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title: "Cronache di guerra: il racconto televisivo del conflitto russo-ucraino"
description: Meno di un mese fa erano i virologi a tenere banco all’interno delle trasmissioni televisive. In pochi giorni, con l’attacco all’Ucraina...
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date: 2022-03-16
author: Alessia Luceri
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/cronache-di-guerra-il-racconto-televisivo-del-conflitto-russo-ucraino/
categories: [Spettacoli]
tags: [guerra, televisione, Ucraina]
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# Cronache di guerra: il racconto televisivo del conflitto russo-ucraino

![Cronache di guerra: il racconto televisivo del conflitto russo-ucraino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-37.jpg)

La programmazione televisiva cambia e si adatta agli avvenimenti che stanno sconvolgendo l’Europa. Rai e Mediaset, seppur in maniera diversa, hanno stravolto i propri palinsesti e la tv è tornata ad assolvere a quel ruolo informativo che negli ultimi tempi era relegato alle comparsate di medici e virologi.

Meno di un mese fa erano i **virologi** a tenere banco all’interno delle trasmissioni televisive. In pochi giorni, con l’**attacco russo all’Ucraina **del **24 febbraio**, è accaduto quello che nessuno si aspettava. Il conflitto che si sta verificando nel **cuore dell’Europa** non solo sta cambiando i sentimenti e il destino dell’umanità, ma anche – inevitabilmente – il **modo di fare informazione**.

È ormai un dato di fatto che, negli ultimi anni, i **social network** siano in grado di svolgere una funzione informativa fondamentale nel racconto del flusso di notizie e così è stato anche nel tragico caso dello scoppio della **guerra**. Ma quest’ultima è fatta anche di disinformazione ed essere preda del meccanismo della **propaganda** è molto facile: è anche per questo che la televisione, casa madre che riesce a ospitare meglio di tutti il lavoro degli altri media, è tornata ad **assolvere a ****quel ruolo informativo **che negli ultimi tempi era relegato alle **comparsate di medici e virologi**, subendo delle **variazioni di palinsesto** per andare incontro alla necessità di approfondimento.

### Non tutte le reti, però, hanno modificato la propria programmazione allo stesso modo.

Da **“Il Cantante Mascherato”** a **“Storie Italiane”**, **Rai Uno** ha sostituito le proprie **fiction** e gli **show di intrattenimento** con edizioni speciali del telegiornale e continue finestre nei programmi di **infotainment** dedicati alla situazione internazionale. Al contrario, **Mediaset** ha optato per una **linea più soft**, relegando a **Rete 4** il compito di informare il Paese. Esemplare è stata la scelta del Biscione di mandare in onda il **“Grande Fratello Vip”** il giovedì sera, **prima giornata di guerra tra Russia e Ucraina**.

Per comprendere tali differenze, bisogna partire da un assunto fondamentale: la Rai è la cosiddetta **tv di Stato** e quindi per principio deve ricoprire un ruolo importante nel servizio pubblico del Paese. Ciò non toglie che, anche in questo caso, si punti sulla **sovrabbondanza di informazioni per giovare agli ascolti**: la platea totale degli spettatori, infatti, è aumentata di pari passo con l’inizio della guerra. Programmi come **“Porta a porta” o “Quarto grado”** (che si è addirittura snaturato per raccontare il conflitto) hanno raggiunto il **record di ascolti di stagione** (Fonte: “Tv Talk”, Rai Tre). Anche **La7** con **“Piazza pulita”** ha toccato il **7,3%**, classificandosi come** terza rete nazionale** dopo le ammiraglie.

### Ma come viene raccontato il conflitto all’interno di questi programmi?

Oltre all’informazione in sè, sono state mostrate tantissime storie. Un esempio è dato dalle **testimonianze dei civili** direttamente dall’Ucraina, dai **reportage** e dai video sull’**accoglienza dei profughi** nel nostro Paese. Si cerca così il **racconto romanzato anche nella tragedia,** forse anche per arrivare in maniera più diretta possibile al pubblico.

Alla luce di ciò, dopo quasi un mese dallo scoppio del conflitto, la scelta di Mediaset di **ponderare la sovrabbondanza di informazioni** si è rivelata una decisione sicuramente criticabile ma anche la più giusta per salvaguardare i cittadini dalla quantità di notizie in merito all’argomento. 

Anzi, se i primi giorni le reti e le piattaforme streaming si sono sentite quasi “in colpa” a dover mandare in onda dei contenuti estranei alla guerra (si pensi ad esempio all’uscita di [“Lol – Chi ride è fuori”](https://laragione.eu/life/spettacoli/lol-chi-ride-e-fuori-la-nuova-edizione-parte-tra-le-polemiche/) nello stesso giorno dell’inizio della guerra), adesso ci si sente quasi in dovere a fornire questa tipologia di programmi al pubblico e il ritorno de **“L’Isola dei Famosi”** o **“La Pupa e il secchione”** ne sono la conferma. **Senza però perdere di vista la corretta informazione** in merito ai tristi avvenimenti che stanno sconvolgendo l’Europa.

 

Di *Alessia Luceri*
