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title: L’esorcista, cinquant’anni fa il film più spaventoso di sempre
description: "Se qualcuno vi racconterà di aver visto il film “L’esorcista” e di aver trascorso poi una notte tranquilla, sappiatelo: è un bugiardo"
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date: 2023-04-28
author: McGraffio
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categories: [Spettacoli]
tags: [Cinema, Evidenza]
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# L’esorcista, cinquant’anni fa il film più spaventoso di sempre

![esorcista](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-323.jpg)

Se qualcuno vi racconterà di aver visto il film “L’esorcista” e di aver trascorso poi una notte tranquilla, sappiatelo: quel tizio è un bugiardo

Se qualcuno vi racconterà di aver visto il film “L’esorcista” e di aver trascorso poi una notte tranquilla, sappiatelo: quel tizio è un bugiardo. **Compie 50 anni il film più spaventoso di sempre e qualsiasi tentativo di dimostrare il contrario non risulterà credibile**. Al fondo un’idea semplicemente potente:** il male nasce e cova dentro, non fuori, di noi.** Puoi mettere su celluloide *zombie*, vampiri, creature deformi, mostri lagunari, zampilli di sangue, assassini seriali, le peggiori esterne avversità, **ma niente di tutto ciò supererà in orrore la forza spaventosa dell’ignoto che s’impossessa del corpo e dell’anima**. Sono questi la chimica, l’archetipo e la suggestione che hanno reso il film diretto da **William Friedkin** un capolavoro assoluto.

**“L’esorcista” è tratto da un celebre romanzo di William Peter Blatty** a sua volta ispirato a una storia vera pubblicata dal “Washington Post”** nell’agosto del 1949.** Nel film una dodicenne (l’attrice Linda Blair) viene investita da singolari fenomeni **che la scienza confina subito nell’alveo della psichiatria**, mentre avanza, inesorabile, la verità ultraterrena di un demonio (Pazuzu) che – tra fiato gelato, spasmi articolari, conati di vomito verdastro, spaventose levitazioni e dolorose sevizie inferte alla sua vittima –** tesse la sua trama infernale di rappresentazione del suo immondo e subdolo potere**. **Il *mantra* pianistico tratto dalla *suite* “Tubular Bells” di Mike Oldfield** – poche note in *loop*, quasi uno sconsacrato e circolare rosario di note gelide che fa subito colare un brivido sulla schiena – così come l’atmosfera cupa di Georgetown, la sterilità affettiva di una famiglia di artisti, sacerdoti fragili e l’eterna lotta tra sacro (che, ovunque, protegge) e profano (che allontana dalla salvezza)** rendono il tutto così terribilmente possibile**.

**Lo spettatore medio torna a casa con la sensazione di non essere più estraneo a una possessione imminente **e prima di andare a dormire si guarda intorno, **chiude meglio la porta, controlla sotto le lenzuola**, sussulta a ogni piccolo rumore, lascia la luce accesa un po’ più a lungo del solito. **Ma sa già che è tutto inutile**. Perché è la paura che fa più paura. **Perché l’incubo non sta fuori ma può materializzarsi dentro**, da un momento all’altro. E il demonio può avere la forma di un suono, di uno scricchiolio, si può materializzare nelle paralisi notturne e nel *pavor nocturnus* oppure può essere un pensiero ossessivo.** Ecco la forza, davvero profonda, di questo film.**

E poi gli strascichi inevitabili in ogni storia maledetta: **nove persone legate, direttamente o indirettamente, a “L’esorcista” morirono durante le riprese**. Jack MacGowran, uno degli attori il cui personaggio muore nel film, morirà un mese prima dell’uscita della pellicola nelle sale. La rivista “American Hollywood” scrisse che a Roma, nei pressi del Cinema Metropolitan, **durante la proiezione del film una croce alta oltre due metri si staccò da una chiesa lì vicina frantumandosi a terr**a. Buona visione.

di *McGraffio*
