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title: Dalla tarantella al Concertone, parla Massimo Bonelli
description: "Lo stato della musica in Italia nell'intervista a Massimo Bonelli: produttore, manager e direttore artistico del Concerto del Primo Maggio"
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date: 2023-08-10
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/dalla-tarantella-al-concertone-parla-massimo-bonelli/
categories: [Spettacoli]
tags: [Evidenza, il personaggio, musica]
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# Dalla tarantella al Concertone, parla Massimo Bonelli

![Massimo Bonelli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-5-1.jpg)

Lo stato della musica in Italia nell'intervista a Massimo Bonelli: produttore, editore, manager e direttore artistico dal 2015 del Concertone del Primo Maggio

**Il ruolo della musica tradizionale nel panorama musicale italiano è sempre molto dibattuto**, con il passare degli anni il rischio ogni volta più grande è quello di vederla disperdersi come sabbia al vento del cambiamento. Per fortuna sono tante le iniziative che vengono organizzate per preservare le tradizioni e farle conoscere ai più giovani: **fra queste spiccano molti festival estivi**.

**Una sfida che conosce molto bene Massimo Bonelli – produttore, editore, *manager*, consulente musicale e fondatore di iCompany** – che da un paio d’anni ha ripreso in mano l’organizzazione di uno dei festival più peculiari del nostro panorama nazionale: il **Kaulonia Tarantella Festival**, quest’anno (dal 23 al 26 agosto) giunto alla sua XXV edizione. «Credo sia una sfida centrale per il futuro della musica» ci spiega. «Quando sono stato a Caulonia ho visto medici, carpentieri e spazzini diventare tutti uguali nel ballo. **Alla fine, siamo tutti simili nelle nostre diversità**. E raccontare chi eravamo, fra i diversi territori e tradizioni, ci dà la possibilità di scoprire in che modo possiamo continuare a essere diversi rispettando questa diversità. Mi affascina molto poter lavorare a questo festival, poter dare il mio contributo nel portarlo nel futuro, raccontarlo oggi senza essere retorici».

Seppur declinato alla specificità dell’evento, si tratta di un **approccio simile a quanto fatto da Bonelli con il Concerto del Primo Maggio di Roma, dal 2015 sotto la sua direzione artistica**. Gli è stato infatti affidato il racconto della nuova musica italiana, fatta di artisti amati dai più giovani e meno noti al grande pubblico, diversi da quelli solitamente associati al Concertone. Per questa scelta non sono mancati attacchi: «L’ho fatto sapendo che sarei stato criticato. Tuttavia, non appena il Festival di Sanremo ha accolto a piene mani quanto fatto da noi con il Concertone, l’idea che avevamo portato avanti è stata sdoganata» sottolinea Bonelli. «**Quando ho avuto la possibilità di incidere ho sempre scelto di non nascondermi dietro al ruolo, senza rischiare nulla**. Mi piace fare questo mestiere, essere uno che quando viene chiamato porta un carattere alle cose che fa. Opero sempre scelte che diano un segnale andando a cercare le innovazioni, portando i progetti avanti nel futuro per migliorare lo stato delle cose».

**Impossibile non chiedergli un giudizio sullo stato di salute della nostra musica**, argomento su cui sta anche scrivendo un libro: «**Se per il mercato è un ottimo momento, penso che dal punto di vista artistico ci sia una sorta di fase di stallo**. Mancano nuove leve veramente innovative. Ma è fisiologico, avviene ciclicamente: il *plateau* in genere poi prelude a una innovazione artistica. Ho la sensazione che ci troviamo all’orizzonte degli eventi: da qui a qualche anno la musica darà nuovi segnali e cambierà ancora».

Tuttavia, è sempre complicato analizzare l’epoca che si sta vivendo e in cui si è immersi: «**Il tempo è l’unico vero elemento che ci permette di capire se ciò che stiamo ascoltando abbia il merito di raccontare un’epoca o sia trascurabile**: tante canzoni che negli anni Ottanta sembravano delle semplici *hit* estive poi sono rimaste nel nostro immaginario».

*di Federico Arduini*
