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title: Dieci anni senza Pino Daniele
description: Davvero Pino Daniele – esattamente a dieci anni dalla sua scomparsa – a Napoli non è mai morto. La sua presenza è ormai sottopelle
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date: 2025-01-04
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/dieci-anni-senza-pino-daniele/
categories: [Spettacoli]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Dieci anni senza Pino Daniele

![Pino Daniele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1910-1024x639.jpg)

Davvero Pino Daniele – esattamente a dieci anni dalla sua scomparsa – a Napoli non è mai morto

**Avviso ai lettori: non è un cedimento all’oleografia,** in cui Napoli pure a volte sa perdersi, per fortuna sempre meno. **Davvero Pino Daniele – esattamente a dieci anni dalla sua scomparsa – a Napoli non è mai morto.** Non che la sua perdita non sia stata elaborata, perché dieci anni sono tanti; **piuttosto la sua presenza è ormai sottopelle a chi l’ha ascoltato, interiorizzato.** È un patrimonio di suoni, frasi, immagini trasmesso ai figli. Pino Daniele è ancora presente nei vicoli, negli anfratti dei decumani, nel linguaggio, nelle immagini, nei murali, nei pensieri. **È come Diego Armando Maradona, parte di un patrimonio genetico, sebbene appartenga all’Italia, al mondo, senza steccati.** E, ora come allora, è sempre difficile rendere l’idea di questo processo osmotico a chi non è nato o non ha vissuto a Napoli. **Non per presunzione o per un presunto *ius primae noctis*.**

**Per il decennale della morte di Pino Daniele il Comune di Napoli ha organizzato un *tour* di due giorni nelle strade cittadine**. Un percorso nelle piazze dove l’artista è cresciuto, dove ha scritto “Napule è” «*’na camminata, int’e viche mmiez’all’ate*” (nell’*album* “Nero a metà” del 1980). **Al cinema invece c’è [“Pino Daniele - Nero a metà”](https://laragione.eu/life/spettacoli/pino-daniele-nero-a-meta-alle-origini-del-mito/)**, altro ritratto intimo degli anni della formazione, da ragazzo che ama la chitarra e il *blues* (conosciuto frequentando i marinai americani al porto di Napoli) fino alla dimensione di fuoriclasse della musica italiana. E poi ci sono libri, ristampe, **c’è il recente singolo inedito “Again”** che lascia i brividi addosso, [ci sarà anche un concerto per festeggiare quello che sarebbe stato il suo 70esimo compleanno](https://laragione.eu/life/spettacoli/pino-e-il-28-settembre-a-napoli-il-concerto-tributo-a-pino-daniele/), **il 18 settembre in Piazza del Plebiscito**.

Insomma,** c’è tutto il materiale per dare una spolverata **– se mai ce ne fosse stato bisogno – **alla grandezza di un musicista eccellente**, ripercorrendo però solo a tappe la storia di un legame controverso tra una città e il suo artista di punta che è difficile da rintracciare in altri grandi nomi della nostra musica. **Lucio Dalla ha messo su carta e in note il suo intreccio con Bologna, così Eros Ramazzotti con la periferia romana dove è cresciuto.** Lo ha fatto De Andrè con Genova, tra vicoli e mulattiere, portici e botteghe. Ma Faber non è mai stato feroce con la sua città, invece Pino ha saputo esserlo: **figlio, creatura e uomo di Napoli, era troppo innamorato, troppo preso da lei per andarci leggero. **Era un concentrato di amarezza, per quello che Napoli poteva essere e diventare, **senza cercare il ‘Masaniello’ di turno**, senza rassegnarci alle ferite storiche, rispetto a quello che gli passava sotto gli occhi.

Erano davvero come amanti: **si prendevano e si lasciavano e così fino alla fine della sua vita, con Pino a vivere in ‘esilio volontario’ tra Roma e la Toscana, ma senza mai perdere la speranza della redenzione, del cambiamento.** Lo ha ricordato tre anni fa l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Mimmo Battaglia, che nel suo primo messaggio dal Duomo mise da parte il Vangelo e prese in prestito un’intera strofa di “Terra mia” (primo *album* in studio di Pino Daniele, anno 1977) che era un inno alla speranza, senza voler nascondere le verità più crude. **Chissà se a Pino sarebbe piaciuta l’ultima versione di Napoli**, avvolta dai problemi ma meta europea del turismo, proiettata al futuro, finalmente meno ripiegata su sé stessa.

di *Nicola Sellitti *
