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title: Dalla e Battisti 80. Mai al passato, sempre al presente
description: "Dalla e Battisti: avrebbero compiuto 80 anni. Anzi, li compiono, perché entrambi per tutti noi non sono mai morti"
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date: 2023-03-04
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/dalla-e-battisti-80/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, musica]
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# Dalla e Battisti 80. Mai al passato, sempre al presente

![Dalla e Battisti 80](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-1-5.jpg)

Dalla e Battisti: avrebbero compiuto 80 anni. Anzi, li compiono, perché entrambi per tutti noi sono più vivi che mai

**Scrivere qualcosa di originale su Dalla e Battisti è utopia**. Ma in quale casa d’Italia non c’è stato oggi almeno un ascolto, un segmento, il ritornello di “4 marzo 1943”?. Tutti sanno che sono nati a poche ore di distanza.

**Dalla oggi compirebbe 80 anni. Anzi compie, perché è come se non fosse mai morto**. **Che è poi lo stesso destino di Battisti, 80 anni domani**. Almeno quattro generazioni italiane hanno imparato a declinarne il talento, la produzione, l’evoluzione musicale, anche dopo la morte di entrambi.

**Per l’occasione, per gli 80 anni, sono state prodotte diverse ristampe celebrative dei loro album migliori**. E il ricordo dei due geni, dei due lati diversi del cantautorato italiano, passa anche attraverso un omaggio collettivo sulle piattaforme social che dura ormai da giorni. Erano diversi, diversissimi. Il lato A e B di un disco.

**Dalla è stato il poeta che cantava la gente**. Estroverso, sfacciato, si è offerto alla gente senza pregiudizi, senza steccati. Un artista in jam session permanente, cappello, occhialini, barba, sax o clarinetto e il suo pubblico. Ha pubblicato 22 album in studio, nove dal vivo, ha scoperto talenti, ha lavorato nel cinema, ha composto colonne sonore. **Ha sublimato Bologna e amato alla follia Napoli**.

**L’altro invece è stata la voce ipnotica ed esile che ha prodotto una quantità inesausta di singoli**, forse come nessun altro nel panorama della musica italiana, prima di dedicarsi ad anni di sperimentazione, di isolamento artistico e personale, elevando ad arte il disagio, espresso praticamente sempre davanti a una telecamera. Per quel disagio, dopo i primi due tour ha lasciato il palco, niente concerti dal vivo, ma 17 album in studio, la scrittura di canzoni per Mina. Eppoi, altra scelta singolare per l’epoca: la ricerca dell’arrangiamento perfetto, tondo, pulito, gli impose di affidarsi ad altri parolieri, **Mogol e poi Panella. Una scelta vincente**.

**Hanno cantato, dipinto il volto dell’Italia nei decenni**. Non si sono praticamente mai incrociati su un palco. E in questo senso la colpa è solo del tempo, perché Battisti è morto presto, per ipotizzare una collaborazione compiuta nella loro età matura. Anzi, con la tendenza degli ultimi anni alle reunion o ai tour condivisi - vedi quello di Venditti-De Gregori che ha riempito e ammaliato i palazzetti dello sport - vederli assieme sarebbe stato uno show purissimo, l’incrocio di stili, pensieri, sensazioni. Lo pensava anche** Dalla, che rispetto a Battisti era ancor più un visionario, una specie di David Bowie** (che invece adorava Battisti, il suo cantante preferito, assieme a Lou Reed) in versione italiana, precursore di novità artistiche come nessuno. Lucio D. **alla fine degli anni ‘80 pensò di tirar via Battisti dall’isolamento, proponendogli un tour assieme durante una cena**. Aveva già duettato con Morandi e con De Gregori, l’osmosi di stili, per uno con il suo talento, era un’opportunità, piuttosto che un limite artistico.

**Lucio B. rifiutò, era già lontano da Mogol, il suo leggendario paroliere**. Scelse la strada della sperimentazione, si assentò dalle scene, fino alla sua morte ci fu solo il cammeo a Sanremo 2012 insieme a Pierdavide Carone, uno dei suoi seguaci, per il quale scrisse il testo di Nanì, dirigendo anche l’orchestra.

**E’ stato un peccato**, ci sarebbe stato un incastro di generi e stili, perché, uscendo un attimo dai cliché che avvolgono soprattutto Battisti e i suoi inni senza tempo, entrambi hanno saputo combinare le esigenze melodiche del canto italiano con sonorità diverse, dal beat al blues al folk, al soul, il prog rock, anche elettropop e tracce di discomusic. Ma anche così è andata bene, più che bene. **Sono arrivati capolavori. Sono arrivate (tu chiamale se vuoi) emozioni**.

*di Nicola Sellitti*
