentro, prima come passione, poi come lavoro. È stato il percorso che mi ha permesso di uscire dalle “acque torbide” e ricominciare a guardare il mondo con la luce che merita. Oggi posso dire che la musica è stato il mio sfogo, la mia ancora, e poi è diventata il modo più naturale per esprimere me stesso e stare bene.
Ti riconosci in chi dice che la musica ha un potere “catartico”?
Molto. Sono convinto anch’io che la musica possa dire ciò che, senza musica, non riusciremmo a dire neanche con mille discorsi. Ci sono pensieri, immagini, emozioni che da sole restano astratte: la musica è quello che le rende concrete, tangibili. È la forma che permette alla poesia di certi pensieri di diventare reale.
Guardando avanti: che posto ha “Così Vero” nel progetto che stai costruendo?
Negli anni scorsi ho pubblicato diversi singoli, ma erano tutti pezzi “a sé”. Quest’anno, invece, ho deciso di lavorare a un album. Sono ancora in fase di scrittura e registrazione, sto definendo la struttura, quindi non posso svelare troppo. Però so che “Così Vero” è la canzone che apre questo percorso: parte da me, dalla mia voce e dalla mia visione, e parla in modo trasparente a chi mi ascolta.
Da lì, con le altre canzoni, andrò a completare il quadro: quello che per me è il concetto di amore, di vita, di tutto ciò che ci serve per stare al mondo. Se, come dice Dante, è l’amore a muovere le stelle, con questo brano provo a muovere il mio mondo e, magari, anche un po’ di quello di chi mi ascolta
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- Tag: musica
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