---
title: Fight Club e l’ingenua censura Cinese
description: "L’episodio di censura avvenuto in Cina ai danni del film cult Fight club fa quasi sorridere per l’ingenuità del gesto: sostituire un finale violento con una scritta che tenta di riscrivere un’intera storia basata sulla violenza."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Fight-Club-finale-1024x525.jpeg
date: 2022-01-27
modified: 2022-06-21
author: Elena Bellanova
url: https://laragione.eu/life/spettacoli/fight-club-e-lingenua-censura-cinese/
categories: [Recensioni, Spettacoli]
tags: [censura, Cinema, esteri, recensioni]
---

# Fight Club e l’ingenua censura Cinese

![Fight Club e l’ingenua censura Cinese](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Fight-Club-finale-1024x525.jpeg)

L’episodio di censura avvenuto in Cina ai danni del film cult Fight club fa quasi sorridere per l’ingenuità del gesto: sostituire un finale violento con una scritta che tenta di riscrivere un’intera storia basata sulla violenza.

Era il 1996 quando un **ancora poco noto Chuck Palahniuk** scrisse il romanzo che lo portò al successo in pochi anni: ***Fight Club****.*

Una narrazione serrata, scorretta, invadente. **Uno stile unico, figlio di un nichilismo dilaniante del confine col nuovo millennio**, portato all’estremo nei suoi racconti.

Attraverso il distacco e **la *****vivisezione *****della realtà** egli mette a nudo l’ipocrisia della società odierna, disgustando e al tempo stesso catturando il lettore con un linguaggio diretto e nudo, in grado di dipingere il mondo senza censure.

Sarà per questo che **l’episodio avvenuto in Cina**, che vede coinvolto **il celebre film di David Fincher** tratto dal libro - di cui Palahniuk curò il soggetto – fa quasi sorridere.

Dopo ben 23 anni, **la Cina avrebbe finalmente ammesso la pellicola nel paese** con una “minuscola” modifica, che vede un finale violento totalmente stravolto in favore dell’autorità.

**L’epica scena finale,** entrata di diritto nella storia del cinema, che **mostra un panorama catastrofico e anarchico dove i grattacieli della città vengono lentamente abbattuti** da cariche esplosive, chiara metafora dell’abbattimento della società moderna, viene sostituita da una scritta nera, davvero poco invadente, che recita: "La polizia ha rapidamente scoperto l'intero piano e arrestato tutti i criminali, prevenendo con successo che le bombe esplodessero".

Il protagonista viene semplicemente mandato in un istituto psichiatrico.

La riflessione spontanea **più che vertere verso l’indignazione**, tenendo in considerazione i molteplici episodi di [censura](https://laragione.eu/life/tech/in-cina-non-si-gioca-piu/) in Cina, porta a soffermarsi **sulla modalità scelta per delegare il significato di un’intera opera a un minuscolo frammento conclusivo**: uno schermo nero e un tentativo di riscrittura.

 Traslando il concetto su un’opera d’arte potrebbe tradursi in **un quadro di Picasso, ridisegnato per ottenere un effetto meno distorto**, ma con un pennarello.

 Aggiustare il tiro per **trasmettere sempre il medesimo concetto**, snaturare maldestramente per riparare un danno che di reversibile non ha proprio nulla, una volta trascorsi 100 minuti di violenza fisica e morale.

 Sarebbe stato molto più sensato **non ammetterla quella pellicola,** non correre nemmeno il rischio di dover fronteggiare un pensiero distruttivo per poi ripararlo con lo scotch.

 Eppure **la scena finale è stata in qualche modo riscritta** da qualche povero incaricato della Disney (secondo quanto afferma la famosa rivista web “Vice”), che ne detiene i diritti, richiedendo una minima dose di creatività tale da sovrapporsi al genio di **Palahniuk che in un [tweet](https://twitter.com/chuckpalahniuk/status/1486104137687207936?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1486104137687207936%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.iodonna.it%2Fspettacoli%2Fcinema%2F2022%2F01%2F27%2Ffight-club-censurato-in-cina-finale-diverso-a-vincere-sono-le-autorita%2F) entusiasta cinguetta**: “Have You Seen This Sh*t? This is SUPER wonderful! Everyone gets a happy ending in China!”.

 Tutti quanti ottengono un lieto fine in Cina.

Viene da domandarsi quindi se quella che poi resta **semplicemente una forma di censura**, tenta comunque di **rispettare il cult donandogli una visione accettabile** per il governo cinese (avrebbero potuto tagliare la scena con una battuta e chiuderla lì), oppure è sinonimo di un’ingenuità senza pari.

 In entrambi i casi sarebbe sorprendente.

di *Elena Bellanova*
