---
title: Emo Philips, signore della comicità paraprosdokian
description: "Emo Philips, della stand up comedy americana, è il signore indiscusso della paraprosdokian, figura retorica dall'effetto comico assicurato."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Emo-Philips.png
date: 2021-12-01
author: McGraffio
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/emo-philips-signore-della-comicita-paraprosdokian/
categories: [Spettacoli]
tags: [comicità]
---

# Emo Philips, signore della comicità paraprosdokian

![Emo Philips, signore della comicità paraprosdokian](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Emo-Philips.png)

Emo Philips, talentuoso freak della stand up comedy americana, è il signore indiscusso della *paraprosdokian*, particolare figura retorica il cui effetto comico è assicurato.

«Quando ero piccolo pregavo ogni notte per avere una bicicletta nuova. Poi ho capito che il Signore non opera in questo modo: allora ne ho rubata una e gli ho chiesto di perdonarmi». A parlare è **Emo Philips, il talentuoso freak della stand up comedy americana**. Signore indiscusso della **paraprosdokian**, quella particolare figura retorica per cui, data una premessa corretta sul piano logico e descrittivo, si fa sopraggiungere una conclusione inaspettata, folle, contraddittoria che frantuma l’aspettativa creata dalla premessa stessa. **L’effetto comico è assicurato**.

Emo Philips è un elfo allucinato, capelli a caschetto con frangetta e voce in falsetto, movimenti sgangherati all’Olivia di Popeye e perennemente a disagio col mondo. **Il suo joke** (ossia il mood caratteriale utilizzato sul palco) è senza precedenti: un bambino mai cresciuto, considerato dai suoi uno scherzo della natura («I miei genitori mi proibivano di aprire l’ingresso della vecchia cantina... Poi scoprii che si trattava della porta di casa» e «solo quando attraversavo la strada erano entusiasti e piazzavano scommesse»).

Vessato psicologicamente da scuola e religione, crea un proprio mondo elaborato da una visione infantile della vita. L’escamotage del bambino mai cresciuto e segregato consente a **Philips** di narrare con spietatezza travestita da surrealismo e comicità la follia della società moderna, la solitudine degli individui, il problema delle stagnazioni affettive familiari che spesso si rivelano essere eterne prigioni di autodeterminazione e talento. Quando **Emo** chiede alla propria ragazza di sposarlo questa risponde che deve chiedere prima il consenso al padre. «Così abbiamo fatto la seduta spiritica» chiosa Philips.

Nel **2005** il suo “**Golden Gate Bridge**”, un geniale e comicissimo monologo contro ogni fanatismo religioso (visibile su YouTube e sottotitolato in italiano), viene insignito di un premio speciale per la migliore battuta in tema religioso. Anche lui ogni tanto restituisce un po’ di veleno: «Ricorderò sempre le ultime parole di mio nonno… un camion!». Ha momenti di instabilità e paranoia: «Credevo di essere inseguito da un killer a pagamento... invece era un volontario». E quando il suo stralunato personaggio approda al college, nel congedarsi dalla famiglia ha un momento di tenerezza: al padre che sommessamente gli chiede «Ti mancherò, ragazzo?» lui risponde «Penso di sì... Ho anche levato il cannocchiale dal fucile».

**La paraprosdokian di Emo Philips** è un antidoto contro l’assuefazione, la tacita accettazione di premesse date per certe e assodate. È lo sconvolgimento delle carte della ordinarietà e ci obbliga a vivere con la cappa benefica dell’incertezza e della sorpresa, anche brutta, sempre in agguato. «Ho prestato a un amico 10mila dollari per una chirurgia plastica… e ora non so che aspetto abbia». È un modo di conferire al linguaggio il potere di decostruire il senso, arricchendolo di nuovi mondi rispetto a quell’unico mondo in cui, ci ricorda il buffo Emo, «i nostri Paesi stanno costruendo testate nucleari come se non ci fosse un domani».

 

di *McGraffio*
