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title: Elvira Coda Notari, realismo resistente al fascismo
description: Elvira Coda Notari amava filmare la vita popolare brulicante nei mercati, nei vicoli e nei quartieri di Napoli
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date: 2025-04-16
author: Elvira Morena
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, spettacoli]
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# Elvira Coda Notari, realismo resistente al fascismo

![Elvira Coda Notari](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/UNA-FOTO-9-1024x639.jpg)

Elvira Coda Notari amava filmare la vita popolare brulicante nei mercati, nei vicoli e nei quartieri di Napoli con attori spontanei non professionisti

Come dicono i francesi, che vantano una grande tradizione nella *nouvelle vague* con registi del calibro di Truffaut, Godard e Rohmer: «*Le cinéma quelle passion c’est*!» (cinema, che passione). **Fin dalla sua nascita ha ammaliato milioni di spettatori.** E milioni di cinefili, dal dopoguerra a oggi, hanno considerato e considerano il cinema come una forma d’arte completa che fonde più elementi: la pittura e la fotografia, il teatro e la musica. **Oltre all’aspetto creativo, durante la visione di un film si sviluppano processi psichici – quali proiezione e identificazione – legati al *transfert* percettivo del proprio vissuto nei personaggi e nelle storie narrate**.

Elaborato dalla mente, tale fenomeno libera le pulsioni inespresse e i bisogni assopiti, attivando i “neuroni specchio”: si tratta di cellule nervose cerebrali che entrano in funzione quando ci si relaziona con le azioni altrui. **E questa operazione catartica crea appagamento e soddisfazione, tanto da riconoscere la cineterapia** (intesa come capacità empatica di entrare in contatto con sé stessi attraverso le immagini e i suoni) come supporto efficace alla psicoterapia.

**L’universo cinematografico è costellato da registi italiani famosi, ma in pochi sanno che la prima regista donna nel nostro Paese (e non solo, perché lo è stata anche per il resto del mondo) fu Elvira Coda Notari. **Nata nel 1875 a Salerno e pioniera del cinema muto, fu autrice di oltre 60 lungometraggi e centinaia di cortometraggi. Produttrice e sceneggiatrice, insieme al marito fotografo Nicola Notari fondò la casa di produzione Film Dora, che aveva sede a Napoli (in via Roma) ma anche a New York, nella popolarissima Mulberry Street di Manhattan, dove i film avevano un seguito tra gli emigranti italiani. **Le sue produzioni, incentrate su storie popolari e drammi sociali**, mettevano in luce l’oppressione degli umili e quella sofferta dalle donne del Sud Italia e da queste affrontata con umanità, resilienza e senso innato della maternità.

**Elvira non va definita una femminista secondo il concetto moderno.** Attraverso la sua arte ha però dato voce all’autenticità dell’universo femminile distante dagli stereotipi della società patriarcale di fine Novecento: non eroine idealizzate, quanto piuttosto donne sacrificate alla sopraffazione maschile, all’impossibilità di scegliere un amore oppure vedove bianche nelle separazioni forzate.** Il suo cinema è una forma di resistenza culturale che dà voce agli invisibili. **

**Elvira Coda Notari amava filmare la vita popolare brulicante nei mercati, nei vicoli e nei quartieri di Napoli con attori spontanei non professionisti, anticipando così quel neorealismo che troverà la sua massima espressione stilistica negli anni Quaranta**. Viene descritta come una donna determinata, indipendente e innovativa, qualità che le permisero di sopravvivere in un mondo – quello del cinema – dominato dagli uomini.

Non cedette alle pressioni del regime fascista, che rifiutava la rappresentazione del Sud umiliato e piegato. **La resistenza a non voler edulcorare la realtà fece precipitare il suo cinema nella censura e la sua persona nell’emarginazione**. Dopo il declino si ritirò in silenzio. Morta nel 1946 a Cava de’ Tirreni (i suoi discendenti ancora oggi la definiscono «persona bislacca»), è ritornata alla luce negli ultimi decenni. **E la storia le rende merito come figura di spicco**: donna rivoluzionaria e artista pilastro fondante del cinema italiano.

di *Elvira Morena*
